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Ciao “Ottantone”! Il mio personale saluto agli MD-80 Meridiana

Luigi Vallero ricorda la flotta storica MD-80 della compagnia aerea Meridiana

Sembrava impossibile che quel momento potesse arrivare, invece  il 31 ottobre 2017  tutto accadde.

Quella sera l’MD-82 Meridiana registrato I-SMES, operante  il volo IG1116 da Roma Fiumicino a Olbia Costa Smeralda, ed il compagno di flotta I-SMET, proveniente da Milano Linate come IG1208, atterravano per l’ultima volta all’aeroporto del capoluogo gallurese, ponendo la parola fine ad un’era nel trasporto di linea passeggeri durata oltre 33 anni. L’MD-80 ha saputo costruirsi una lunga e ben meritata reputazione sia con gli equipaggi che con i passeggeri italiani, essendo stato una presenza familiare nei cieli del Bel Paese sin dal 1983 quando l’Alitalia e la sussidiaria ATI introdussero il modello del popolare velivolo, arrivando a metterne in linea un massimo di 90 esemplari, in sostituzione dei Boeing 727-200 che avevano volato tra il 1976 e il 1983.

Alisarda, come allora si chiamava Meridiana, era già cliente di lunga data della Mc Donnell Douglas avendo operato DC-9-14 sin dal 1972, e successivamente i più moderni DC-9-32 e -51 e il vettore sardo, desideroso di aggiornare la propria flotta, ordinò un paio di esemplari del nuovo bimotore all’inizio degli anni Ottanta.

I primi due MD-82 (il numero -82 identificante una delle varianti degli MD-80) nuovi di fabbrica, originariamente registrati  HB-IKK e HB-IKL (gli aerei erano di proprietà della finanziaria svizzera Airfinco) e dipinti nell’elegante livrea rossa, gialla e porpora reminiscente del legame con le tradizioni della Sardegna, furono consegnati all’aeroporto Olbia Costa Smeralda (OLB), rispettivamente il 20 e il 27 settembre 1984, dando inizio a quella che può indubbiamente essere indicata come la più lunga relazione, o dovremmo forse usare la definizione di storia d’amore, tra un vettore italiano ed un modello di aereo, destinata a durare oltre trentatre anni.

Avendo lavorato per Alisarda/Meridiana per 25 anni tra il maggio 1989 e il novembre 2014, attraverso i buoni e più recentemente cattivi tempi – prima che le nostre strade inevitabilmente divergessero – la mia carriera nel mondo dell’aviazione è quindi intimamente legata all’elegante bireattore McDonnell Douglas, che ho avuto l’opportunità di apprezzare attraverso i differenti ruoli ricoperti lavorando per la compagnia sarda, nel mio ultimo periodo in qualità di Direttore Pianificazione Flotta, Network ed Alleanze Commerciali, oltreché in qualità di passeggero “molto” frequente, avendo accumulato nelle ultime due decadi una media di circa 90-120 voli all’anno sul tipo. Ricordo molto bene i miei primi giorni in Alisarda, nel maggio 1989, quando la flotta si componeva di cinque gloriosi DC-9-51s (I-SMEA, I-SMEI, I-SMEJ, I-SMEO e I-SMEU), e della coppia originale di MD-82s (HB-IKK e HB-IKL, che più tardi divennero rispettivamente I-SMEL e I-SMEM), cui nel frattempo si erano aggiunti I-SMET, consegnato nel 1987, e I-SMEV, entrato in flotta nel 1988. Durante l’estate del mio primo anno la flotta crebbe di due unità, un altro DC-9-51 (I-SMEE) e un ulteriore MD-82, (I-SMEP), consegnato il 21 Agosto. Per far fronte all’importante sviluppo del network di quegli anni, che stava portando la Compagnia ben oltre i suoi confini territoriali originali, e a seguito del cambio di ragione sociale in Meridiana che comportò anche un aggiornamento della livrea, nel 1991 altri tre MD-82 (I-SMER, I-SMES e PH-SEZ, più tardi re-immatricolato I-SMEZ) entrarono in flotta.

