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Olbia: al via la terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna

In programma a Porto Rotondo dal 1 al 5 maggio

Olbia: al via la terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna
Olbia: al via la terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna
Olbia.it

Pubblicato il 18 April 2024 alle 10:54

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Olbia. Al via la terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna, in programma a Porto Rotondo dal 1 al 5 maggio, si pone l’obiettivo ambizioso di navigare in questa direzione, promuovendo l’integrazione virtuosa tra economia del mare e rispetto per l'ecosistema.

L’evento di quest’anno organizzato dal Cipnes, sostenuto finanziariamente dall’assessorato al Turismo della Regione Sardegna e presentato nei giorni scorsi alla Marina di Porto Rotondo che lo ospita, si caratterizza per un forte impegno verso la "Tecno Green", con l'introduzione di aree dedicate a società consolidati e startup che lavorano per la protezione dell'ambiente marino.

La filosofia della terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna è stata presentata - allo Yacht Club di Porto Rotondo - dal presidente del Cipnes Gallura, Gianni Sarti, che ha ringraziato tutta la struttura del Cipnes per l’impegno, Insula. Sarti, a nome del Cipnes, ha fatto gli auguri al vicepresidente della Regione e assessore alla Programmazione, Giuseppe Meloni, e all'assessore al Turismo Franco Cuccureddu.

Il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi: "Noi vogliamo fare cose che diano lustro non soltanto per due o tre giorni ma diano lustro a tutto il lavoro, a tutto lo sviluppo della filiera nautica che nella nostra città, nel nostro territorio è ben sviluppata. Aumentano le concorrenze, aumentano le sedi finanziate, aumenta la possibilità da parte di tutti di approcciarsi a questo nuovo modello di vita, noi siamo pronti alla sfida, vogliamo continuare la sfida, guardiamo sempre più in là perché la sfida oggi non è soltanto di miglioramento delle caratteristiche tecniche, dei nuovi battelli e soprattutto degli approdi, la nuova sfida è quella ambientale. Inquinare meno vuol dire migliorare le condizioni di vita non soltanto dei sardi ma di tutti quelli che vengono qui. Anche quest'anno la scommessa è quella di far vedere le nostre bellezze, ma vanno fatte vedere a condizione che noi tutti lavoriamo collaborando e cercando di limitare le cose che funzionano poco o funzionano per niente. Quesa Fiera ci serve per spingere tutti gli imprenditori, non soltanto quelli della nautica, non soltanto quelli che sono impiegati nel mondo turistico, ma anche le istituzioni per verificare quanto possa e debba essere fatto per avere margini operativi sempre migliori e soprattutto ritorno in termini occupazionali e anche di arricchimento generale e diffuso della nostra popolazione”. 

Il Vicepresidente della Regione e assessore alla Programmazione Giuseppe Meloni: "Nel corso degli ultimi lustri, con le crisi che hanno subito i settori dell'economia che erano molto importanti in termini occupazionali, come l’edilizia, il settore della nautica è riuscito a compensare queste perdite e a creare quel volano occupazionale che oggi ci permette di essere assolutamente ancora un territorio trainante per tutta la Sardegna. Questo della Nautica è proprio l'emblema di una Gallura che fa da apripista verso tutta la regione perché è un settore così importante dell'economia possa assolutamente essere il traino per tutta la Sardegna. Quindi noi, come Regione, siamo qua con grande attenzione. Io essendo anche assessore del bilancio, ovviamente non posso che che guardare con con grande attenzione alle risorse che vengono stanziate bene e spese bene e questo della Fiera è un esempio di risorse che vengono impiegate con una ricaduta importantissima per tutto il settore e per tutta la Sardegna. Confesso che mi sono emozionato quando venerdì ho sostituito la Presidente Todde all'inaugurazione all'anno academicon dell'università di Cagliari e ho sentito il Rettore che, durante la sua relazione, ha orgogliosamente annunciato che partirà breve il quinto corso di laurea in ingegneria navale in Italia e partirà nella città di Olbia, grazie alla collaborazione col Comune, col Cipnes, col Polo Universitario UniOlbia. Questo rappresenta assolutamente un riconoscimento - dopo quello per il turismo con i corsi di Economia del turismo dell’Università di Sassari - per questo territorio".

