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Lampedusa, motovedetta olbiese salva 5 anziani pescatori

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Olbia, 02 Giugno 2014 – Dallo scorso 11 aprile la Motovedetta d’altura CP 306, normalmente di stanza ad Olbia, è stata inviata a  Lampedusa per partecipare alla difficoltosa ed impegnativa attività di soccorso ai migranti. Da subito il suo equipaggio è stato intensamente impegnato in diverse operazioni di ricerca e soccorso in mare e, nella sola giornata di ieri, è stato protagonista di un soccorso, protrattosi per 4 ore circa, a 5 anziani pescatori siciliani che si trovavano a bordo di una zattera alla deriva a seguito dell’affondamento del peschereccio “Pietro Andrea”, sul quale gli stessi malcapitati erano imbarcati. Ma nonostante le proibitive condizioni meteo–marine (mare forza 6) i malcapitati sono stati tratti in salvo a circa 4 miglia dalla costa a largo dell’isola di Linosa dall’equipaggio del M/V Cp 306 composta dal 1° M.llo Tondini, Comandante, dal 2° Capo ZIRONE, Direttore di Macchina, dal 2° Capo DEIANA, Addetto ai servizi di macchina e dal Sottocapo di 3^ Classe CLEMENTE, Addetto ai servizi di coperta.

L’attività della Guardia Costiera dunque prosegue non solo per soccorrere migranti, ma anche bagnanti, “lavoratori del mare” e diportisti in difficoltà.

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A livello nazionale, solo nella giornata di ieri, caratterizzata da proibitive condizioni meteomarine, le motovedette del Corpo sono intervenute per trarre in salvo 15 persone, tra cui due bambini, in diverse situazioni di allarme che hanno interessato tutto il territorio italiano.

Anche una motovedetta “classe 300” di stanza a Genova, occasionalmente impegnata lungo le coste del Lazio per attività d’istituto, è stata impiegata a 60 miglia al largo di Fiumicino per salvare l’equipaggio di uno yacht partito dalla Sardegna, che rischiava di affondare a seguito di un’avaria al motore.

Una serie di interventi che tuttavia rientrano in quell’attività ordinaria che il Corpo delle Capitanerie di porto svolge quotidianamente, 24 h su 24, per garantire l’incolumità e le richieste di tutti coloro che si rapportano con il mare per lavoro o per divertimento: più di 500 tra mezzi navali e aerei all’avanguardia ogni giorno devono assicurare – in ordine a una precisa responsabilità prevista dalle norme nazionali e internazionali – il monitoraggio continuo di 8.000 km di costa, in un aria di responsabilità di 500.000 kmq di acque, pari al doppio del territorio nazionale e a un quinto del Mediterraneo, attraversato dal 30% dei traffico marittimo. Un contesto in cui la Guardia costiera opera per salvaguardare la vita umana e tutelare il patrimonio ambientale marino e la sicurezza della navigazione, con interventi rapidi ed adeguati alle diverse emergenze che si verificano. Attività queste che registrano dei picchi nel periodo primaverile estivo, ma che in ogni caso caratterizzano il lavoro quotidiano del Corpo.

Da nord a sud, la Guardia costiera vigila lungo tutto il Paese, dai principali laghi Italiani fino alle località più meridionali della Sicilia. In particolare a Lampedusa, accanto all’attività di assistenza ai migranti, i mezzi e gli equipaggi della Guardia costiera garantiscono la salvaguardia di tutti gli operatori marittimi e di quei turisti italiani e stranieri che scelgono le bellezze dell’isola pelagica per trascorrere le proprie vacanze.

Nella stessa giornata di ieri, un pescatore originario di Mazara del Vallo colpito da shock anafilattico mentre lavorava sulla propria imbarcazione, è stato tempestivamente soccorso da una motovedetta di Lampedusa e trasferito a terra d’urgenza per essere affidato alla cure del 118. Sempre le motovedette dislocate sull’isola, sono poi intervenute a protezione delle risorse ittiche, per fermare un peschereccio tunisino sorpreso in attività di pesca illegale.

Inoltre, nell’espletamento di quelli che sono i compiti di tutela ambientale e di polizia marittima, la Guardia Costiera ligure ha recentemente posto sotto sequestro l’isola di Gallinara, per abusi edilizi.

L’efficacia e la puntualità delle operazioni di soccorso e assistenza in mare dipendono anche e soprattutto dall’utilizzo del 1530, il numero blu per le emergenze in mare su cui ogni cittadino può contare per richiedere aiuto immediato in caso di bisogno.

A tale scopo, anche quest’anno il Comando generale ha lanciato una campagna di informazione per
aumentare la conoscenza di un numero gratuito e sempre attivo, che consente di chiamare direttamente e senza ritardo la Capitaneria più vicina per ricevere una pronta assistenza.

Uno sforzo quotidiano, generoso e mirato a far sentire la stretta vicinanza che lega gli uomini e le donne del
Corpo alla collettività, che oggi è sempre più consapevole di poter contare sul sostegno di un’organizzazione affidabile e capillare che solo nel 2013 ha permesso di salvare oltre 8000 tra pescatori, marittimi e diportisti. Tutto ciò, rientra nell’ordinaria attività della Guardia costiera di ricerca e soccorso della vita umana in mare.

In sintesi il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera c’è sempre ed ovunque.

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