Sunday, 11 January 2026
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Pubblicato il 10 January 2026 alle 17:00
Olbia. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Gruppo consiliare del Partito Democratico di Olbia sulla esclusione della testata di Olbianova da parte dell'amministrazione comunale, che ricorda tutti gli episodi simili avvenuti negli anni. Lo pubblichiamo integralmente”.
Comunicato del Gruppo consiliare del Partito Democratico:
Solidarietà alla stampa e denuncia del "metodo Olbia": quando fare domande diventa un motivo di esclusione.
"Esprimiamo ferma solidarietà alla testata giornalistica Olbianovacolpita dagli ultimi provvedimenti di esclusione da parte dell'Amministrazione comunale. Quanto sta accadendo non è un episodio isolato, ma la conferma di un metodo che a Olbia sembra penalizzare chiunque decida di esercitare il proprio senso critico. È un copione che si ripete identico sin dall'inizio del mandato nel 2016, quando uno dei primi atti della giunta fu l'annullamento della proiezione pubblica del film di Sabina Guzzanti: un segnale inequivocabile di una visione che fatica a tollerare il dissenso e la libera espressione culturale".
"Negli anni lo abbiamo visto accadere con la testata Olbia.it e con altre realtà dell'informazione: chi non si limita a riportare i comunicati ufficiali, chi analizza le delibere, chi pone domande scomode o mette in discussione la narrazione dell'Amministrazione, viene messo all'indice ed escluso dai canali istituzionali. Questo metodo di chiusura è stato applicato sistematicamente ai principali atti che segnano il futuro della nostra comunità. Lo abbiamo visto nella stesura del PUC e del PUL, nell'imposizione del regolamento sulle insegne, nell'aumento della TARI e nella gestione complessiva del servizio rifiuti, fino alla delicata questione della sicurezza urbana. In tutti questi passaggi cruciali, la logica è stata la stessa: nessuna partecipazione reale, nessuna apertura alle osservazioni critiche, ma solo decisioni calate dall'alto".
"Questo atteggiamento non colpisce solo i giornalisti, ma l’intera società civile. È lo stesso muro di gomma contro cui si scontrano da tempo i Comitati di Quartiere, che chiedono risposte su problemi concreti della gestione urbana e non vengono ricevuti per anni non appena portano alla luce inefficienze. Le Associazioni del territorio vengono coinvolte solo se accondiscendenti e sistematicamente emarginate se i loro rappresentanti scelgono di analizzare criticamente l'operato amministrativo".
"Se questo è il trattamento riservato a chi ha il compito professionale di informare e interrogare il potere, c'è da chiedersi quale sia il clima per l'intero tessuto economico e istituzionale della città. Questa gestione, che sembra confondere il ruolo di amministratore pro tempore con quello di padrone assoluto della città, lancia un messaggio inquietante. Emerge il rischio che si instauri un clima di generale cautela, dove ogni attore sociale — sia esso un imprenditore, un professionista o un operatore pubblico — possa temere che il proprio rigore o il proprio senso critico vengano percepiti come un ostacolo, invece che come una risorsa".
"Porre domande, analizzare le scelte pubbliche e mettere in discussione l'operato di chi governa non è un atto di ostilità, ma un pilastro della democrazia. Una città complessa come Olbia non può essere amministrata come un feudo privato dove il dialogo è un premio concesso solo a chi non mette mai nulla in dubbio. Chiediamo che le istituzioni tornino a essere la casa di tutti i cittadini e che si rispetti il diritto della stampa di fare il proprio lavoro: informare, analizzare e, soprattutto, interrogare chi amministra la cosa pubblica".
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