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Cronaca

Solidarietà del Liceo Classico-Linguistico di Olbia al Liceo di Finale Emilia colpito dal sisma

Solidarietà del Liceo Classico-Linguistico di Olbia al Liceo di Finale Emilia colpito dal sisma
Solidarietà del Liceo Classico-Linguistico di Olbia al Liceo di Finale Emilia colpito dal sisma
Olbia.it

Pubblicato il 22 marzo 2013 alle 18:36

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Il gemellaggio tra il Liceo Classico-Linguistico "A.Gramsci" di Olbia e lo Scientifico "Morando Morandi" di Finale Emilia è stato un percorso di solidarietà, partito dall’idea di un genitore che ha stimolato la voglia di portare un po’dicalore a Finale Emilia, comune colpito dal sisma del Maggio 2012.

Le docenti Anna Maria Taras e Giovanna Tola, con le classi I, II e III N del liceo Classico- Linguistico “A.Gramsci”, hanno preso contatti con il Liceo Scientifico “Morando Morandi” di Finale Emilia e il 15 Marzo hanno realizzato questo gemellaggio.

Hanno scritto alla nostra redazione per raccontare questa bellissima esperienza, che riportiamo:

Una mattina intensa durante la quale iragazzi hanno consegnato testimonianze scritte e filmate dei loro lavori, un piccolo dono per docenti e alunni costretti a fare lezione in un prefabbricato, privati della loro bella e colorata struttura ormai pericolante, la loro scuola piena dei disegni e dei lavori degli alunni, una scuola che solo a rievocarla provoca commozione nei docenti e negli alunni.

Hanno consegnato dolci e prodotti del nostro territorio preparati con grande affetto da alunni e genitori; l’accoglienza nella scuola di Finale Emilia è stata calorosa, tutti coloro che lavorano e frequentano il Liceo Morandi hanno coinvolto glialunni olbiesi nelle loro attività, offrendo loro dolci e affettuosa ospitalità.

I ragazzi colpiti dal sisma hanno raccontato le loro esperienze di terremotati con grande commozione,trasmessa ancheagli alunni "ospiti", che con gli occhi lucidi ascoltavano le loro vicende.

I ragazzi hannoconsegnato la bandiera sarda firmata da alunni e docenti, un segno indelebile dellaloro vicinanza, che a Finale Emilia conserveranno con grande affetto e rispetto. Il momento più coinvolgente è avvenuto nel cortile del prefabbricato; alcuni alunni hanno improvvisato un ballo sardo che ha dato vita ad un entusiasmante ballo corale.

Momento di grande emozione quando ladocente di Storia dell’arte ha fatto da guida a Finale Emilia: un paese dove le macerie giacciono ancora ai bordi delle strade, dove la Torre dell’Orologio, emblema della città, è solo un pallido ricordo,dove le case sono deserte e puntellate da lame d’acciaio, dove il Castello, gioiello architettonico, è un grido lancinante di dolore, dove i camper, tende e prefabbricati ci ricordano di quanto possa essere labile il confine tra la sicurezza e l’angoscia, tra la convinzione che una casa fatta con sacrifici possa durare per sempre, e l’infinità di un boato che distrugge tutte le certezze.

Un viaggio tra la distruzione e il dolore,ma anche tra la voglia di ricominciare,tra la forza d’animo di chi non si vuole fare abbattere dalla forza della natura.

Pergli alunniuna grande lezione di vita, per i docenti la testimonianza che ancora oggi tanti giovani sono capaci di provare emozioni e solidarietà.

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