Thursday, 22 January 2026
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Pubblicato il 22 January 2026 alle 16:40
Olbia. C’è un nuovo battito che pulsa tra le strade della città, un ritmo che si stacca dalle logiche del "già sentito" per cercare un’identità più autentica, quasi notturna, ma incredibilmente solare. Salvatore Saba è tornato, e lo ha fatto con la consapevolezza di chi non ha più bisogno di chiedere permesso. Il suo nuovo lavoro, “Fuori dal Club”, non è solo un titolo: è una dichiarazione d’intenti. C'è molta attesa per l'uscita di questo nuovo lavoro che lo vede ancora una volta distinguersi nel panorama delle produzioni musicali emergenti. I fan sono stati avvisati: alla mezzanotte del 23 gennaio su tutte le piattaforme digitali si potrà ascoltare e vedere finalmente, il risultato di questo nuovo percorso musicale, messo a punto dell'artista olbiese.
In un’epoca in cui la musica spesso si chiude in schemi predefiniti per assecondare gli algoritmi, Saba decide di uscire, di cambiare aria, portando con sé quel talento vocale e quella sensibilità melodica che lo hanno reso uno dei profili più interessanti del panorama sardo contemporaneo. Olbia, da sempre fucina di talenti, trova in lui il portavoce di una generazione che cerca qualità e originalità.
Al nostro incontro Salvatore ci racconta della sua svolta musicale, del suo voler cambiare rotta, l'emozione di essere sul Rolling Stone UK come nuovo fenomeno italiano, e il suo vivere nel cuore di Milano, con la nostalgia per la sua Olbia nel cuore. E inevitabilmente qualche news in più sul singolo "Fuori dal club".
Salvatore, il 23 esce il suo nuovo lavoro. Il titolo sembra suggerire un allontanamento consapevole dalle dinamiche standardizzate o dai circuiti più scontati. Com’è nato questo progetto e qual è il nucleo concettuale che tiene insieme questi nuovi suoni?
"Con questo lavoro ho voluto creare un distacco netto rispetto al passato: è l'altra faccia della medaglia. Gli ultimi anni sono stati impegnativi e il 2024 mi ha visto sparire dai radar, anche a livello di scrittura. È stato un momento di smarrimento che però si è rivelato necessario per capire la mia nuova direzione. Questo progetto riporta la musica nel club, ma con un concept forte: ogni brano racconta un mio peccato capitale, trasformando l'oscurità di quegli anni in narrazione".
Essere segnalati da Rolling Stone UK come uno dei nomi da tenere d’occhio è un riconoscimento immenso. In che modo questa pressione (o questa conferma) ha influito sulla sua ricerca di authenticity? Si sente più libero di sperimentare o sente il peso delle aspettative?
"Il mio obiettivo è provocare e spostare i paletti. Oggi si parla tanto di apertura, ma la verità è che siamo ancora schiavi del giudizio altrui. Io sogno un mondo dove il pregiudizio non sia la prima reazione a ciò che è diverso. Questa dualità tra provocazione e realtà mi ha portato fino a Rolling Stone. Quando mi hanno chiamato per lo shooting ero incredulo; la consapevolezza è arrivata solo quando ho visto la mia faccia stampata. Sono impazzito di gioia, correvo per casa e il primo pensiero è stato scriverlo a mia madre. È stato uno dei momenti più incredibili della mia vita. Il peso lo sentiró sempre perché sono estremamente sensibile anche se esternamente diresti il contrario ma diciamo che adesso so farlo scivolare un po' più in là".
La sua musica è un incrocio vibrante di sperimentazioni indie. C’è un aneddoto particolare legato alla registrazione di questo disco? Magari un suono catturato per caso o un momento in cui ha capito che "FUORI DAL CLUB" stava prendendo una direzione diversa da tutto ciò che aveva fatto prima?
"Il viaggio di questo progetto è cominciato nel 2022. Inizialmente eravamo in tre, ma le strade si sono divise quando alcuni hanno scelto direzioni più mainstream o legate ai talent. Io ho avuto i miei tempi, i miei ostacoli, e il disco è mutato più volte, ma la bussola è sempre stata la mia visione originale. Forse è un'idea che covavo fin dalla firma del primo contratto, ma solo ora ho la maturità per impormi. Non accetto più compromessi: quando sentivo che stavamo perdendo la rotta, mi fermavo, riordinavo le idee e ricominciavo. È un disco figlio della mia volontà, non delle circostanze".
Una volta che il disco sarà "fuori", la musica non appartiene più solo a lei ma a chi la ascolta. Cosa succederà dopo il 23? Ha già in mente come trasporre questa dimensione sonora nei live e quale sarà il prossimo confine che ha intenzione di valicare?
"Uno dei miei sogni più grandi sarebbe portare la mia musica ai Pride. Mi sentirei emotivamente ripagato di ogni sforzo, perché voglio che la mia figura sia associata alla lotta per i diritti veri, quelli profondi, oltre l'immagine di facciata dei carri. Il mio obiettivo è mantenere alta la voce sui magazine che contano, collezionando ogni anno una piccola vittoria personale. Scelgo di stare lontano dai talent perché credo nel valore di costruirsi da soli, anche se è la strada più lunga. Per ora mi trovate in giro per Milano e dintorni, ma non vedo l'ora che arrivi l'estate per tornare nella mia Sardegna e cantare nella mia terra".
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