Ricordo ancora con non poca emozione la consegna di PH-SEZ. In quel periodo  ricoprivo il ruolo di Responsabile in Turno (Manager on Duty) al Centro di Coordinamento Operativo della compagnia, e quel giorno eravamo in fibrillazione per il volo di consegna dagli Stati uniti del nuovo esemplare di aereo. Il piano di volo originario prevedeva che dopo il decollo da Marana in Arizona, PH-SEZ volasse ad Amsterdam Schiphol (AMS) con scali intermedi a Montreal Mirabel (YMX), Canada, e Keflavik (KEF), Islanda. Dopo alcune ore dall’ultimo contatto con l’equipaggio prima della partenza da Montreal, nel pomeriggio la Sala Operativa iniziò a riempirsi di apprensione quando, all’ora prevista di atterraggio a Keflavik nessun messaggio di atterraggio avvenuto veniva ricevuto dall’aeroporto islandese. Finalmente, oltre mezz’ora dopo il previsto orario di atterraggio la telescrivente “partorì” un breve messaggio dal centro di coordinamento islandese, indicante che grazie alla favorevole corrente a getto incontrata in quota, l’equipaggio aveva deciso di saltare lo scalo e proseguire direttamente su Amsterdam, dove sarebbe atterrato circa tre ore più tardi, completando una impeccabile trasvolata oceanica senza scalo dal Canada all’Europa. Ricordo ancora chiaramente il senso di sollievo e l’entusiasmo che si scatenò in quel momento in sala, sottolineato da applausi e abbracci a suggellare l’evento, dato che Meridiana aveva ufficiosamente completato per la prima volta una traversata atlantica non-stop, con un aereo che non era neppure stato progettato per essere un jet intercontinentale!

Con il ritiro della flotta DC-9-51 nel 1997, un primo MD-83 (EI-CIW) venne introdotto, e negli anni che seguirono altri esemplari della versione a lungo raggio dell’MD-80 si aggiunsero alla flotta, riconfigurati immediatamente allo standard MD-82 Meridiana, con una confortevole configurazione in classe unica a 165 posti (ridotta dagli originali 172). Nel 1998 seguirono altri quattro esemplari (EI-CKM, I-SMEC, EI-CRE, tutti MD-83, ed I-SMEB, un MD-82 “naturale”). L’anno successivo arrivarono alla base di Olbia Costa Smeralda altri quattro MD-83 (EI-CRJ, successivamente divenuto I-SMEN, EI-CRH, I-SMED e EI-CRW), pronti a iniziare la loro nuova carriera sotto il sole della Sardegna. A completare la flotta l’ultimo esemplare del nobile rampollo di casa McDonnell Douglas fu un MD-83 (EI-CNR), consegnato ad Olbia il 5 luglio 2007: l’ultimo arrivato fu anche quello con la carriera più breve al servizio di Meridiana, essendo stato ritirato dal servizio quattro anni più tardi, nel luglio 2011.

In totale diciotto MD-80 – sebbene negli ultimi anni la flotta si fosse stabilizzata su diciassette esemplari – indossarono orgogliosamente la livrea del vettore sardo e, seppure per un breve periodo di tempo, hanno avuto anche l’onore di portare nomi individuali riprendendo una tradizione risalente al 1966/67 quando i primi turboelica Nord Aviation 262A I-SARL and I-SARP erano stati rispettivamente intitolati “Costa Smeralda” e “Gallura”. Il 23 giugno 2004, a seguito di un accordo tra il vettore e il Ministero del Territorio e dell’Ambiente nell’ambito di un programma per promuovere e incrementare la consapevolezza e l’interesse del pubblico verso le Aree Marine Protette nel nostro Paese, ciascun aeromobile in flotta venne intitolato a una diversa Area Marina Protetta. I nomi erano riportati sotto i finestrini della cabina di pilotaggio nel tradizionale font Baskerville di Compagnia, mentre un adesivo con il simbolo della Repubblica Italiana e l’indirizzo web del Ministero faceva bella mostra di sé a fianco del portellone principale anteriore. Gli MD80 ricevettero principalmente nomi di isole o penisole, tra cui località notissime come Portofino o Le Cinque Terre, ma anche promuovendo posti affascinanti e meno conosciuti dal grande pubblico, come la Riserva di Torre Guaceto, Punta Campanella o Miramare nel Golfo di Trieste.

