Thursday, 04 June 2026
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Pubblicato il 16 August 2021 alle 11:19
Olbia. La parola di questo ferragosto 2021, ormai archiviato, potrebbe essere "scaricabarile": non si potrebbe definire in altro modo - almeno dal punto di vista della comunicazione - quanto avvenuto per il concerto di Salmo di venerdì scorso: l'antivigilia ferragostiana più criticata di sempre. Perché diciamo "scaricabarile"? Perché all'indomani dell'evento, con la pioggia di critiche annessa, il Comune di Olbia - tramite le dichiarazioni del sindaco Settimo Nizzi - ha affermato di non sapere nulla del concerto e di non averlo autorizzato. Non sappiamo se le autorizzazioni sono state effettivamente chieste (su questo punto torneremo successivamente), ma che non sapesse "nulla" è difficile da credere visto che l'assessore al Turismo Marco Balata era dietro al palco con gli organizzatori e ha pubblicato anche una foto con Salmo con hashtag da campagna elettorale la sera stessa del concerto. Andiamo con ordine. La prima dichiarazione a caldo sul concerto, prima che si scatenasse il putiferio social, è stata proprio di Marco Balata alla Nuova Sardegna. La Nuova, con articolo firmato da Paolo Ardovino, descrive Balata come 'sorpreso, ma contento' e poi aggiunge, virgolettandolo, "In fondo Olbia è casa sua, un piatto ogni tanto si merita di romperlo". Il putiferio si scatena il 14 agosto e va avanti per tutto il 15 e sta continuando anche oggi, 16 agosto. Solinas, chiamato in causa da Fedez, stigmatizza il concerto "a sorpresa" di Salmo, ma anche Nizzi rilascia delle dichiarazioni alla Nuova in cui afferma che il Comune era totalmente all'oscuro dell'evento: "Di sicuro – dice il sindaco Nizzi alla Nuova – al Comune non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione per un concerto, né da parte di Salmo né da chiunque altro. Pertanto non sono state predisposte quelle misure di limitazione necessarie per le manifestazioni di spettacolo. Questa cosa non doveva succedere e mi auguro che non accada mai più anche perché il numero dei contagi sta aumentando e la situazione sul fronte del Covid non è per nulla rassicurante". Fatto sta che l'amministrazone era presente al concerto, dietro il palco - nella parte riservata - tramite l'assessore al Turismo Marco Balata, immortalato in un video girato da un cittadino presente al concerto. Com'è possibile che il Comune non sapesse nulla? La domanda la poniamo non solo per la presenza dell'assessore in loco, ma anche perché tutti a Olbia sapevano del concerto. Salmo lo ha annunciato via social, pubblicamente, ma il passaparola è stato fulmineo. Per di più, il palco è stato montato alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, tre giorni prima e lo ha dichiarato lo stesso artista olbiese in una storia su Instagram proprio ieri. Sempre Salmo asserisce di aver chiesto delle autorizzazioni sotto pseudonimo: i primi tre giorni avrebbero dovuto esibirsi degli artisti locali, il terzo giorno si sarebbe esibito lui stesso. Lo pseudonimo che sarebbe stato usato è Dj Triplo: lo dice Salmo Stesso. E' difficile credere che i nostri amministratori non fossero a conoscenza che ci fosse Salmo dietro, non dopo gli annunci pubblici e non dopo il modo in cui spesso gli amministratori si sono legati agli stessi eventi dell'artista olbiese e alla sua organizzazione con foto, selfie, storie, hashtag e anche con la partecipazione - con barca dedicata - al Waterworld Music Festival durante il quale Salmo aveva espresso la volontà di fare un concerto gratuito per tutti. Se le eventuali responsabilità "penali" le verificherà la Procura di Tempio Pausania, da quelle politiche è difficile "scappare" o fare "scaricabarile". Il fatto che quell'area sia demanio non significa che sia una zona franca dove l'autorità comunale si ferma. Il sindaco Nizzi non smette di essere la massima autorità sanitaria del territorio sulla linea del demanio, assessori e consiglieri comunali non smettono di essere pubblici ufficiali e rappresentanti dell'ente quando varcano quella "linea" invisibile che separa l'area demaniale dall'area "comunale". Lo stesso dicasi per la Polizia Locale, la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia: se è in corso un qualsiasi reato in area demaniale, esempio terra-terra un'aggressione, non è che tali agenti si fermano al confine con il demanio, chiamano la Capitaneria di porto e dicono "oltre non è di nostra competenza" e lasciano il cittadino aggredito in balia degli aggressori. La domanda rimane solo e soltanto una: come faceva il Comune a non sapere se tutta la città ha visto il palco e tutta la città sapeva?
02 June 2026
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