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Cronaca Sardegna

Caccia: il Consiglio di Stato salva le lepri e le pernici sarde

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Cagliari, 22 settembre 2018-  Lepri sarde e Pernici sarde sono salve per il secondo anno di seguito. La battaglia legale condotta dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG)Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.)Lega Anti-Vivisezione (L.A.V.)WWFLega Italiana Protezione Uccelli LIPU – BirdLife Italia, grazie all’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, ha avuto pieno successo.

Il provvedimento sospeso, prevedeva per le due giornate di caccia previste (30 settembre e 7 ottobre 2018) un  “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione).

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La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda era stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni  allo stato attuale non siano puntualmente conosciute, pur definite tendenti alla diminuzione dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

 

Nel comunicato diramato dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus,  a firma del presidente Stefano Deliperi, si legge che il Presidente della III Sezione del Consiglio di Stato, con decreto presidenziale n. 4456 del 20 settembre 2018, ha respinto l’istanza di sospensione inaudita altera parte degli effetti dell’ordinanza T.A.R. Sardegna, Sez. I, 13 settembre 2018, n. 275, che ha deciso la sospensione del decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna n. 16139/13 del 20 luglio 2018 relativo al calendario venatorio regionale sardo 2018-2019, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara).

Nonostante la sede cautelare, la motivazione è chiara: “in questa sede di sommaria delibazione, le censure dell’appellante non appaiono idonee a superare i distinti profili della motivazione dell’ordinanza appellata.

In particolare, i motivi di appello non sono tali da far prospettare, con la evidenza che in questa sede occorre ai fini della invocata misura monocratica, un probabile esito positivo, anche alla luce della recente sentenza n. 3852/2018 della Sezione, in ordine ai criteri e alla congruità della motivazione occorrente per discostarsi da un articolato parere negativo dell’ISPRA … in questa sede, l’interesse pubblico alla protezione del patrimonio faunistico e alla salvaguardia della sostenibilità biologica del prelievo venatorio prevale su quello, di cui la Regione appellante è portatrice, di consentire giornate di prelievo venatorio per alcune specie su cui appunto l’ISPRA ha espresso avviso negativo

La discussione in sede collegiale è stata fissata per la camera di consiglio del 18 ottobre 2018, a stagione venatoria conclusa per le due specie di fauna selvatica.

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