Saturday, 10 January 2026

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Olbia vede il debutto letterario di Nuria Montoya con "Il viaggio di Nu"

L'artista messicana ci guida attraverso il linguaggio dei segni e dell'anima

Olbia vede il debutto letterario di Nuria Montoya con
Olbia vede il debutto letterario di Nuria Montoya con
Laura Scarpellini

Pubblicato il 09 January 2026 alle 16:50

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Olbia. In un’epoca dominata dalla comunicazione digitale rapida e spesso superficiale, l'artista messicana Nuria Montoya (nota anche come Niria), olbiese ormai d’adozione dal 1998, propone una controtendenza pedagogica e culturale con la sua ultima opera: Il viaggio di Nu. Pubblicato recentemente da TG Book, il volume non è un semplice racconto per ragazzi, ma un vero e proprio dispositivo interattivo che fonde letteratura, arte visiva e psicologia della comunicazione.
 
C’è un filo rosso, anzi un colore acceso come la terra di Durango, che lega i muralisti messicani del secolo scorso alle sponde di Olbia. È il filo della creatività di Nuria Metzli Montoya Salines, artista che nel nome porta il destino della luna (Metzli, in lingua indigena) e nel DNA l'eredità di una dinastia artistica che ha segnato la storia del Messico. Nipote di quel Francisco Montoya De La Cruz che fu allievo di Diego Rivera, Nuria ha saputo trasmutare l'eco delle rivoluzioni visive centro-americane in una ricerca personale, intima e ora interattiva, che approda oggi in libreria con un progetto unico: "Il viaggio di Nu".
 
 
 
 
Il cuore del libro risiede nella sua natura ibrida. Accompagnato da un mazzo di carte da gioco, il volume propone 30 strategie di comunicazione pensate per trasformare l'apprendimento in un'esperienza ludica e sensoriale. "Il viaggio di Nu" invita i ragazzi a "dire con le immagini", esplorando strumenti creativi che vanno oltre la parola scritta per toccare le corde dell'espressione visiva e simbolica.
L'opera si configura come un manuale di auto-scoperta dove il protagonista, Nu, funge da alter ego per il lettore in un percorso di alfabetizzazione emotiva. Per l'artista, comunicare non è solo trasmettere informazioni, ma creare un ponte tra il proprio mondo interiore e l'altro, utilizzando la creatività come bussola.

Iniziamo dal cuore della sua espressione artistica Qual è il messaggio, manifesto o inconscio, che cerca di trasmettere attraverso le tue creazioni?

“Il messaggio che lancio è spesso diretto, ma esiste un sottotesto inconscio più profondo: il desiderio di proiettare una vita ideale. Non è una forma di protesta, bensì l’aspirazione a un’esistenza in cui ci si sente finalmente alla pari con gli altri. È un bisogno che sento mio, ma credo sia comune a molti. Nelle mie opere amo dipingere la natura e le piante, ma è nella figura umana che risiede la vera metafora. Per me la figura umana deve tendere alla bellezza: nel 99% dei casi, cerco di racchiudere nei colori, nelle forme e nei tratti ciò che considero esteticamente e spiritualmente armonioso".

Questa volta ha messo da parte i pennelli per scrivere un libro. Di cosa si tratta esattamente?

Non è un romanzo tradizionale nato dall'istinto, ma una sorta di manuale creativo. È una guida pensata per offrire oltre trenta attività pratiche e trucchi di creatività da applicare alla vita di tutti i giorni. Non è un testo rivolto esclusivamente agli artisti, sebbene possa essere loro molto utile, né solo agli scrittori. Il suo scopo è arricchire qualsiasi proposta comunicativa: che si tratti di una canzone, di un disegno, di un'illustrazione o di una composizione scritta per la scuola. È uno strumento dedicato a chi studia, ai ragazzi dei licei e a chiunque senta il bisogno di una spinta per far uscire l'artista che ha dentro”.

Molte persone rinunciano ai propri sogni creativi. Il suo libro vuole parlare anche a loro?

Assolutamente sì. Spesso mi sento dire: "Caspita, io sono un artista mancato". Ecco, questo libro vuole essere la scintilla per quelle persone, un invito ad avere coraggio e a dare forma a quei sogni che aspettano solo di essere adattati alla realtà di oggi”.

Entriamo nel vivo della narrazione. Qual è la trama del libro e come si collega alle 30 carte incluse?

Il libro racconta il viaggio di una ragazza alla ricerca dell’intelligenza. Il suo percorso si snoda attraverso diverse "stazioni", ognuna delle quali rappresenta una specifica strategia per raggiungere la creatività nelle cose che produciamo. Al termine di questo viaggio, la protagonista raggiunge il suo destino: un luogo magico chiamato Paradox. È un castello che ospita un battello e una grande sala da gioco, dove la protagonista deve confrontarsi con altre persone per vincere”.

E qui entra in gioco la componente interattiva del mazzo di carte...

Esattamente. Il gioco incluso nel libro riprende le lezioni apprese in ogni stazione. Ogni strategia descritta nel racconto corrisponde a un'azione creativa concreta. L'obiettivo è mostrare l'effetto che queste tecniche producono sul "fruitore", trasformando l'atto della creazione in un'esperienza ludica, divertente e, spero, trasformativa”.

 
L'approccio di Montoya riflette la sua identità interculturale: la vivacità del simbolismo messicano si fonde con la solidità millenaria della cultura sarda. In un momento storico in cui la Sardegna si interroga sul futuro dei suoi giovani e sulle nuove forme di cittadinanza culturale, "Il viaggio di Nu" rappresenta un esempio di come l'arte contemporanea possa farsi strumento didattico, partendo dal cuore della Gallura per parlare un linguaggio universale. Il libro è attualmente disponibile presso i principali circuiti librari, e sembra volersi confermare quale una delle proposte più originali del panorama editoriale interattivo, di questo 2026.