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ESCLUSIVO. Olbia, mega deposito di gas sul mare a Cala Saccaia. Sito a rischio nel golfo

Il progetto di Fiamma 2000 nell'area Cipnes

ESCLUSIVO. Olbia, mega deposito di gas sul mare a Cala Saccaia. Sito a rischio nel golfo
Angela Galiberti

Pubblicato il 03 aprile 2021 alle 12:10

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Olbia. Un deposito di gas naturale liquido da 40.000 metri cubi vista mare: a due passi dal molo Cocciani, nel bel mezzo del distretto nautico olbiese e a due passi dall'area naturale di Cala Saccaia oggetto di un tentativo di allargamento della zona industriale per la realizzazione di ulteriori capannoni e servizi alla nautica (un hotel, punti ristoro e così via).

Questo è il nuovo progetto che sta prendendo vita nel cuore dell'area produttiva gestita dal Cipnes, il consorzio industriale guidato dal neo presidente Gianni Sarti (area Psd'Az e presidente della Pallavolo Hermaea) e dal direttore generale Aldo Carta. Il progetto vede la costruzione di un maxi deposito di Gnl in uno dei pochi lotti liberi di Cala Saccaia, stretto tra un cantiere nautico e un'altra azienda che sta costruendo in queste settimane il suo grande capannone. L'area è a ridosso di una collina, ricchissima oggi di vegetazione autoctona rigogliosa, che dovrà in parte lasciare spazio a questo enorme “pentolone” che altro non è il deposito del gas.

L'idea è di una società che si chiama Olbia LNG Srl: il logo ricorda quello di Fiamma 2000 e infatti al suo interno, tra i soci e promotori, troviamo Vittorio Marzano che è presidente e proprietario proprio di Fiamma 2000.  Vittorio Marzano, secondo quanto riportato dal quotidiano abruzzese Il Centro, sarebbe stato condannato a 9 mesi in primo grado insieme ad altre 3 persone nell'ambito di una maxi inchiesta sui serbatoi gpl "fuori legge"; contestazioni amministrative sarebbero invece avanzate per Fiamma 2000 e le altre 3 società coinvolte (clicca qui per leggere l'articolo de Il Centro e clicca qui leggere la genesi dell'inchiesta raccontata dalla società che ha dato il via alle indagini. Il caso è stato raccontato anche dal Messaggero).

Olbia LNG Srl è ancora una società “inattiva”, ma il percorso verso il deposito è già iniziato. La società viene fondata a fine dicembre 2019: il 4 agosto 2020 si arricchisce di un nuovo socio, ovvero una grossa compagnia inglese specializzata nell'approvvigionamento di prodotti petroliferi (la B.B. Energy). Successivamente, pochi giorni dopo (il 7 agosto 2020) l'ingresso della compagnia inglese nella compagine societaria, vengono acquistati dal Cipnes i terreni in cui sviluppare progetto e deposito di gas. Dopo di che, via agli studi per l'ottenimento di tutti i permessi: procedura complessa, poiché parliamo di un'area delicatissima dal punto di vista ambientale e di una struttura “ad alto rischio”. Esattamente come una centrale nucleare, questo genere di depositi sono caratterizzati da un altissimo livello tecnologico e altissimi standard di sicurezza (e della tecnologia ci fidiamo), tant'è che devono rispettare norme precisissime e devono avere autorizzazioni chilometriche. Come accade per il trasporto aereo o per l'energia atomica, però, se succede qualcosa le conseguenze possono essere potenzialmente disastrose.

Infatti, per le caratteristiche di questa sostanza, il GNL ha diversi aspetti di rischio incidentale: infiammabilità, detonabilità, roll-over, transizione rapida di fase (rpt), Bleve (boiling liquid expanding vapour explosion), boil-off.

Tutto questo viene programmato in un golfo dall'equilibrio delicatissimo, vicino al centro urbano e in un'area ad altissimo pregio ambientale dove il Cipnes vorrebbe realizzare persino un albergo. Un albergo con vista sui capannoni e sul “pentolone” contenente 40.000 metri cubi di sostanza "infiammabile". Perchè i cittadini non sono stati messi al corrente, ancora una volta, di un progetto così rilevante? Il Comune di Olbia e l'Amministrazione Nizzi sono a conoscenza di questo progetto? I consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, ne hanno contezza?

Perchè, come fece il rimpianto Sindaco De Michele quando disse "NO" al petrolchimico ad Olbia, non è stato pensato un sito diverso rispetto alla città di Olbia? Come di consueto un luogo lontano da attività produttive e centri abitati, da siti di pregio naturalistico come il Golfo di Olbia? Ribadiamo che l'enorme deposito, secondo le simulazioni, sarà visibile dalle navi e dagli aerei in arrivo in Sardegna.

E' da sottolineare che nella presentazione del progetto si afferma "Con un inquadramento adeguato alle esigenze turistiche del territorio nella zona industriale di Cala Saccaia lontana dalla città": Olbia come porto Marghera? Come Porto Torres?