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Arzachena: imprenditrice russa accusata di truffa, battaglia per scongiurare estradizione

La giovane imprenditrice e mamma ora è rientrata ad Arzachena

Arzachena: imprenditrice russa accusata di truffa, battaglia per scongiurare estradizione
Arzachena: imprenditrice russa accusata di truffa, battaglia per scongiurare estradizione
Olbia.it

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 19:59

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Arzachena. Era stata prelevata nella sua abitazione di Arzachena  venerdì scorso per essere trasferita a Sassari nel carcere a Bancali con l'accusa di truffa ai danni di alcuni clienti della sua agenzia turistica operante in Russia, nella città di Voronezh.  Secondo l'accusa, l'importo sottratto ad alcuni dei suoi clienti sarebbe di circa 15 mila euro tra le vittime della truffa anche un nome eccellente di un parlamentare vicino al premier russo Vladimir Putin.  L'imprenditrice russa A. C. , sposata ad Arzachena e mamma di una bambina, secondo il ministero della Giustizia, che aveva acconsentito alla sua estradizione, avrebbe dovuto lasciare la Sardegna per scontare la pena in un carcere russo.  La richiesta di estradizione era stata successivamente accordata anche in Cassazione poi al Tar ed infine dal Consiglio di Stato. Impegnati fin da subito gli avvocati difensori dell'imprenditrice, Fabio Varone e Pina Di Credico,  hanno presentato istanza di opposizione all'estradizione appellandosi al diritto ad un giusto processo, e al diritto a non essere sottoposto a trattamenti crudeli, inumani o degradanti, stabiliti dagli articoli 3 e 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. E ieri finalmente la notizia che il Ministero dell'interno ha bloccato quella estradizione che mette al riparo la mamma da quel carcere duro, prospettato in Russia anche per altri reati. La donna, che aveva iniziato anche lo sciopero della fame, grazie al lavoro svolto dai suoi difensori è ora nella sua casa di Arzachena.  Dalla Russia insistono le richieste per la sua estradizione, ma - come riporta L'Unione Sarda - l'ultima parola del caso giudiziario, che ha assunto valenza internazionale, spetterà al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.