Wednesday, 14 October 2026

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Olbia: il Vicariato sostiene a rivoluzione digitale di BussolaDiritti di Davide Fiume

Il founder rivoluziona l'accesso al welfare per disabili e anziani

Olbia: il Vicariato sostiene a rivoluzione digitale di BussolaDiritti di Davide Fiume
Olbia: il Vicariato sostiene a rivoluzione digitale di BussolaDiritti di Davide Fiume
Laura Scarpellini

Pubblicato il 14 October 2026 alle 14:00

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Olbia. Abattere il muro di gomma della burocrazia attraverso la tecnologia e restituire dignità, trasparenza e autonomia a chi affronta ogni giorno la disabilità o la fragilità. Nasce con questa missione BussolaDiritti.it, la piattaforma civica digitale indipendente ideata in Sardegna da Davide Fiume, esperto informatico e persona con invalidità civile al 100%. Un progetto innovativo che parte dall'Isola per estendersi su scala nazionale, pensato per guidare cittadini, caregiver e anziani nella giungla di norme, agevolazioni e procedure legate al welfare e alla salute.

Il valore sociale e l'accuratezza tecnica dell'iniziativa hanno recentemente ottenuto un riconoscimento formale di peso: la valutazione ampiamente positiva espressa dalla Diocesi di Tempio-Ampurias e dal Vicariato Generale. Attraverso una nota ufficiale, la Chiesa locale ha evidenziato la piena coerenza del portale con i principi di sussidiarietà, inclusione e dignità della persona, definendo la piattaforma un valido strumento a sostegno dell'azione caritativa sul territorio. Dopo il primo patrocinio concesso dal Comune di Sedilo, l'avallo etico della Diocesi segna una tappa fondamentale nella crescita di una rete informatica e umana al servizio dei più fragili. Abbiamo incontrato Davide Fiume fornendoci una panoramica del progetto digitale che intende mettersi a disposizione dei più fragili, aiutandoli ad orientarsi tra gli ingranaggi della burocrazia sanitaria, e non solo.

Dopo il patrocinio del Comune di Sedilo, è arrivato il forte riconoscimento da parte della Diocesi di Tempio-Ampurias e del Vicariato, che ne hanno lodato la coerenza con la Dottrina Sociale e l’utilità per gli operatori pastorali. Che valore ha per lei questo importante avallo etico e quali nuove responsabilità comporta?

"Ho accolto questo riconoscimento con profonda gratitudine, ma soprattutto con un forte senso di responsabilità. Per me significa che di BussolaDiritti è stato colto l’aspetto più importante: non soltanto la componente tecnologica, ma la volontà di mettere le competenze al servizio delle persone, specialmente di quelle che incontrano maggiori difficoltà nel far valere i propri diritti. Il richiamo alla Dottrina Sociale della Chiesa assume un significato preciso: dignità della persona, solidarietà, sussidiarietà e bene comune sono principi che invitano a guardare prima di tutto alla vita concreta delle persone. È in questa prospettiva che leggo l’apprezzamento ricevuto: rendere comprensibile un’informazione può essere un modo concreto di prendersi cura di qualcuno. La responsabilità che ne deriva è custodire questa fiducia nel lavoro quotidiano. Significa verificare le informazioni, dichiarare i limiti degli strumenti, correggere gli errori e non promettere risultati che non dipendono da noi. Quando ci si rivolge a una persona in difficoltà, anche una spiegazione poco chiara può alimentare aspettative sbagliate o ulteriore disorientamento. Mi sta particolarmente a cuore l’utilità per gli operatori pastorali e per i volontari: vorrei che BussolaDiritti potesse aiutarli a individuare informazioni e riferimenti, lasciando più spazio all’ascolto e alla relazione. Il progetto resta indipendente e aperto a tutti, senza distinzioni di fede o appartenenza. Considero questo riconoscimento un incoraggiamento a servire meglio le persone, non un punto d’arrivo".

La piattaforma nasce per snellire l’accesso ai diritti fondamentali di disabili, anziani e famiglie fragili. Qual è stato il punto critico della burocrazia che l’ha spinta a creare questo strumento e in che modo BussolaDiritti riesce a semplificare un percorso spesso labirintico?

"La spinta è stata prima di tutto personale. Sono una persona con invalidità civile al 100%, con riconoscimento ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104. Il tema della disabilità, quindi, non lo osservo dall’esterno: fa parte della mia vita. A questa esperienza ho unito le mie competenze informatiche, cercando di trasformare una difficoltà conosciuta in qualcosa di utile anche per gli altri. Il punto critico che mi ha colpito maggiormente è la distanza tra l’esistenza di un diritto e la possibilità concreta di comprenderlo e richiederlo. Non è soltanto una questione di moduli: bisogna capire quale prestazione cercare, quali requisiti verificare, quali documenti preparare e a quale ufficio rivolgersi. Quando si affrontano già problemi di salute o di assistenza familiare, anche ricostruire questo percorso può diventare molto faticoso. BussolaDiritti cerca di partire dal bisogno della persona, anziché dal linguaggio dell’amministrazione. Una famiglia potrebbe chiedersi: “Mio padre non è più autosufficiente: da dove comincio?”. Il portale offre guide, un check-up orientativo dei diritti, collegamenti alla modulistica e riferimenti ai servizi nei territori coperti. Le informazioni vengono organizzate e sintetizzate mantenendo il collegamento alle fonti istituzionali. Non sostituiamo INPS, Comuni, medici o patronati e non decidiamo l’esito delle domande. Il nostro compito è aiutare il cittadino ad arrivare al servizio competente con maggiore consapevolezza: sapere che cosa chiedere, quali aspetti verificare e quale passo compiere. L’idea di fondo è semplice: una persona non dovrebbe essere costretta a diventare esperta di burocrazia per riuscire a orientarsi nei propri diritti".

