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Olbia, la scuola media Diaz fa rete con Università di Sassari e Istituto Zooprofilattico

Olbia, la scuola Diaz porta gli studenti tra Università e ricerca

Olbia, la scuola media Diaz fa rete con Università di Sassari e Istituto Zooprofilattico
Olbia, la scuola media Diaz fa rete con Università di Sassari e Istituto Zooprofilattico
Olbia.it

Pubblicato il 25 July 2026 alle 15:30

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Olbia. La scienza non solo studiata sui libri, ma vissuta in prima persona nei laboratori, a contatto con ricercatori e tecnologie d'avanguardia. È questo il percorso che la scuola media n. 2 Armando Diaz di Olbia, diretta dal prof. Francesco Scanu, ha costruito negli ultimi tre anni scolastici, dando vita a un progetto di educazione scientifica che rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, università e istituti di ricerca. Grazie alla sinergia con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e con l'Università di Sassari, gli studenti hanno potuto affrontare temi di grande attualità attraverso esperienze pratiche, laboratori e incontri con esperti, trasformando la curiosità in conoscenza e la teoria in sperimentazione.

Il percorso ha preso il via nell'anno scolastico 2023/2024 con il progetto "Prevenzione delle zoonosi", dedicato agli alunni delle classi prime. Nelle aule della Diaz sono intervenute la dottoressa Giovanna Masala e la dottoressa Gabriella Masu dell'Istituto Zooprofilattico, che hanno illustrato le principali zoonosi presenti nel territorio, i vettori che le trasmettono e le corrette pratiche di prevenzione. Un'occasione preziosa per comprendere il significato del principio One Health, secondo cui la salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente è strettamente interconnessa. L'anno successivo, nel 2024/2025, è stata la volta del progetto "Curiosità Genetica", riservato agli studenti più meritevoli delle classi terze. I ragazzi hanno avuto l'opportunità di entrare nei laboratori universitari di microbiologia molecolare dell'Università di Sassari e, guidati dalla dottoressa Sebastiana Tola, hanno eseguito l'estrazione del DNA, osservando da vicino strumenti, metodologie e protocolli utilizzati quotidianamente dai ricercatori. Un'esperienza che ha reso tangibile il lavoro scientifico e rafforzato l'interesse verso gli studi in ambito biologico e biomedico.

Nell'anno scolastico 2025/2026, infine, gli studenti delle classi seconde hanno partecipato al progetto "Salute e Spazio", dedicato agli effetti della microgravità sul corpo umano. Accompagnati dalla professoressa Antonella Pantaleo, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Sassari ed esperta di biologia spaziale, gli alunni hanno osservato strumenti in grado di simulare l'assenza di gravità, preparato campioni biologici e vissuto un'esperienza immersiva attraverso visori di realtà virtuale, "camminando" su Marte e all'interno di una stazione spaziale. Tre progetti, tre anni scolastici e tre esperienze profondamente diverse, accomunate da un obiettivo preciso: avvicinare gli studenti al metodo scientifico e alle professioni STEM, mostrando loro come la ricerca possa incidere concretamente sulla vita quotidiana e sul futuro della società.

Particolarmente significativo è il fatto che questo percorso sia stato realizzato in una scuola secondaria di primo grado, coinvolgendo ragazzi che si affacciano per la prima volta alle scelte formative del proprio futuro. Offrire loro la possibilità di entrare in contatto con il mondo della ricerca già a questa età significa alimentare curiosità, spirito critico e passione per lo studio, elementi fondamentali per orientare le nuove generazioni verso le discipline scientifiche.