Nel corso delle oltre tre decadi di servizio impeccabile con Alisarda/Meridiana, l’MD-80, affettuosamente chiamato “Ottantone tra i dipendenti della Compagnia, diventò il cavallo di battaglia e il vero simbolo del vettore, oltreché una presenza ben radicata nei cieli e negli aeroporti italiani ed europei. Le sue leggendarie affidabilità e versatilità permisero al velivolo di poter essere impiegato praticamente ovunque sul network di Meridiana, con la sola eccezione di base Firenze, dove la pista corta e limitata imposero la necessità di ricorrere ad una flotta dedicata di British Aerospace BAe146-200s, successivamente sostituiti dagli Airbus A319-112s. Fu così che gli MD-82 vennero impiegati per volare su quasi tutte le rotte di Meridiana, dai brevi “salti” tra Olbia e Roma o Cagliari, alle tratte più lunghe quali le Verona–Tenerife, o le Milano Malpensa-Sharm-el-Sheikh. Possiamo tranquillamente affermare che intere generazioni di residenti in Sardegna sia nei dintorni di Olbia che di Cagliari riconoscono l’inconfondibile silhouette dell’MD-80 come quella dell’aereo per antonomasia, per tanti di loro trattandosi anche del tipo di aereo su cui hanno effettuato il primo volo.

Un graduale ritiro dal servizio iniziò nel 2010, quando tre MD-80 lasciarono la flotta per essere in parte sostituiti dagli A320 ereditati da Eurofly, che nel frattempo si era fusa con Meridiana nel 2006, e successivamente con i Boeing 737 operati da Air Italy, diventata anch’essa successivamente parte del Gruppo Meridiana. Nonostante negli ultimi quindici anni molto spesso circolarono ipotesi di un’imminente sostituzione del tipo, fu solo con l’arrivo sulla scena della Qatar Airways che le voci iniziarono a prendere consistenza, e la data del 31 ottobre 2017 venne fissata come quella del ritiro ufficiale dell’MD-80 dal servizio di linea. Nel corso del 2016 il primo esemplare consegnato ad Alisarda nel 1984 (I-SMEL) venne donato al Museo Volandia di Milano Malpensa, ed alla fine dell’anno solo sette MD-80 restarono operativi in flotta, per essere ulteriormente ridotti a quattro esemplari (I-SMEN, I-SMER, I-SMES e I-SMET) all’inizio della stagione estiva 2017, utilizzati quasi esclusivamente da Olbia(OLB) e Cagliari (CAG) sui collegamenti verso le principali destinazioni italiane, nonché verso gli scali stagionali di Nizza, Parigi Charles De Gaulle, e  Londra Gatwick, offrendo per un’ultima stagione ai passeggeri l’opportunità di volare in modo seppure un po’ vintage nella silenziosa e confortevole cabina, assistiti come sempre dalle proverbiali professionalità e cortesia degli equipaggi storici Meridiana.

Inevitabilmente una parte degli MD-80 ritirati dal servizio non hanno trovato una ricollocazione, lasciando poco spazio di manovra se non il finire sotto l’ascia del rottamatore sulla base di Olbia. Che triste immagine vedere il buon vecchio I-SMEZ/PH-SEZ, lo stesso “ragazzino” che aveva effettuato la trasvolata oceanica senza scalo dal Canada, essere fatto a pezzi proprio laddove aveva trascorso buona parte della propria vita operativa…

Era quindi imprescindibile per me fare il possibile per essere a bordo degli ultimi voli operati dall’inossidabile MD-80, celebrando a mio modo l’importanza che questo grande aereo di linea e tutti gli uomini e le donne, gli equipaggi, i tecnici e gli impiegati che durante oltre tre decadi si sono presi cura della flotta, garantendo il mantenimento dei più alti standard di sicurezza e confort ai passeggeri.

 

31 ottobre 2017. La fine di un’era

Ed eccoci arrivati alla fatidica data. La mia giornata era iniziata, come spesso accade, con una sveglia molto mattiniera per prendere il volo IG1111, il primo collegamento della giornata dal “Costa Smeralda” verso Roma Fiumicino, previsto alle 7:00.