Dalla sintesi vocale alla guida LIS, fino all’impiego etico dell’intelligenza artificiale e al rispetto dei dati sensibili: quanto è stato complesso progettare una piattaforma universale e davvero inclusiva per qualsiasi tipo di fragilità?

"È un lavoro impegnativo, che non considero concluso. La difficoltà sta nel non immaginare un unico tipo di utente. C’è chi ha bisogno di ascoltare un testo, chi di ingrandirlo, chi di ridurre gli elementi che distraggristano, chi di un linguaggio più comprensibile. Per me progettare in modo inclusivo significa chiedersi continuamente quali ostacoli possa incontrarla la persona che sta cercando aiuto. Sul sito sono disponibili la lettura vocale, regolazioni dei caratteri e del contrasto, strumenti di supporto alla lettura e alla navigazione. La sezione dedicata alla LIS raccoglie collegamenti a canali ufficiali, contenuti accessibili e servizi di interpretariato: è importante descrivere queste possibilità con precisione, senza far pensare che ogni contenuto del portale sia già tradotto in lingua dei segni. L’universalità è la direzione verso cui lavorare, non un risultato da proclamare una volta per tutte. L’audit tecnico indipendente non è ancora completato e il sito non dichiara la piena conformità: il percorso deve proseguire attraverso verifiche, correzioni e ascolto delle persone che incontrano barriere. Anche sull’intelligenza artificiale il criterio deve essere chiaro: può assistere lo sviluppo e la semplificazione dei contenuti, ma non diventa un’autorità sui diritti delle persone. Le risposte automatiche possono contenere errori; devono restare riconoscibili come tali e rimandare alle fonti ufficiali, senza sostituirsi alle valutazioni degli enti o dei professionisti. La tutela dei dati è parte dello stesso impegno. Le guide sono consultabili liberamente; per le funzioni personali che prevedono l’inserimento volontario di dati sulla salute, l’informativa prevede un consenso esplicito e finalità specifiche. La nostra politica esclude la vendita di questi dati e il loro utilizzo per profilazione pubblicitaria. Per me una tecnologia è davvero inclusiva quando aiuta una persona senza esporla a nuovi rischi o renderla dipendente da uno strumento che non comprende".

Sedilo fa da apripista come primo Comune in Sardegna, ma la lettera del Vicariato ne evidenzia il valore di “sussidio a sostegno dell’azione caritativa sul territorio”. Quali sono i prossimi passi per estendere questa rete solidale e digitale ad altre amministrazioni ed enti del Terzo Settore?

"Sedilo ha avuto un ruolo importante perché ha dato fiducia al progetto nella sua fase iniziale, e desidero rinnovare il mio ringraziamento all’amministrazione. Il percorso si è poi ampliato con altri patrocini, tra cui Palermo e Bari Sardo. Sono riconoscimenti preziosi, che vanno però distinti dalle collaborazioni operative: il patrocinio esprime sostegno alle finalità del progetto, mentre le attività condivise devono essere costruite e definite insieme. Il prossimo passo che voglio perseguire è rendere questa rete sempre più utile nella pratica. Ai Comuni propongo non soltanto una presenza istituzionale, ma pagine territoriali con riferimenti chiari ai servizi, ai contatti e alle opportunità locali. Per farle funzionare bene è importante individuare interlocutori che possano segnalare aggiornamenti e coinvolgere URP e uffici comunicazione nella diffusione delle informazioni. Con gli enti del Terzo Settore vorrei rafforzare soprattutto l’ascolto e la progettazione condivisa. Associazioni, caregiver e volontari possono aiutarci a capire quali domande restano senza risposta, quali passaggi risultano poco comprensibili e quali strumenti sarebbero davvero utili. Nelle proposte di patrocinio e collaborazione sociale non chiediamo contributi economici né l’acquisto di servizi: cerchiamo condivisione di informazioni, competenze e conoscenza del territorio. Il riferimento del Vicariato al “sussidio” descrive bene ciò che vorrei sviluppare: uno strumento a disposizione di chi incontra e accompagna le persone. Penso, per esempio, a momenti di presentazione per operatori pastorali e volontari, così che possano usare le guide anche insieme a chi non ha dimestichezza con il digitale. L’estensione nazionale è già avviata, ma le sezioni territoriali devono crescere progressivamente, sulla base di informazioni verificabili. Il successo non sarà avere molti loghi sul sito: sarà fare in modo che una persona trovi più facilmente il servizio giusto e non si senta sola davanti alla propria difficoltà".

Foto di copertina  klimkin from Pixabay