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OLBIAchefu- foto - cartoline

Una rara foto del lungomare di Terranova nel 1921

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Olbia, 7 luglio 2019- Due bimbi curiosi posano di profilo, in primo piano, appollaiati su due piccoli scogli affioranti, ed un cespuglietto di giunchi, insieme al colle di Cabu Abbas che chiude l’orizzonte, definisce l’asse ideale mediano per questa poetica inquadratura, unica, inedita, che abbiamo la fortuna di pubblicare in esclusiva per Olbiachefu. Una foto originale del 1921 – più esattamente si tratta della riproduzione artigianale della stampa fatta dallo stesso autore dello scatto – che utilizza la carta da stampa rigida delle cartoline del tempo. Il fotografo era solito indicare luogo ed anno dello scatto scrivendolo con il pennino intinto dell’inchiostro di china bianca e con elegante grafia: “Terranova 1921”, leggiamo. 

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Abbiamo già pubblicato per Olbiachefu alcuni scatti (vedi quiqui e qui) della raccolta di foto del giovane terranovese Giovanni Battista Piras, al tempo appena laureato in veterinaria, eccellente fotografo amatore. Le sue foto in bianco-nero sono oggi complessivamente tornate (per noi) alla luce grazie a uno dei suoi cinque figli, Giovanni Piras, che con la sua affabile consorte Edge Farris ce ne ha fatto concessione per la pubblicazione.

Lo scatto fu eseguito in corrispondenza dell’attuale Via Tasso e del Parco Mario Cervo, all’epoca una semplice campagna come Dio l’aveva fatta. Si notano lo stato ancora non antropizzato della battigia antistante, oggi interessato dalle attuali Via Redipuglia, Piazza Crispi e Via Genova, allora inesistenti (al tempo Piazza Crispi era una zona paludosa e malsana dove albergavano le anatre, così mi raccontava mio padre). Non una barca, non una boa, non un moletto arrangiato dai pescatori.

La foto aerea di pochissimi anni dopo (1925) che pubblichiamo qui sotto ritrae invece Terranova da est, e ci aiuta meglio a capire l’incipiente espansione  urbanistica della nostra città negli Anni Venti, inaugurati (29 gennaio 1920) con la riconquista – dopo lunga lotta con Golfo Aranci – dell’approdo del postale e delle navi di grosso tonnellaggio nel porto di Terranova.

Immagine tratta dal volume: G. FORTELEONI,
(con la collaborazione di Antonio Appeddu e Giulio Careddu), Giacomo Pala , “L’onorevole Terranova” e la battaglia per l’approdo del piroscafo postale, Muros (SS), 2011, p. 72.

Tornando alla foto del dottor Piras, si distinguono bene il Palazzo Scolastico, iniziato a costruire nel 1911, il campanile della chiesa settecentesca di San Paolo, la sequenza di case di Via Regina Elena, all’epoca la via più importante del paese dopo Corso Umberto I, entrambe ancora prive di pavimentazione. Mancano ancora, nella Terranova della prima età fascista, l’attuale palazzo comunale (costruito come casa residenziale da Giosué Colonna nel 1932, poi diventato municipio nel 1939), i palazzi Demartis e Colonna, e ancora dovrà essere costruito il Molo Brin (1925-1930).

Particolare della foto di G. Battista Piras del 1921

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