Sebbene non fosse stata prevista alcuna cerimonia commemorativa per salutare gli MD-80, traspariva nell’ambito della squadra di impiegati aeroportuali e degli equipaggi del mattino che non si trattasse di un giorno come un altro. Operato da I-SMER, ovvero “Echo Romeo”, con il Com.te Luca Ermacora ai comandi, il nostro MD-82 sbloccò in perfetto orario alle 7:00, e sei minuti più tardi si librava verso il Tirreno puntando per un’ultima volta verso Fiumicino. Il volo si svolse in modo regolare, così come lo erano stati gli innumerevoli altri voli effettuati, sorvolando un panorama che si andava gradualmente popolando di nuvole foriere di piovaschi che si sarebbero svolti nel corso della giornata, e dopo aver effettuato l’avvicinamento allo scalo romano provenendo da nord-ovest, come molto spesso accade, toccammo terra sulla pista 16L alle 7:42 per essere al gate nel terminal 3 alle 7:48. Prima di sbarcare ebbi modo di scambiare due parole con l’equipaggio ed il Comandante mi disse, con emozione, che il volo di ritorno verso Olbia, IG1112 sarebbe stato il suo ultimo sull’MD-80. Non senza malinconia scesi per un’ultima volta dal buon “Echo Romeo”, affidandogli un saluto finale e un “in bocca al lupo”.

Più tardi, nel corso della giornata, ebbi modo di vedere con piacere che al rientro su Olbia al buon vecchio I-SMER era stato attribuito un saluto con i cannoni ad acqua, riservato alle grandi occasioni, gentilmente offerto dai pompieri dell’aeroporto.

La mia giornata di ricordi però non si era ancora conclusa, restando ancora il volo di ritorno serale per Olbia, “la 1116” come la chiamiamo in gergo, previsto per le 21:35, a tutti gli effetti quello che era  previsto essere l’ultimo volo di linea ufficiale operato da un MD-82 Meridiana. Dei quattro MD-80 ancora in flotta I-SMER aveva terminato la sua carriera al mattino, quindi gli unici papabili restavano I-SMEN, I-SMES – il mio preferito della flotta – o I-SMET. Raggiunto l’aeroporto romano alle 19:30, un controllo a Flightradar24 mi confermava che il volo sarebbe stato effettuato da “Echo Sierra” (I-SMES, consegnato originariamente a Meridiana il 13 dicembre 1991), sicuramente l’-80 su cui ho volato più frequentemente nell’ultimo anno, e quello che ho ringraziato di cuore per avermi riportato a terra ad Olbia sano e salvo in una serata di fortunale del febbraio scorso, certo non un episodio infrequente sull’aeroporto olbiese, ma l’ennesimo attestato alla professionalità degli equipaggi Meridiana ed affidabilità dell’MD-80.

Dopo aver convinto un paio di amici prenotati sul precedente volo delle 20:30, operato con un B737-800 e comnque in ritardo alle 21:30, a spostarsi sul volo IG1116 per celebrare l’ultimo volo, verso le 21:00 raggiungemmo insieme l’uscita D7, da cui avrebbe avuto luogo l’imbarco. Anche qui sebbene non fossero state previste commemorazioni particolari, il momento storico che si stava preparando era chiaro a tutto il personale di scalo, trattandosi non solo dell’ultimo volo di linea di un MD-80 Meridiana, ma anche dell’ultima partenza regolare di un MD-80 da Fiumicino, aeroporto che negli anni passati aveva avuto proprio il popolare bimotore come velivolo operante il maggior numero di frequenze giornaliere grazie alle flotte di Alitalia, ATI e Meridiana.

Dopo aver scambiato due parole sull’evento che stava per compiersi con la sempre gentile Barbara, supervisore Meridiana a Fiumicino, mi imbarcai per primo su “Echo Sierra”, ricevuto con grande calore da un sorridente equipaggio di cabina tutto al femminile con Patrizia Patrizio in qualità di Responsabile di cabina. Nel frattempo nel cockpit l’onore di pilotare l’ultimo volo commerciale spettava al Com.te Stefano Tisselli coadiuvato dal Primo Ufficiale Stefano Selva, cui si era unito in qualità di passeggero Antonio Depau, un caro amico nonché storico ex-Comandante Meridiana, giunto appositamente da Olbia per essere a bordo di questo ultimo volo.

Con un carico di soli 74 passeggeri fummo finalmente pronti a partire in leggero ritardo alle 21:42, mentre numerosi addetti di terra scattavano foto immortalando quest’ultima partenza, salutando quello che per tanti anni era stato l’aereo più familiare dello scalo.

