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Olbia, turismo e passaporto sanitario: "Servono regole chiare e uniche"

Consorzio Albergatori e Federalberghi: basta proclami

Olbia, turismo e passaporto sanitario:
Olbia, turismo e passaporto sanitario:
Angela Galiberti

Pubblicato il 19 febbraio 2021 alle 06:00

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Olbia. Non sono sul piede di guerra, ma il messaggio che mandano alla Regione Sardegna e in particolare al governatore Christian Solinas è chiaro: attenzione ai proclami prima della stagione turistica. “Non vogliamo che succeda ciò che è successo l'anno scorso – dice con pacatezza Fabio Fiori, presidente del Consorzio Albergatori Olbia –. Nel 2020 ci sono stati dei proclami sul passaporto sanitario: un'idea straordinaria, ma che in quel momento era di difficile attuazione e che ha creato molta confusione. L'anno scorso non era possibile avere tamponi molecolari velocemente, le regole non erano chiare e si è creato un vero e proprio disorientamento: Solinas continuava a dire che non sarebbe entrato nessuno senza passaporto sanitario, ma nei fatti ciò era impossibile da attuare in quelle condizioni”.

Tutti i sardi ricordano bene quelle giornate: un'isola, un'idea ambiziosa, la difficoltà di avere test sierologici o tamponi molecolari per chiunque e il Governo sempre contro l'idea una barriera alla libera circolazione delle persone.

“Abbiamo bisogno di regole certe che siano uguali per tutti, serve certamente un coordinamento con l'Istituto Superiore di Sanità, ma dobbiamo assolutamente evitare ciò che è successo nel 2020 – continua Fiori –. Il presidente Solinas parla di passaporto sanitario con certificato di vaccinazione o negatività, ma prima di lanciare questa idea, che è bellissima, dobbiamo capire bene com'è la situazione sia in Italia che all'estero”.

Fiori è molto concreto: deve esserlo perché le prenotazioni dei turisti vengono fatte in anticipo e se non ci sono regole certe, uguali per tutti, si rischia il blocco generale o – peggio – il “fuggi fuggi” verso altri lidi. “A che punto è la campagna vaccinale? Le prenotazioni si fanno con molto anticipo, ma non è detto che al giorno della partenza il turista abbia potuto fare il vaccino, perché prima delle persone comuni ci sono le categorie a rischio. Bisogna chiarire cosa succede con i tamponi molecolari, visto che si parla anche di certificato di negatività. Quando deve essere fatto? Tre, quattro, cinque o sette gironi prima? E se malauguratamente risulta positivo cosa succede al turista e alle sue prenotazioni? Servono regole chiare, bisogna considerare tutte le tempistiche”.

Per Fiori, l'idea del passaporto sanitario rimane positiva: “Bellissima idea – rimarca più volte –. Siamo un'isola, in questo modo non ci si contagia e si può lavorare. Credo che l'unica via sia concordare tutto con l'istituto superiore di sanità. Come ha detto Paolo Manca, presidente di Federalberghi, servono regole uguali per tutti”.

All'Ansa, Manca ha dichiarato: “Auspichiamo che le regole di spostamento tra Regioni siano definite a carattere nazionale: non vorremmo trovarci nella sfortunata ipotesi che la Sardegna sia l'unica ad avere controlli all'ingresso. Piuttosto la Regione si metta subito all'opera per dare ai turisti certezze sul potenziamento del sistema sanitario e sulla chiarezza delle regole per la stagione 2021 entro febbraio”.

Ciò che gli albergatori temono, infatti, è che le dichiarazioni “d'intenti” date in pasto alla stampa spaventino l'intero settore.