Il Direttore generale del Cipnes Aldo Carta: "Questo non è un evento solo di narrazione, del glamour, della bellezza del turismo nautico, ma, per come lo immaginiamo, vuole essere un hub di iniziative, di pensiero, di brainstorming per capire cosa bisogna fare per far crescere e consolidare questo sistema economico che ruota intorno all'economia del mare. Quindi benissimo l'esposizione, benissimo le occasioni di business, ma non può essere un evento temporaneo: deve essere questo un grande contenitore in cui la Sardegna, in tutte le sue componenti - istituzionali, imprenditoriali, economiche, dei lavoratori, dell'offerta turistica - si incontra, si confronta, ragiona, pensa agli strumenti migliori da mettere in campo. Quindi anche i contenuti della Fiera vanno in questa direzione, perché attraverso i talk non facciamo altro che creare delle occasioni di brainstorming sui temi che compongono la filiera industriale della nautica in Sardegna. Quest'anno ci stiamo dedicando molto alle iniziative legate alla Tecno Green, a soluzioni innovative, tecnologie avanzate, protese a tutelare e a prevenire l'inquinamento dell'ecosistema marino. Questo è un tema che va rafforzato molto in termini di competitività internazionale del sistema, ma non solo perché è modaiolo parlare di green, di tutela ambientale. Ma perché effettivamente è un elemento della qualità del sistema turistico che va valorizzato al massimo in chiave di marketing internazionale. Quindi avremo un’area dedicata a raccontare, a presentare e a dimostrare le ultime innovazioni tecnologiche attraverso la presenza di startup, di company che sono particolarmente dedicate, particolarmente creative nelle soluzioni tecnologiche legate alla protezione dell'ambiente marino. Saranno presenti anche centri di ricerca regionale, saranno presenti le università regionali e saranno presenti anche centri di ricerca internazionali e aree di incubazione, di accelerazione, di imprese ad alto valore tecnologico che non sono solo italiane. L'altra cosa molto importante è la creazione del capitale cognitivo, del capitale umano, la qualità di tutte le professioni legate alla creazione e allo sviluppo dell'industria nautica. Siamo orgogliosi, con il comune di Olbia e con tutto il sistema territoriale, di aver seminato e impiantato questo che è un progetto che, secondo me, accelera e assicura un salto di qualità alla crescita della nautica: il progetto formativo universitario di implementazione, già dal prossimo anno accademico, del corso di laurea in ingegneria navale sia come triennale, sia, in base alle ultime notizie che abbiamo dall'università di Cagliari, anche come magistrale attraverso una partnership con la Facoltà Federico II di Napoli che, ben sappiamo, ha una tradizione centenaria in tema di formazione e di competenze e di conoscenze nel campo dell'industria nautica. Accanto alla formazione universitaria si parlerà anche di ricerca, di innovazione tecnologica e di tutto ciò che attiene al valore che si crea attraverso le innovazioni tecnologiche. Ci sarà una sessione dedicata anche alla formazione delle competenze professionali di livello non universitario con le Academy di filiera dei settori strategici. E il settore della nautica, dell'economia del mare, è sicuramente un settore strategico perché i numeri che si possono analizzare ci danno questo ritorno. Forse varrebbe anche la pena organizzare una ricerca più strutturata, più organica delle dinamiche economiche che attraversano tutta la filiera industriale dell'economia del mare, con particolare riferimento alla nautica".

Il responsabile della Fiera nautica di Sardegna Angelo Colombo: "Parto proprio dalla presenza di un'area che sia in grado soprattutto di coinvolgere il pubblico più giovane e quindi di attrarlo verso la nautica sì ma anche verso un'attenzione a quelli che sono i temi di conservazione dell'ambiente. Abbiamo detto più volte blu economy, green economy, poi ci siamo resi conto che aggiungendo un po' di green al blu otteniamo il meraviglioso turchese che qui abbiamo naturalmente e quindi abbiamo detto “ok chiamiamola Techno green” in cui si avrà la possibilità di entrare in contatto con delle realtà che si spingono nell'innovazione tecnologica alla ricerca di soluzioni e di oggetti che permettano di salvare l’ambiente. Siamo a oltre 170 imbarcazioni, 150 espositori, 140 stand. Molti sono nazionali, però per la prima volta abbiamo anche presenze internazionali di altissimo valore, per esempio il cantiere Princess. Abbiamo l'orgoglio di avere delle aziende di primaria importanza nazionale, vedi Azimut, vedi il gruppo Ferretti, vedi Sanlorenzo che per la prima volta sarà in questa fiera e poi molti altri marchi italiani e internazionali. Non ci saranno restrizioni come lo scorso anno. E anche in caso di maltempo abbiamo previsto delle tensostrutture suddivise in padiglioni. Anche in caso di maltempo tutti gli stand saranno visitabili. Avremo anche la presenza per la prima volta di una nave a vela particolarmente accattivante dal punto di vista estetico, perché ha un'area molto retro, il Baden Powell, che molto spesso ormeggia al Molo Brin, e quest'anno l'avremo qui in con l'aggiunta di un museo al suo interno. Quindi non sarà solo il piacere di visitare la nave Baden-Powell ma anche la possibilità di visitare un museo al suo interno. Quindi abbiamo creato un circuito che possa intrattenere il pubblico in diversi modi". 

