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Traghetti, Cappellacci: contestazioni Antitrust ci danno ragione

Cagliari – “Le nuove contestazioni formulate dall’antitrust nei confronti degli armatori dimostrano che il quadro da noi descritto e denunciato fin dal 2011 e per gli anni successivi non era frutto di immaginazione”. Così il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, commenta il provvedimento n. 24418 pubblicato sul bollettino ufficiale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. “Tale atto – prosegue il presidente – segue dopo poco tempo la delibera con cui la stessa antitrust ha riconosciuto la fondatezza delle segnalazioni della Regione e dei consumatori, sanzionando il cartello degli armatori formato da Moby, SNAV, Grandi Navi Veloci e Marinvest. La Regione ha combattuto fin dall’inizio queste patologie, anche in una fase in cui qualcuno taceva, sminuiva il fenomeno o addirittura provava a ridicolizzare le nostre iniziative. Nel momento in cui la Regione accetta di partecipare al tavolo istituito presso il Ministero dei Trasporti, i sardi possono fare affidamento su una Giunta che ha una credibilità nella difesa del diritto alla mobilità dei sardi fondata su un atteggiamento coerente mantenuto nel tempo, perché l’intransigenza di oggi è la stessa che in questi anni ha trovato  pieno riscontro negli atti concreti. Questa è la garanzia – evidenzia Cappellacci – che il nostro impegno in tale sede è indirizzato ad ottenere condizioni di trasporto migliori per i sardi e per i visitatori e non certo per avallare ipotesi che, laddove fossero proposte, troverebbero la nostra netta opposizione. Sul punto non possiamo certo accettare lezioni da chi, come un certo parlamentare europeo, mentre noi contrastavamo il caro traghetti in ogni sede, si è distinto solo per i ripetuti tentativi di boicottare quella flotta sarda che, come rilevato anche nella stessa delibera dell’antitrust, nella sua fase sperimentale è stata un’efficace arma di legittima difesa. Non c’è tempo da perdere in divisioni, frutto di atteggiamenti che più o meno consapevolmente in passato si sono prestati al gioco degli armatori. Occorre invece profondere il massimo impegno per modificare la situazione, sia nell’immediato che in prospettiva. Sotto il primo profilo occorre intervenire in un quadro, quello della convenzione e delle funzioni in mano statale, che certamente non abbiamo voluto noi. Per quanto riguarda il secondo profilo, è necessario proseguire la battaglia fino all’obiettivo finale: il passaggio pieno ed effettivo delle funzioni in materia di continuità marittima e delle relative risorse alla Regione Sardegna. Una continuità decisa dai sardi – ha concluso il presidente – è la migliore garanzia per mettere una volta per tutte i nostri diritti al riparo da aggressioni consumate per mano pubblica o privata”.

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