Durante il rullaggio, e dopo aver dato il benvenuto a bordo ai passeggeri, il Comandante accennava al fatto che il volo di questa sera sarebbe stato l’ultimo per l’MD-80, mentre I-SMER si dirigeva come aveva fatto migliaia di altre volte verso la soglia della pista 25, e dopo aver lasciato partire un paio di Airbus Alitalia si lanciava per un’ultima volta verso il Tirreno con un rateo di salita da far quasi invidia a un caccia. Addio Fiumicino!

Dopo un breve volo accompagnato da una leggera turbolenza, coccolati dal tradizionale e sorridente servizio di bordo, la discesa ebbe inizio decisamente troppo in fretta alle 22:03, con le luci della costa sarda ormai chiaramente visibili nell’oscurità, poco dopo seguite dall’imboccatura del Golfo di Olbia, il faro dell’Isola Bocca e le colline che circondano l’aeroporto, e alle 22:18 il carrello toccava per l’ultima volta il suolo sardo. Completato il rullaggio, anzichè dirigerci al solito “finger” del terminal passeggeri per le operazioni di sbarco, fummo parcheggiati ad una postazione remota ai piedi della torre di controllo. Sfortunatamente nessun saluto con i cannoni d’acqua era previsto per “Echo Sierra”, che a breve distanza venne raggiunto dal volo IG1208 operato da I-SMET, di fatto il vero ultimo atterraggio a causa di un ritardo di mezz’ora dell’ultimo minuto sullo scalo milanese, che l’aveva fatto diventare l’ultimo arrivo di un MD-80 Meridiana.

Terminato lo sbarco degli ultimi passeggeri passai ancora qualche minuto con l’equipaggio, scattando qualche foto commemorativa, e salutando per un’ultima volta “Echo Sierra”, destinato nei prossimi mesi a cambiare proprietario e volare ancora per qualche anno per un operatore scandinavo.

La mattina del 1° novembre 2017 tutti e quattro gli MD-80 erano parcheggiati sul piazzale dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, il loro ruolo sulle rotte verso Bologna, Milano Linate, Napoli, Roma Fiumicino, Torino e Verona ormai passato  in consegna ai Boeing 737-800 di Air Italy – forse in  anticipo dei B737 MAX8s che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Addio vecchio amico MD-80, e un ringraziamento di cuore per tutto quello che hai rappresentato per me e per i miei ex-colleghi Meridiana, nel cielo così come sulla terra: un buon lavoro, che è durato per un quarto di secolo, e la realizzazione di una grande passione. Di certo non ti dimenticherò anche se talvolta, come in questo caso, i ricordi hanno un sapore dolceamaro.

La flotta storica MD-80 Meridiana


Tipo
Registrazione Nome
MD82 I-SMEB Arcipelago della Maddalena
MD82 I-SMEC Porto Cesareo
MD83/82
I-SMED Isole Ciclopi
MD82
I-SMEL Parco di Gaiola
MD82
I-SMEM Penisola del Sinis
MD83/82
I-SMEN Isole Egadi
MD82
I-SMEP Punta Campanella
MD82
I-SMER Cinque Terre
MD82
I-SMES Isole Pelagie
MD82
I-SMET Miramare nel Golfo di Trieste
MD82
I-SMEV Isole di Ventotene e Santo Stefano
MD82
I-SMEZ Secche di Tor Paterno
MD82
EI-CKM Isola dell’Asinara
MD83/82
EI-CIW Isole Tremiti
MD83/82
EI-CNR Parco di Baia
MD82
EI-CRE Tavolara – Punta Coda Cavallo
MD83/82
EI-CRH Torre Guaceto
MD83/82
EI-CRW Portofino

 ©Luigi Vallero

Articolo originale in inglese su Airways Magazine

    L’ospite di OLBIAchefu: nasce a Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, nel 1960. Laureato in ingegneria aeronautica al Politecnico di Torino, è olbiese di adozione dal 1989, quando si è trasferito per lavorare in Alisarda/Meridiana dove è rimasto per 25 anni ricoprendo numerosi ruoli. Dal 2015 è libero professionista e titolare di LASeR, società di consulenza nell’ambito del trasporto aereo, oltre a collaborare in qualità di giornalista freelance e fotografo da oltre 20 anni per diverse riviste del settore aeronautico inglesi e statunitensi.


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