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ESCLUSIVO Olbia, il “gruppo” Fatigati dell’Apulia in un terzo appalto: ponte via Petta

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7 imprese in gara: tutte eliminate dal punteggio tecnico tranne una che ha preso quasi il massimo del punteggio

Capitolo 1Olbia, via Redipuglia e Apulia Srl: un’ombra sull’appalto a causa di un’inchiesta in terra pugliese

Capitolo 2 – Non solo Comune di Olbia, anche il Cipnes: Apulia Srl azienda esecutrice della pista ciclabile fotovoltaica da 5,5 milioni di euro

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Capitolo 3 Apulia Srl e Pura Defluit: ecco perché è stata “commissariata”, cosa dicono le carte pubbliche

Olbia, 21 aprile 2020 – Il Comune di Olbia ha aggiudicato, da poche settimane, un altro importante appalto: i lavori di rifacimento del ponte sul Rio San Nicola situato in via Petta. Il bando a procedura aperta è stato pubblicato il 18 maggio 2020 e si è concluso, con l’aggiudicazione dell’appalto, lo scorso 31 luglio 2020. L’importo a base d’asta era di circa 700.000 euro e sono 7 le imprese, alcune molto importanti a livello nazionale, che si sono presentate al cospetto della commissione del Comune di Olbia.

A questa gara hanno partecipato aziende locali (galluresi/olbiesi) e aziende nazionali: il Consorzio Imprese Confartigianato Gallura, Ledda Costruzioni Srl, Impresa Luppu Srl, PPT srl, Sassu Srl, Simbio Srl e Vitali Spa. A vincere l’appalto, con un punteggio tecnico di 79,27 su 80 e un punteggio economico di 20 su 20 è stata la Simbio Srl. Le altre imprese, come si legge nel verbale pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Olbia, sono state tutte escluse perché non raggiungevano il punteggio alla soglia di sbarramento (stabilito al punto 18 del disciplinare di gara).

Qui i documenti del bando di via Petta

Dunque, a vincere è stata la Simbio Srl che è un’azienda, fondata nel 2016 e attiva dal 2018, con sede legale a Roma: la stessa del Consorzio Stabile Sinergica che ha vinto l’appalto per la pista ciclabile Cipnes e per la riqualificazione di via Redipuglia e che ha indicato, in entrambi gli appalti, come azienda esecutrice l’Apulia Srl, impresa finita nel 2018 in “gestione straordinaria” su richiesta Autorità Anti Corruzione in seguito all’inchiesta giudiziaria Pura Defluit (il 12 luglio 2017 venne arrestato il suo ex ad Salvatore Fatigati, oggi socio) per presunti “fenomeni collusivi e corruttivi” (cit. Prefetto di Bari) in ordine alla gara d’appalto per la riqualificazione del teatro di Acquaviva delle Fonti (Prov. Bari).

Simbio Srl non ha solo la stessa sede del Consorzio Sinergica: secondo i documenti (datati 20 agosto 2020), è anche una sua consorziata dal 18 aprile 2019 ed è anche “legata” alla famiglia Fatigati, che è ancora alla guida dell’Apulia Srl (l’attuale amministratore delegato è una “stretta parente” – cit. Prefetto Bari – di Salvatore Fatigati, l’ex amministratore delegato).

I soci della Simbio (che nel 2019 ha avuto ricavi per 129.250 euro e nel 2018 22.284 euro), sono tre: due sono persone fisiche, una è una persona giuridica che è socia di maggioranza relativa dal 28 dicembre 2018. Si tratta della Fatigati Edilizia Srl, società socia dell’Apulia Srl e che è detenuta al 100% dall’attuale a.d. dell’Apulia Srl. C’è poi un altro collegamento con il “gruppo” Fatigati: l’amministratore delegato della Simbio Srl è lo stesso a.d. di un’altra società, la Milan Home Srl, detenuta al 51% da Apulia Srl dal 2 aprile 2020.

Tornando alla Fatigati Edilizia Srl (socia della Simbio), questa è stata di proprietà dell’ex a.d. dell’Apulia Srl, Salvatore Fatigati, fino al 25 luglio 2017: il periodo immediatamente successivo agli arresti di Pura Defluit, inchiesta che ha portato alla straordinaria gestione (chiesta dall’Anac e ottemperata dal Prefetto di Bari) dell’Apulia Srl (azienda esecutrice degli appalti di via Redipuglia e pista ciclabile Cipnes).

Tra fine luglio e inizio agosto 2017 – secondo quanto si apprende dai documenti – Salvatore Fatigati, tramite donazione, cede la guida dell’Apulia Srl e il 100% della Fatigati Edilizia alla sua “stretta parente” (cit. Prefetto di Bari) con la quale condivide anche la residenza.

Questo cambio societario, all’epoca, non è bastato a fermare l’arrivo dei commissari per gestire l’appalto del Teatro di Acquaviva delle Fonti da cui è partita l’inchiesta Pura Defluit: la misura non è stata giudicata sufficiente né dall’Anac, né dal Prefetto di Bari né – in ultima istanza, anno 2019 – dal Tar Puglia che ha rigettato il ricorso promosso dall’azienda.

Per quanto riguarda l’appalto acquavivese, cioè l’oggetto della straordinaria gestione e dell’indagine (avvenuti poco prima della gara di via Redipuglia), il Prefetto di Bari scrive nel gennaio 2018 nel decreto di nomina dei due commissari: “tale avvicendamento non può, dunque, considerarsi in alcun modo una misura adeguata per scongiurare il rischio di condizionamenti illeciti nella conduzione del contratto d’appalto relativo ai lavori di recupero del teatro comunale di Acquaviva delle fonti”.

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