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Tra passato e futuro le celebrazioni dei vent’anni del MAN

Nomasvello Olbia 1085

Pareti bianche, candide che riflettono luminosità. Soffitti altissimi per ampi spazi dove poter sistemare importanti installazioni e opere fuori misura. Nell’angolo della caffetteria si percepisce la vita nel suo divenire con piccole piantine che decorano una parete immensa. E per il nuovo concept museale che si sta diffondendo in Italia un bookshop e all’ultimo piano un giardino d’inverno dove un anfiteatro, con 80 posti a sedere e pannelli proiettivi, potrà ospitare eventi multidisciplinari.  Infine saranno integrati, in questa nuova struttura museale,  gli uffici amministrativi.

Parlo di un museo segnato da passione, amore per la cultura e desiderio di condivisione. Tre lettere M. A. N. un acrònimo che denota carattere e sfrontatezza, quell’osare e quella determinazione di chi ha voluto crearlo,  di chi ha creduto fortemente nel progetto museale che ha permesso di giungere a risultati “inaspettati”: i vari esponenti dell’istituzione Provincia di Nuoro,  il presidente del MAN, dott. Tonino Rocca e chi ha curato nel suo aspetto selettivo ed espositivo il museo.

Morostesa 2019

Spazio Bistrot – Courtesy MAN 

Quest’ultimo progetto in cui si raggiungeranno 1.500 mq di superficie vede la ristrutturazione del nuovo stabile acquisito in Piazza Satta e  una  ripartizione degli spazi espositivi più legata alla contemporaneità, secondo il concept museale americano.

Forse una necessità dovuta ai vent’anni di intensa attività e afflusso di presenze, circa 800.000 di cui 70.000 bambini, fruitori dei laboratori didattici; all’urgenza di dare collocazione alla Collezione Permanente,  ancora riposta nei magazzini del museo ed infine ad un attento coinvolgimento e maggior apertura nei confronti dei fruitori con nuovi spazi quali il bistrot e il bookshop che annullano le rigidità delle vecchie concezioni museali.

In presenza del dott. Tonino Rocca, attuale presidente, e il Direttore dott. Luigi Fassi è stato possibile visitare il nuovo stabile acquisito in Piazza Satta (i cui lavori di ristrutturazione inizieranno a marzo p.v.), dove in occasione della celebrazione del ventennale,  in una trama di colori, forme, segni intrecciati con creatività dall’artista sarda, Daniela Frongia,  è stato possibile ripercorrere a ritroso un percorso espositivo segnato da tanti punti luminosi – tracce di memoria – delle mostre esposte dal 1999 al 2019. Locandine delle mostre, fotografie e lavori dei bambini che hanno partecipato ai laboratori didattici, parte dell’archivio del museo, a testimonianza del valore puro di significazione espresso dai bambini nel cogliere le sfumature o i dettagli di un’opera d’arte.

Installazione dell’artista Daniela Frongia (particolare) ph. LML

Tante le mostre, si contano 100 cataloghi, ma non per tutti gli artisti.  Alcuni,  allora poco conosciuti, oggi sono molto quotati e i loro  linguaggi espressivi sono  oggetto di studio e di approfondimento come Bruno Munari. Nel 1999, il MAN gli dedicò una importante retrospettiva, oltre ad acquisire alcune sue opere.

Nella sala delle meraviglie o “dell’amarcord”, termine di felliniana memoria, c’è forse un velo di nostalgia dove i  ricordi divengono presenza, forano il tempo nel loro apparire, ma rafforzano i significati nel loro unirsi e consolidarsi:  due schermi  con  video di repertorio di tutte le mostre avvicendatesi dal 1999 al 2019 tratte dai vari archivi della Rai, Videolina, o video degli stessi artisti che raccontano di sé stessi e della propria arte.

L’installazione realizzata con i lavori dei bambini in cui tanti piccoli e colorati aeroplanini  si staccano dalla parete del soffitto, volano, volano alti, un po’ come l’evoluzione di questo “piccolo” museo che è riuscito ritagliarsi una collocazione e credibilità tra le istituzioni museali dell’isola.

Con lo sguardo rivolto al futuro l’evoluzione tecnologica diviene struttura fondante e valido supporto per le collezioni museali permettendo più fluidità nella fruizione delle opere d’arte. Qui si inserisce l’attività dello “Studio Inoke” che con un attento lavoro di ricostruzione virtuale ha  raffigurato in 3D gli spazi della nuova struttura museale e con l’ausilio di dispositivi visivi ha permesso di rivivere e percepire le dimensioni e la bellezza dei nuovi spazi espositivi che ospiteranno le mostre temporanee proprio per la contemporaneità degli spazi. L’interazione all’interno della realtà 3D sta divenendo “consuetudinaria” in alcune importanti strutture museali come ad esempio Musei Vaticani, il MoMA di NewYork e altri.

  Rappresentazione di una sala espositiva – Courtesy MAN 

Ieri, venerdi 8 febbraio alle ore 19.00 l’opening che ha dato il via ai tre giorni (fino a domenica 10) di celebrazioni ed eventi per rivisitare il  passato con lo sguardo rivolto al  futuro del MAN, tra lo scorrere del tempo che sedimenta i ricordi, dà vigore al presente  e  una maggior consapevolezza per aver acquisito significati culturali per nuove idee, nuovi orientamenti, nuovi progetti. Sempre in cammino con l’Arte, massima espressione di libertà.

Grazie MAN.

 

©️Lycia Mele Ligios 2019

 

 

 

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