Il manager della Marina di Porto Rotondo Matteo Molinas: "Olbia, per quanto riguarda la nautica, è un punto focale, di attenzione nazionale, quindi Porto Rotondo è felice per la Fiera. Il borgo sta rispondendo bene, con il Consorzio e i commercianti. Sappiamo che è un’occasione di crescita e abbiamo molta attenzione verso il green, verso la sostenibilità. Siamo riusciti a coinvolgere un'università internazionale che porterà diverse innovazioni sul campo dell'ecologia”.

L'assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu: "Mi sono sempre approcciato alla politica partendo dai valori della dottrina sociale della Chiesa. Io credo che chi fa politica si ponga come obiettivo primario quello di migliorare le condizioni di vita di chi sta peggio. Credo che si ponga come obiettivo quello della redistribuzione del reddito. Chi ha più soldi deve avere occasione di spenderli per favorire chi ne ha meno. Questo deve essere, a mio avviso, l'unico scopo di chi fa politica. Ora, ci sono solo due strade per poter fare questo. Tassare, tassa sul lusso è stato un esempio: effetto, si scappa. L’altra possibilità per ridistribuire il reddito è quella di dare occasioni di spendere, dare occasione a chi ha la possibilità di spendere di spendere il più possibile, di incrementare la ricchezza sul territorio, di creare economia, di creare posti di lavoro, ma questo non è automatico, non è che il prezzo viene dato perché viene imposto, il prezzo viene dato dal mercato. Quindi per far spendere bisogna fornire servizi di qualità o addirittura, come in questo caso, di eccellenza. E quindi bisogna eccellere in tutti i settori. Leggo spesso sui giornali, annata a boom per il turismo, sono arrivate un milione di persone in più rispetto all'anno scorso. Effetto: parcheggi che non si trovano, sistemi fognari che saltano, però effetto sul PIL niente. Il turismo contribuisce al Pil sardo per l’8 per cento, a livello nazionale contribuisce per il 12%. Quindi, anche se noi siamo abbiamo questa percezione errata che la Sardegna sia una regione turistica, possiamo dire che la Sardegna è una delle regioni meno turistiche d'Italia. Quindi, a mio avviso, gli obiettivi devono essere quelli di far crescere il PIL. I porti della Gallura e di Bonifacio e di qualche altro porto della Corsica sono la prima destinazione mondiale per i superyacht. Noi, come rete dei porti, avevamo calcolato che sulle 1000 barche più costose, più grandi, esistenti al mondo, di media ogni anno almeno 700-750 facevano un passaggio in questo posto. Ecco perché il turismo nautico va assolutamente valorizzato e va fatto con una sinergia tra pubblico e privato. C'è tantissimo da fare nel pubblico. perché i privati la loro parte la stanno facendo. E se siamo un'eccellenza nell'ospitalità, la stiamo diventando anche nella cantieristica. Si stanno sviluppando in questi ultimi anni tre poli importantissimi, ma importantissimi anche per la qualità delle professionalità che si stanno formando, che sono, oltre a quello di Olbia, quello di Arbatax e quello di Cagliari. Ad Arbatax si sono insediati Ferretti e Sanlorenzo. E devo dire, grazie anche alla famiglia Molinas, che sta facendo forti investimenti su Cagliari, anche lì si sta insediando un'importante struttura nelle nuove aree del Porto Canale. È necessario che in giunta si possa passare subito all'adozione di una delibera che costituisca un tavolo della nautica. Perché oggi il vero problema per arrivare è una legge sulla nautica. Ne avevamo delle proposte di legge, come le avevo firmate io, mi è stato chiesto da altre regioni se potevano copiarle. Chiaramente ho dato loro la possibilità di farlo. La Sardegna, che ha questa eccellenza nautica, non ha una legge sul turismo nautico, sulla portualità turistica, mentre la legge che ho proposto io è stata approvata pari pari, con qualche virgola di differenza, in Puglia, nei Friuli Venezia Giulia. Quindi serve fare una legge sul turismo nautico, ma semplicemente anche per dare una classificazione come c’è negli hotel: cinque ancore, quattro ancore, tre ancore e uno sa già, prima di arrivare, che tipo di servizi si aspetta in quel porto e il costo che avrà. C’è un problema alle fiere, ppi. La Rete dei Porti ha partecipato per anni alle principali fiere nautiche, a volte ha partecipato anche la Regione, ma con l'impostazione di partecipare alla Bit dove mettevi due hostess, carine, e davi depliant. Mentre a Düsseldorf, Barcellona, Cannes, quando si avvicinava l'utente nautico ti chiede quant'è il pescaggio, chi c’è vicino, le informazioni tecniche. Quindi è evidente che la Regione non ha professionalità per poter partecipare direttamente. Lo deve fare attraverso strutture, penso alla Rete dei Porti o ad altre, che debbano dare questo genere di informazioni tecniche". Si legge in una nota pubblicata sulla pagina del Comune di Olbia.