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Olbia saluta Claudio Galiberti: una vita tra radio, tecnologia e amore per gli animali

Addio a Claudio Galiberti, domani l'ultimo saluto

Olbia saluta Claudio Galiberti: una vita tra radio, tecnologia e amore per gli animali
Olbia saluta Claudio Galiberti: una vita tra radio, tecnologia e amore per gli animali
Patrizia Anziani

Pubblicato il 04 September 2026 alle 17:00

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Olbia. Ci sono persone che attraversano la vita di una città senza cercare necessariamente il primo piano, ma lasciando dietro di sé tante piccole tracce. Claudio Galiberti era una di queste. Nato a Viareggio nel 1958, figlio di Marina Anichini e Luigi Galiberti, Claudio arrivò a Olbia ancora bambino, negli anni Sessanta, quando i genitori decisero di trasferirsi in Sardegna. Fu il padre, innamoratosi dell'Isola, a scegliere quella che sarebbe diventata la nuova casa della famiglia. Da quel momento la storia dei Galiberti si intrecciò profondamente con quella della città.

 

Per molti olbiesi di una certa generazione quel cognome è legato soprattutto alla storica merceria di via Liguria, portata avanti dalla famiglia fino alla fine degli anni Novanta. Oggi può essere difficile immaginare quanto negozi come quello fossero importanti nella vita quotidiana di una città. La merceria era il punto di riferimento delle casalinghe, delle sarte e delle tante donne che cucivano e lavoravano a maglia in casa: vi si andava per acquistare fili, bottoni, cerniere, nastri, elastici, lana e tutto ciò che poteva servire per confezionare, aggiustare o trasformare un abito.

Ma si entrava anche per chiedere un consiglio. Come abbinare un tessuto, quale filo scegliere, come rifinire un vestito, quale bottone potesse stare meglio su una giacca. E magari, mentre si cercava ciò che serviva, ci si fermava qualche minuto a parlare. La merceria era anche questo: un piccolo luogo di socialità, di rapporti costruiti giorno dopo giorno, quando i negozi di prossimità erano parte integrante della vita dei quartieri e dietro il bancone si conoscevano nomi, famiglie e abitudini dei clienti. La chiusura della merceria, alla fine degli anni Novanta, segnò così non soltanto la conclusione di una lunga attività familiare. Via Liguria e quella parte della città persero uno dei loro punti di riferimento, uno di quei negozi che tenevano vivo un quartiere e che, una volta abbassata definitivamente la serranda, lasciavano dietro di sé un vuoto difficile da sostituire.

È dentro questa Olbia fatta di botteghe, rapporti personali e quartieri vissuti che Claudio Galiberti crebbe. Ma mentre apparteneva a quel mondo, il suo sguardo era già rivolto verso ciò che stava arrivando. La musica, la radio, l'elettronica e, più tardi, l'informatica sarebbero diventate alcune delle grandi passioni della sua vita.

Alla fine degli anni Settanta Olbia, come tante città italiane, viveva la stagione irripetibile delle radio libere. Erano gli anni delle antenne che spuntavano sui tetti, delle trasmissioni costruite quasi artigianalmente, della musica scelta e raccontata direttamente davanti a un microfono. Claudio entrò in quel mondo e condusse programmi in una delle emittenti cittadine nate in quel periodo. La musica, del resto, era parte della sua vita. I dischi, i vinili, il giradischi, la consolle: nelle fotografie di quegli anni lo si vede giovanissimo, concentrato mentre sceglie un disco o regola l'attrezzatura. Fece il dj nello storico Barracuda e anche in Costa Corallina, attraversando così un altro pezzo della memoria di una generazione di olbiesi.

Ma c'era un'altra passione che in Claudio avrebbe avuto un posto ancora più profondo: gli animali. Fu tra le persone che contribuirono a dare vita alla Lida di Olbia, in anni nei quali la tutela degli animali aveva certamente meno strumenti e meno attenzione di oggi. Claudio partecipava direttamente ai recuperi e nella casa dei Galiberti poteva capitare che arrivasse qualunque animale avesse bisogno di essere salvato o curato. È uno dei ricordi più vivi della figlia Angela: "Avevamo sempre animali feriti in casa: gatti, ma anche gabbiani, cani e persino una martora".

Non era quindi un amore dichiarato soltanto a parole, ma qualcosa che faceva parte della quotidianità familiare. Un legame speciale Claudio lo ebbe con Wagner, il suo pastore tedesco, con il quale partecipava anche a gare di lavoro e di bellezza. E quella sensibilità, assieme all'interesse per le nuove tecnologie, sarebbe diventata una delle eredità più intime lasciate alla sua unica figlia. "L'amore per gli animali me lo ha trasmesso lui", ricorda Angela.

Accanto a questo lato profondamente affettivo ce n'era un altro che raccontava bene la sua curiosità: Claudio era affascinato dalla tecnologia e dall'elettronica. Anche in questo campo arrivò molto presto, quando computer, grafica digitale e reti informatiche erano ancora strumenti riservati a pochi. Lavorò a Canale 35 con Piero Bini, cimentandosi con la grafica tridimensionale quando parlare di 3D applicato alla televisione significava muoversi in un territorio ancora pionieristico. Realizzò alcuni dei primi esperimenti di questo tipo in Sardegna. Erano anni nei quali ciò che oggi si ottiene in pochi istanti richiedeva competenze tecniche, sperimentazione, curiosità e soprattutto la capacità di immaginare quello che la tecnologia avrebbe potuto diventare. Quella passione lo accompagnò anche nel lavoro. Claudio insegnò CAD in diversi istituti tra Olbia e Nuoro e successivamente lavorò per la Novamarine di Carlini, per la quale realizzò il sito internet ufficiale occupandosi anche della rete informatica interna dell'azienda.

Eppure, dietro tante passioni e tante competenze, Claudio rimaneva un uomo riservato. Chi lo conosceva bene sapeva quanto fosse in gamba, ma anche quanto poco amasse mettersi in mostra. Negli ultimi anni Claudio aveva scelto una vita più riservata, restando però legato con profondo affetto alle persone che avevano condiviso il suo cammino. Claudio si è spento a 68 anni, dopo una breve malattia circondato dall'affetto dei suoi cari.

Con Claudio Galiberti se ne va una persona discreta, ma anche un testimone di tante stagioni diverse di Olbia. Il bambino arrivato dalla Toscana nella città delle botteghe; il ragazzo dei vinili e delle radio libere; il dj; l'uomo che aiutava a salvare gli animali in difficoltà; l'appassionato di elettronica che sperimentava la grafica 3D; l'insegnante di CAD; l'uomo che aveva intuito molto presto le possibilità di Internet.

E forse sono proprio le fotografie di quegli anni a restituire una delle immagini più belle di Claudio: giovane davanti a un giradischi, le cuffie al collo e una mano sulla consolle. Uno scatto che oggi non racconta soltanto lui, ma anche un pezzo di quell'Olbia che non c'è più e della quale Claudio Galiberti ha fatto parte.

I funerali si svolgeranno a Olbia domani, sabato 5 settembre, alle ore 11:00 presso la chiesa di Sant'Antonio in via Aspromonte, con partenza dalla Casa funeraria La Pax Braccu di via Bazzoni Sircana. Il feretro proseguirà successivamente per il tempio crematorio di Olbia.