Thursday, 08 October 2026
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Pubblicato il 08 October 2026 alle 11:24
Olbia. Qualche coperta stesa sul pavimento, pochi effetti personali e una tettoia come unico riparo per trascorrere la notte. È questa l'immagine che arriva dalla stazione ferroviaria di Olbia Terranova, dove quattro uomini e una donna senza fissa dimora si sono divisi gli spazi al coperto dalla pioggia trovando anche questa notte un rifugio di fortuna. Una sistemazione precaria che, con l'arrivo dell'autunno riporta drammaticamente l'attenzione su un problema ancora irrisolto: la chiusura del dormitorio comunale.
Dal 6 settembre scorso, infatti, il servizio di accoglienza notturna del Centro Servizi Umanitari è sospeso fino a data da destinarsi. È trascorso ormai più di un mese e, sulla pagina istituzionale dedicata al servizio non risulta ancora indicata una data di riapertura né una struttura alternativa destinata ad accogliere le persone senza dimora. Intanto, la vita di chi non ha una casa o uno spazio decoroso dove ripararsi per la notte continua a consumarsi all'aperto. Alla stazione Terranova, le coperte sistemate direttamente sulle pavimento e i pochi oggetti raccolti accanto ai giacigli raccontano una quotidianità fatta di precarietà. La foto scattate oggi raccontano di una tettoia che offre una protezione parziale dalla pioggia, ma non può sostituire un luogo sicuro e dignitoso dove lavarsi e cambiarsi in cui trascorrere la notte.
La situazione del dormitorio comunale era già stata al centro dell'attenzione nei mesi scorsi. La storica sede del Centro Servizi Umanitari di via Canova, interessata da importanti lavori di riqualificazione, aveva reso necessari diversi trasferimenti temporanei. Ad aprile il servizio era stato spostato alla Casa per ferie di Marinella, nel territorio di Golfo Aranci, una soluzione che aveva sollevato difficoltà legate soprattutto ai collegamenti e alla distanza dalla città. Successivamente, in vista della stagione estiva l'accoglienza notturna era stata trasferita nella palestra della scuola primaria di via Modena. Era rimasta operativa fino al 5 settembre. Con l'apertura del nuovo anno scolastico la sede provvisioria è stata chiusa. Poi il comunicato ufficiale da parte degli enti preposti: dal 6 settembre dormitorio chiuso fino a nuova comunicazione.
Oggi, però, a preoccupare è soprattutto l'avvicinarsi della stagione più fredda. Se durante l'estate dormire all'aperto rappresenta già una condizione di forte disagio, con le piogge e l'umidità la situazione rischia di diventare ancora più difficile, in particolare per le persone più fragili.
La presenza di questi cinque senzatetto alla stazione Terranova pone dunque una questione concreta che non può essere rinviata: quali soluzioni di accoglienza notturna sono attualmente disponibili per chi non ha un posto dove dormire?
Non si tratta soltanto di conoscere i tempi di riapertura del dormitorio comunale, ma di capire se, nelle more del ripristino del servizio, sia prevista una sistemazione temporanea per evitare che persone in condizioni di estrema vulnerabilità debbano affrontare l'autunno e il prossimo inverno all'addiaccio.
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