Tuesday, 13 October 2026
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Pubblicato il 13 October 2026 alle 05:08
Olbia. I genitori separati o divorziati che pagano un affitto e non hanno avuto assegnata la casa familiare possono presentare domanda per il contributo nazionale di sostegno abitativo fino alle ore 12:00 di 28 ottobre 2026. L’aiuto copre il 50% del canone di locazione annuo sostenuto, fino a un massimo di 6.000 euro.
L’avviso pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 ottobre disciplina una misura rivolta a chi ha almeno un figlio a carico con meno di 21 anni. La richiesta non va presentata agli uffici del Comune di Olbia: si inoltra esclusivamente attraverso la piattaforma telematica del Ministero, aperta dalle ore 12:00 di mercoledì 7 ottobre.
Per accedere al Fondo occorre essere genitore separato o divorziato, residente in un Comune italiano e non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà. Serve inoltre un contratto di locazione regolarmente registrato e intestato al richiedente, relativo all’alloggio in cui è stata fissata la residenza.
Il contributo viene riconosciuto in un’unica erogazione annuale, dopo la formazione della graduatoria regionale e nei limiti delle risorse disponibili. L’ordine di invio non dà priorità: la graduatoria tiene conto delle condizioni dichiarate, tra cui il numero dei figli, eventuali disabilità, la disoccupazione involontaria e la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa. A parità di punteggio prevale il reddito più basso.
Per compilare l’istanza servono SPID, Carta d’identità elettronica oppure Carta nazionale dei servizi. Vanno indicati anche i dati del provvedimento di separazione o divorzio, quelli dell’abitazione familiare, gli estremi del contratto d’affitto e del canone annuo, oltre a numero di telefono, e-mail, Pec e Iban intestato al richiedente.
Al termine dell’invio la piattaforma mostra il numero identificativo della domanda e la dicitura “COMPLETATA”, con la possibilità di scaricare il riepilogo in pdf. Dopo la trasmissione l’istanza non può essere modificata. Per chiarimenti il Ministero indica la casella e-mail [email protected].
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