Friday, 23 January 2026
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Pubblicato il 23 January 2026 alle 08:00
Olbia. Si è aperto ieri mattina davanti al Gup del Tribunale di Tempio Pausania, Federica Di Stefano, il procedimento per diffamazione che vede imputato l’olbiese F. D. Il caso nasce da contenuti pubblicati sui social network, in particolare su Facebook, che hanno avuto come scenario anche la realtà di Olbia.
Come riportato da L’Unione Sarda, il primo nome nell’elenco delle presunte vittime del reato è quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Seguono i nomi di due vice ispettori e di un assistente capo della Polizia di Stato, tutti in servizio al commissariato di Olbia, che hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento.
Le indagini si sono concentrate su un profilo social falso, attivo su Facebook, che utilizzava il nickname “Sergio Mafiarella” e l’immagine del Capo dello Stato. Attraverso quell’account sarebbero stati pubblicati post e commenti ritenuti diffamatori e offensivi, rivolti in particolare contro appartenenti alle forze dell’ordine. Gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno permesso di risalire all’identità dell’utente che si celava dietro il profilo fake, ora chiamato a rispondere dell’accusa di diffamazione. I tre poliziotti del commissariato di Olbia si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Michela Garau, Angela Corda e Lia Deiana.
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