Sunday, 01 November 2026
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Pubblicato il 01 November 2026 alle 07:00
Olbia. Porto di Olbia, nuovi investimenti per dragaggi e vasche di colmata, il Consorzio Molluschicoltori di Olbia precisa alcuni concetti. Questa la nota stampa condivisa.
"Premettiamo che il Consorzio Molluschicoltori di Olbia, come già espresso nelle Conferenza stampa del 9 maggio 2025 convocata sul medesimo oggetto, non ha avuto alcuna parte nel procedimento di V.I.A. di autorizzazione dei lavori di escavo della canaletta e del conseguente smaltimento dei relativi fanghi mediante realizzazione di un piazzale di circa 5 ettari antistante l’ex Palmera. In particolare, la bocciatura dell’ennesimo e inaccettabile ulteriore prosciugamento di aree del Golfo
avvenne per parere negativo sulla compatibilità ambientale espresso dal Ministero della Cultura (MiC) e dal Ministero dell'Ambiente (MASE). Il nodo cruciale era la realizzazione delle vasche di colmata previste negli specchi acquei dell'ex Palmera per depositare i sedimenti del dragaggio".
"Tale parere venne impugnato da ADSP davanti al TAR Sardegna che però, a marzo 2026, respinse la richiesta di annullamento, confermandola integralmente in quanto “l'opera presentava criticità ambientali e paesaggistiche insuperabili nella formulazione originaria”. Apprendiamo oggi, dal comunicato ADSP a margine dell’approvazione del Bilancio 2027 che:
“Tra gli interventi principali figura il primo lotto dei dragaggi dello scalo olbiese, finalizzato all’approfondimento dei fondali e le due vasche di colmata previste davanti all’ex Palmera, sulla sponda settentrionale del porto. Il Comitato di gestione ha adottato l’Adeguamento tecnico funzionale del Piano Regolatore Portuale, definendo la destinazione finale delle aree che saranno ricavate
attraverso il riempimento delle vasche, questione sollevata dal Tar Sardegna nella sentenza dello scorso marzo, non specificava infatti la destinazione funzionale delle due strutture, un elemento
considerato rilevante dai giudici per la prosecuzione dell’iter.”
“L’adeguamento sulle vasche ex Palmera va nella direzione: dare una destinazione certa a un’area dismessa e rafforzare un polo
della cantieristica già consolidato, con un percorso che sarà condotto nel pieno rispetto del paesaggio”. Attendiamo tutti di capire se la sentenza del TAR abbia bocciato il progetto di riempimento (come affermava il parere negativo ministeriale) o più semplicemente la mancanza nel procedimento della
“destinazione funzionale delle aree ricavate” e se “il pieno rispetto del paesaggio” preveda comunque il prosciugamento di 5 ettari di mare. Ribadiamo peraltro quanto già affermato in passato, ovvero la nostra contrarietà ad ulteriori
prosciugamenti del nostro Golfo, già ampiamente rimaneggiato negli ultimi trent’anni con oltre 50 ettari di interramenti a ampliamenti vari, in alcuni casi anche inutili. Tale contrarietà è determinata dal fatto che riteniamo necessaria, prima di qualsiasi altra esigenza, la salvaguardia ambientale del Golfo a cui tutte le attività presenti in esso (porto, cantieristica,
diportistica e molluschicoltura) si dovrebbero attenere".
"Altra questione è invece il necessario dragaggio dei fondali. E non per le esigenze delle compagnie di navigazione con navi “sempre più grandi” di cui noi sardi/olbiesi possiamo anche fare a meno (sia per limitare il peso di traffico sulla città che l’overturism). Ma piuttosto per garantire un maggiore interscambio di acque, soprattutto nel periodo estivo sempre più caldo, necessario alla sopravvivenza delle numerose specie marine del Golfo, indispensabili per mantenerne la sua bellezza ed unicità, oltre che dare maggiore sicurezza di approdo alle attuali navi".
"Esprimiamo quindi e ribadiamo il nostro totale parere favorevole ai dragaggi (che agevolerebbero anche le nostre attività) ma solo se realizzati senza ulteriori interramenti che causerebbero, come
detto, la contemporanea modifica dell’equilibrio ambientale, col paradosso che quasi sicuramente, a causa della conformazione del Golfo e del continuo dilavamento, ci troveremmo nel giro di qualche anno con fondali nuovamente diminuiti che, senza un regolare e continuo dragaggio, sono il vero problema a cui dovrebbe dare risposte l’ADSP, non con singoli progetti a se stanti sicuramente non a beneficio della collettività.
Ci auguriamo che i nostri amministratori riflettano bene sulle conseguenze di alcune scelte e sul tipo di futuro che vogliono dare ad Olbia ed al suo Golfo, al di fuori dalla solita retorica della “ricaduta economica” che alcuni interventi garantirebbero alla collettività ma che – nel mondo reale – sarebbero a beneficio esclusivo di pochi soggetti", conclude la nota condivisa dal Consorzio.
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