martedì, 24 maggio 2022

Informazione dal 1999

Politica

Gallura, guardie mediche: a Olbia chiude l'ordinaria, interrogazione su quelle turistiche

Il consigliere Giuseppe Meloni incalza l'assessore Nieddu

Gallura, guardie mediche: a Olbia chiude l'ordinaria, interrogazione su quelle turistiche
Gallura, guardie mediche: a Olbia chiude l'ordinaria, interrogazione su quelle turistiche
Olbia.it

Pubblicato il 05 maggio 2022 alle 09:58

condividi articolo:

Olbia. La stagione turistica è alle porte: come si sta preparando il settore sanitario della Gallura? Lo chiede, in un'interrogazione, il consigliere regionale gallurese Giuseppe Meloni (PD).

Le criticità, infatti, stanno aumentando e non riguardano solo le guardie mediche turistiche, ma anche i servizi ordinari. A Olbia, per esempio, è chiusa la guardia medica del San Giovanni di Dio.

Scrive Meloni: "la stagione turistica è alle porte. Nonostante le difficoltà dovute al caos della continuità territoriale aerea, agli eccezionali aumenti delle tariffe aeree e marittime per residenti e non, alla pandemia ancora in atto con numeri che in Sardegna risultano ancora superiori alla media, e malgrado le paure per un allargamento del conflitto in Ucraina, tutti gli indicatori e le previsioni degli operatori del settore ritengono che l'Isola potrà contare su flussi turistici consistenti, tali da superare quelli delle stagioni precedenti".

E ancora: "la soddisfazione generale per le previsioni di cui sopra lascia tuttavia spazio a più d'una preoccupazione dovuta al fatto che i turisti vanno accolti e necessitano di servizi che rendano serena la loro vacanza e la quotidianità dei residenti nel nord est della Sardegna".

Per il consigliere regionale di opposizione, "la preoccupazione principale riguarda la tenuta del sistema sanitario regionale. I problemi irrisolti sono tanti, al punto che risulta sufficiente scorrere le notizie sui mezzi di informazione per scoprire che: mancano i medici di base in numerosi comuni, interi reparti ospedalieri chiudono, diversi poliambulatori non sono in grado di funzionare a causa delle gravi carenze delle figure professionali sanitarie necessarie, in quasi tutti i pronto soccorso si sviluppano code lunghissime e attese fino a 24 ore per una visita. In sostanza il sistema è al collasso già prima della stagione turistica".

Meloni sottolinea che a fronte di tante interrogazione sul tema, la Regione ha risposto ben poche volte.

Inoltre, l'esponente della minoranza sottolinea che "non si hanno notizie circa l'organizzazione delle guardie mediche turistiche, mentre quelle (poche) ordinarie stanno tristemente chiudendo; a tal proposito nelle ultime ore presso l'ambulatorio dell'Ospedale di Via Canova ad Olbia, porta principale di accesso per il turismo in Sardegna, è comparso un cartello che avvertiva della chiusura della guardia medica "per mancanza di medico" e invitava i pazienti a rivolgersi all'unico Pronto Soccorso della città, peraltro cronicamente sofferente e ora sempre di più alle porte della stagione turistica, nonostante il grande lavoro e l'alto spirito di abnegazione profuso dal personale medico e paramedico".

Secondo Meloni, dunque, "le situazioni di carenza di medici e personale sanitario appare quanto mai grave e il copioso flusso turistico atteso e auspicato non potrà che aggravarla ulteriormente, ponendo a rischio la possibilità di cure adeguate non soltanto per gli stessi ospiti ma anche per l'intera comunità sarda, e gallurese nello specifico".

Per questo, Meloni pone due quesiti al presidente della Regione Solinas e all'assessore regionale alla Sanità Nieddu:

  • "quali siano le azioni che intendano intraprendere urgentemente affinché possano essere ripristinati i servizi sanitari necessari a garantire a cittadini residenti e ai turisti in arrivo un livello essenziale di assistenza";
  • "quali siano, in particolare, i programmi e i piani relativamente all'istituzione delle guardie mediche turistiche, ossia quegli importanti punti di erogazione del servizio sanitario che debbono consentire a coloro che scelgono la nostra Isola come meta delle loro vacanze di trascorrere il periodo di ferie in serenità, evitando il ricorso al pronto soccorso per ogni tipo di assistenza medica, con tutte le conseguenze negative che ciò comporterebbe sull'intero sistema di emergenza e urgenza".