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OLBIAchefu - brevi racconti

Una storia dal passato – di Egle Farris

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Olbia, 28 giugno 2020 – Una storia bella e delicata, quella che ci giunge da Sassari. È il breve racconto dei primi anni della giovinezza del terranovese Giovanni Battista Piras, futuro veterinario di Pattada e grande appassionato di fotografia.

Oggi, dopo aver descritto attraverso le nostre pagine i suoi preziosi scatti che immortalano per sempre alcuni significativi istanti e paesaggi degli anni Venti della Terranova del Novecento, vogliamo farvi conoscere l’autore di quelle piccole perle, immagini riscoperte dopo quasi un secolo.

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Lo facciamo grazie al racconto della nuova ospite di Olbiachefu,  la professoressa in pensione Edge Farris che assieme a suo marito Giovanni Piras, depositario dei ricordi del rimpianto veterinario di Pattada, ha ricostruito questa breve storia che ci giunge dal passato.

Una storia dal passato

Non mi viene difficile credere alla felicità e alla letizia di Paolina Falchi e di Giacomo Piras quando, nel luglio del 1887, dopo diversi aborti, venne alla luce il piccolo Giovanni Battista.

Quelli erano tempi in cui le famiglie erano numerose, molto numerose, i figli erano “braccia per il lavoro ” e le donne mettevano al mondo quanti più marmocchi possibili. Giovanni Battista, complici i tempi di un’assistenza medica povera, impotente ed inefficace, era stato così destinato a restare figlio unico. Naturalmente era amatissimo e tutto gli era permesso nei limiti delle abitudini e dell’educazione dei tempi.

Abitavano a Terranova, nel centralissimo Corso Umberto, in una casa per l’epoca elegante, dotata e corredata di tutto ciò che allora poteva definirsi “moderno”: grande camino, pozzo dell’acqua in cantina, piano superiore e arredamenti scelti in ogni stanza. Facevano parte della borghesia locale e traevano la fonte dei loro redditi dall’affitto dei pascoli a Sud del luogo e dai terreni di San Simplicio.

Il piccolo frequentò le scuole elementari a Terranova e poi, giovanissimo,  compì  i primi studi a Sassari,ospite degli zii, sino a diplomarsi col massimo dei voti in ragioneria. La sua passione erano però gli animali, ma…

Ma in Sardegna al tempo nessuna Università aveva istituito corsi di laurea in Zooiatria, come allora venivano chiamati.

Fu così che Giovanni venne mandato a Napoli, città, per i tempi, raggiungibile più facilmente delle altre. Si muoveva e visitava le grandi città continentali come Firenze, Roma, Pompei e tante altre. I ritorni a casa erano frequentissimi, aveva una vastissima miriade di amici e conoscenti con i quali passava vacanze e feste.

L’altra sua grande passione era la fotografia. Una macchina che oggi definiremmo preistorica divenne per lui una compagna usuale ed irrinunciabile. Oltre che fotografare si dedicava anche allo sviluppo delle lastre, alle quali regalava stinti colori ocra e intensi bluette, oltre che riportare la data dello scatto.

Le sue foto più belle immortalano però la sua vita a Terranova, tra le scampagnate,come si definivano allora, ed il meraviglioso mare, sempre con amici elegantissimi, cappello e cravatta, talvolta le uose.

Tavolara e Pittulongu erano soggetti irresistibili per i suoi scatti, dove possiamo vedere non solo paesaggi ma anche innumerevoli giovani sempre elegantissimi e tantissime giovinette che ci riportano a sognanti, idilliaci e velati abiti della moda del tempo, sia al mare che durante romantiche passeggiate.

Gli studi intanto non venivano dimenticati, erano severissimi,ma per lui niente era irraggiugibile e così divenne Dottore in Zooiatria.

 

Foto ricordo di laurea: da sinistra, terza fila a partire dal basso, il secondo è il giovane terranovese Giovanni Battista Piras con i suoi colleghi di università

Agli inizi degli anni Venti venne reclutato dall’esercito, sede Torino, come veterinario, lavorò tantissimo e si ammalò di una severa appendicite, che richiese un difficile intervento ed il ricovero all’ospedale militare di San Gregorio al Celio a Roma. E lì la sua vita cambiò perchè conobbe e fu assistito da un’infermiera con tanto di velo crocerossino ed occhi che parlavano già di un amore nascente verso quel sardo elegante e gentilissimo.

Alle dimissioni dall’ospedale, Giovanni Battista si presentò alla suora superiora dalla quale Giulia Alessandrini dipendeva e chiese se poteva frequentare quella giovinetta che lo aveva stregato.

Ovviamente mai da soli, ma sempre accompagnati dalle cugine di Giulia, che era stata allevata dalla nonna Regina, dopo la prematura morte della madre, e che faceva parte di un ceto medio-alto, possedendo due gioiellerie al centro di Roma. Innamorati della lirica, oltre che uno dell’altra, sempre con gli chaperon delle cugine, andavano in carrozza a teatro ad ascoltare celebri opere, cosa che avrebbero coltivato per il resto della vita, ma solo sui fonografi  a manovella e i dischi “La voce del padrone” a 78 giri.

Intanto Giovanni vinceva il concorso per veterinario condotto a Valmontone vicino a Roma, ma non volendo lasciare ancora soli i suoi genitori, decise di accettare una condotta in Sardegna, a Pattada .

Si sposarono nel 1925 a Roma, nella chiesa di Ognissanti sulla via Appia e si trasferirono per sempre nel paese di Pattada, dal quale lui si allontanò solo per andare ad Olbia dal padre e dalla madre Paolina, che amava al punto da chiamare Maria Paola e Paolina le due femmine dei suoi cinque figli .

Lavorò con passione sino all’età di 73 anni, tutelando ed aiutando  ogni genere di animali.

Ma le cozze, i cannolicchi e le vongole se le fece mandare sempre da Terranova, non da Olbia…

©Edge Farris

In alto a sinistra Giovanni Battista Piras in età matura. Si notino alcune delle sue numerose foto scattate nei primi anni Venti del Novecento

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