Wednesday, 02 September 2026
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Pubblicato il 02 September 2026 alle 07:00
Olbia. Ernesto Macera Mascitelli, esperto scalatore abruzzese di origine ma ormai olbiese d'adozione, è una figura ben nota e apprezzata in città. Con le sue straordinarie imprese d'alta quota, tra cui la recente conquista dell'ottomila Manaslu, l'alpinista ha portato il nome e l'orgoglio di Olbia sui tetti del pianeta. Legato alla Gallura da un profondo affetto e sostenuto nelle sue missioni dalla comunità e dalle istituzioni locali, Mascitelli unisce da sempre la performance sportiva all'impegno sociale, promovendo iniziative benefiche a favore dell'infanzia e delle popolazioni più fragili.
In queste ore, il bilancio della terribile alluvione che ha colpito il nord del Nepal si fa ogni ora più drammatico. Tra colate di fango e fiumi in piena scatenati dal crollo di un ghiacciaio al confine con il Tibet, la furia degli elementi sta mettendo in ginocchio l'intero Paese. Una tragedia che tocca da vicino proprio la città di Olbia, costretta a seguire con il fiato sospeso l'evolversi dei fatti. Se da un lato l'isola ha tirato un sospiro di sollievo per la salvezza del fotografo Stefano Lotumolo (anche di lui abbiamo notizie) che da tempo anima la scena culturale in città che è miracolosamente scampato alla piena a Timure, dall'altro l'attenzione è ora puntata su Mascitelli intenzionato con tutta la sua forza di volontà e coraggio, a portare a termine la sua impresa.
Lo scalatore, impegnato nella complessa spedizione alpinistica e benefica verso gli 8.167 metri del Dhaulagiri (la settima montagna più alta della Terra), si trova incolume a circa 80 chilometri dal cuore del disastro, ma con la viabilità completamente paralizzata. Raggiunto dalla notizia dell'ecatombe proprio alla vigilia del trekking di avvicinamento al campo base, Mascitelli ha espresso tutto il suo dolore: "Queste notizie ti distruggono e ti lasciano riflettere sul valore della vita quando la stessa viene messa in gioco da un maledetto destino. Il disastro e le morti causate dall'alluvione sono la dimostrazione che qui si è a rischio sempre, non solo davanti alle immense montagne".
I piani dell'alpinista devono ora fare i conti con un Paese spezzato in due: frane imponenti, arterie invase dai detriti e ponti crollati a ridosso di Pokhara rischiano di bloccare la spedizione prima ancora di iniziare.
"Io per fortuna sto bene - ha spiegato lo scalatore -. Oggi, sperando che le piogge diano una tregua, cerchiamo di raggiungere Kathmandu in fuoristrada. Il programma prevedeva la partenza verso Pokhara per iniziare il cammino verso il Dhaulagiri, ma ora dobbiamo capire come superare le strade e i ponti distrutti, altrimenti dovremo attendere nella capitale. Sono eventi che non puoi programmare né prevenire: bisogna solo sperare e pregare".
Questo che segue è il suo più recente messaggio del 1 settembre, a poche ore dall'inizio della sua nuova impresa, resa ancora più ardua dagli accadimenti catastrofici accaduti in Nepal, qualche giorno fa:
"Buongiorno a tutti. Oggi è il primo settembre, sono locali... sono le ore 10:00 e mi trovo esattamente a Pokhara. Un bellissimo posto, famoso per il suo lago che è questo qui, bellissimo, stupendo, enorme.Pokhara è un posto di villeggiatura e di vacanza dove vanno in tanti da tutto il mondo per via delle strade chiuse da questa maledetta alluvione che c'è stata qualche giorno fa e di cui tutti quanti voi conoscete la tragedia. Però ci siamo noi, siamo io e Lakpa. Siamo pronti, carichi per poter affrontare Dhaulagiri. Domattina partiremo presto e daremo il via alla nostra spedizione. Quindi partiremo qui da Pokhara con un fuoristrada, cercheremo di raggiungere il villaggio di Darapani e da lì poi dopodomani, perché impiegheremo più o meno una giornata con un fuoristrada, dopodomani ci trasferiremo... cominceremo invece il trekking a piedi. Io dovrò cercare di evitare di... di evitare di camminare moltissimo perché ho ancora un problema grosso di fascite plantare. Però la... la voglia è tanta, il morale è alto nonostante questa disgrazia di questi giorni. Però voglio... non voglio mollare questa opportunità, non voglio rinunciare e voglio andare avanti. Quindi non vedo l'ora di cominciare a... a salire".
Foto Ernesto Macera Mascitelli con Lakpa
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