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Bassa Gallura, si ferma l’acqua irrigua da Maccheronis

Il provvedimento del Consorzio riguarda il distretto del Posada e prevede deroghe solo in casi specifici

Bassa Gallura, si ferma l’acqua irrigua da Maccheronis
Bassa Gallura, si ferma l’acqua irrigua da Maccheronis
Olbia.it

Pubblicato il 05 October 2026 alle 14:43

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Bassa Gallura. Si ferma con effetto immediato la distribuzione dell’acqua per usi irrigui dalla rete alimentata dalla diga di Maccheronis. L’ordinanza del Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale, firmata il 1 ottobre, arriva con l’invaso sotto i 2,2 milioni di metri cubi, circa il 10% del volume invasabile.

Da mercoledì 7 ottobre, salvo diverse disposizioni regionali, scatterà inoltre la chiusura completa dei rami dell’acquedotto irriguo che non alimentano i potabilizzatori comunali gestiti da Abbanoa né gli insediamenti abitativi e turistici autorizzati. Il provvedimento riguarda il Distretto del Posada e non dispone lo stop agli usi civili prioritari.

La rete consortile alimenta anche potabilizzatori comunali e utenze turistiche nei territori di Siniscola, Posada, Budoni e San Teodoro; nell’ordinanza è indicato anche il Comune di Torpè tra le amministrazioni chiamate a vigilare sul rispetto delle restrizioni. Lo stop all’irrigazione interessa le campagne dell’Alta Baronia e della Bassa Gallura, come riferisce L’Unione Sarda nell’articolo pubblicato il 5 ottobre.

Restano prioritari gli usi civili potabili e assimilati, compresi quelli alimentari e igienico-sanitari, oltre alla sanità animale e all’abbeveraggio del bestiame. Le deroghe possono essere richieste, con motivazione, per serre, vivai e frutteti specializzati, ma saranno valutate dal Consorzio in base alla disponibilità effettiva della risorsa e alle priorità dell’emergenza. Sono sospese anche le pratiche per nuove autorizzazioni al prelievo.

Per il potabilizzatore comunale di Torpè è previsto un sistema provvisorio di sollevamento dal fiume Posada: secondo quanto riporta L’Unione Sarda, per l’installazione e la messa in funzione servirebbero circa dieci giorni. Il collegamento dovrà sostituire l’alimentazione a gravità dall’invaso di Maccheronis.

Il Consorzio ha chiesto ai Comuni di promuovere il massimo contenimento dei consumi e di vietare gli impieghi non essenziali: lavaggio delle auto, irrigazione e annaffiatura del verde pubblico attrezzato e dei giardini privati, oltre agli altri utilizzi non indispensabili per il fabbisogno domestico e civile.

Nello stesso articolo, Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, afferma che l’emergenza «evidenzia la necessità di un nuovo invaso». Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale, aggiunge: «Non possiamo continuare solo a sperare nelle piogge».

Le richieste di deroga possono essere presentate utilizzando la modulistica pubblicata dal Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale.