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Dal baule di Nadia: Un ricordo “fresco fresco”

Ieri, già questa volta inizio con ieri. Dicevo ieri sono andata mare con mio nipotino di tre anni. Niente di strano direte ed in effetti così è, se non per il fatto che piccoli flash sono tornati alla mente di quando io avevo la sua età e andavo al mare con mio padre e mia madre. Poichè mamma, da brava montagnina aveva una paura immensa dell’acqua, a tenere la mia mano sino al bagnasciuga, mentre affrontavo le prime onde sulle gambette un po’ traballanti sulla sabbia sconnessa, spettava a papà; proprio come ieri, mentre guardavo mio nipotino tendere fiducioso la mano al nonno; mentre io, per altri motivi rispetto a mamma restavo, col cuore stretto dal desiderio di essere con loro, a guardarli incantata. Se chiudo gli occhi 56 anni tornano indietro in un attimo.
La spiaggia improvvisamente si svuota dai bagnanti e torno, come allora ad essere padrona di quella sabbia bianca, disegnata con le onde dalla notte passata, ricca di conchiglie di ogni dimensione e dei cespugli di buredda belli dritti con le loro inflorescenze ed il profumo intenso delle erbe che nessun piede ha schiacciato nel rispetto di ciò che ti circonda e ti appartiene ma appartiene anche agli altri. Le spalle di mio marito diventano quelle di papà e quelle di mio nipotino le mie. La sua vocina che chiede aiuto per superare un’onda un po’ più alta e quella di Rita, all’epoca di 8 anni, che mi derideva perchè non sapevo ancora nuotare. Io che piagniucolavo e mio padre che mi prendeva in braccio per andare lontano, così come altre braccine ieri stringevano il collo di quel nonno così amato. E poi eccoli nuovamente vicino al bagnasciuga, dopo i “tuffi”, mio nipotino con le braccia strette al collo del nonno, come io a quello di mio padre. “Guarda nonnina come nuoto bene!” – “Certo tesoro…” e lui con la pancia sulla sabbia e i piedini che battono veloci come le manine…le stesse mosse dopo oltre mezzo secolo. L’acqua cristallina, papà sempre lì vicino a guardarmi e il suono della risata cristallina di ieri così simile alla mia…e poi un’onda più alta e l’acqua che finisce in bocca e nel naso: subito bracce amorevoli allora come ieri: “Non è niente, tesoro, solo in po’ d’acquetta e passa subito… dai usciamo ad asciugarci un po’ che le manine sono come fichi secchi, andiamo a costruire il castello di sabbia col secchiello e poi anche il pozzo…”
E ieri come allora col secchiello e la sabbia mani grandi e mani piccine a mettere sabbia umida nel secchiello e poi rovesciarlo, con la sabbia ben compatta, perchè non si distrugga. Poi la gioia di distruggerlo col piede. Piccole cose di ieri e di oggi, quasi uguali se non fosse perchè allora eravamo padroni delle nostre spiagge e del nostro mare, liberi di scegliere una spiaggia diversa ogni domenica e ogni spiaggia era vuota.  Potevamo giocare come volevamo, oggi siamo racchiusi in 3 mq di spazio che è il solo che abbiamo trovato libero e sufficientemente pulito per i nostri asciugamani. Ma le emozioni sono le stesse, allora vissute da bambina di tre anni, oggi vissute da nonna di 59 che non può muoversi per arrivare al mare e giocare come aveva sognato di fare con il nipotino.
©Nadia Spano

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