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Cronaca Olbia

Ospedale Tempio, Assl Olbia risponde: “qualunque letto può trasformarsi in sub-intensivo”

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Tempio Pausania, 22 gennaio 2019 – Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la visita della Polizia Municipale di Tempio Pausania presso l’Ospedale Paolo Dettori per verificare l’attivazione di due posti di terapia sub-intensiva promessi dall’Assl Olbia: secondo il Comune tempiese le promesse non sarebbero state mantenute. Di seguito riportiamo la risposta dell’azienda sanitaria.

“Per una corretta comprensione dell’organizzazione dei due posti letto di terapia sub-intensiva all’interno del plesso ospedaliero Paolo Dettori di Tempio è importante comprendere le differenze tra un posto letto sub-intensivo e una struttura di terapia sub-intensiva. Un posto letto sub-intensivo è una “postazione funzionale” che si attiva ogni qualvolta vi sia la necessità di un’assistenza specifica ed è collocato in un determinato spazio appropriatamente individuato all’interno del plesso ospedaliero. La struttura di terapia sub-intensiva, invece, è composta da più posti letto sub-intensivi anche logisticamente aggregati”, si legge nella nota stampa della Assl Olbia.

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“Il posto letto sub-intensivo va considerato come: un monitoraggio non invasivo continuo di tipo emodinamico e respiratorio; una registrazione più frequente dei parametri vitali; un monitoraggio frequente dei parametri ematochimici (ad esempio glicemia, emocromo e altri ancora); un supporto di ossigeno in respiro spontaneo; una maggiore vigilanza infermieristica per l’analisi di questi parametri – spiega l’azienda sanitaria -. Sono ammessi tecnicamente al posto sub-intensivo i pazienti non critici che hanno necessità di maggiore assistenza a causa delle loro condizioni di base o del tipo di intervento subito. Sono esclusi i pazienti definiti critici che, invece, necessitano di un monitoraggio invasivo, di un’assistenza respiratoria meccanica, della somministrazione di amine endovena e di un’assistenza infermieristica assidua (rapporto paziente infermiere da 2/1 fino a 1/1 nei casi più critici)”.

“Mentre, per le sue caratteristiche, l’assistenza intensiva necessita di una struttura apposita in seno a un reparto di terapia intensiva con minimo 6/8 posti letto, 10 medici, 20 infermieri e 6 Oss, un’assistenza sub-intensiva si può organizzare su qualunque posto letto, munendolo di un monitoraggio appropriato, e organizzando l’assistenza medica e infermieristica in modo tale da garantire quanto necessario al paziente“, specifica la nota.

“Da quanto detto appare evidente che se si devono attivare sei posti letti sub-intensivi (misura minima per l’apertura di un reparto sub-intensivo) per rispondere alle esigenze di una popolazione molto vasta di pazienti ricoverati, sarà necessario: trovare un’allocazione precisa all’interno di un plesso ospedaliero, individuare del personale dedicato e avere tutte le strutture di supporto. Se si devono attivare invece due posti letti sub-intensivi, rispondenti alle necessità della popolazione ospedaliera come del caso, questi potranno essere attivati ogni volta che fosse necessario utilizzando i posti letto di un reparto ed il personale in esso disponibile e formato – continua la nota stampa -. In questo senso si parla, infatti, di intensità di cure e di elasticità di gestione delle risorse, spostando non il letto fisico o il paziente fisicamente, ma portandogli il tipo di assistenza necessario. Infine, mentre i letti intensivi sono di pertinenza degli specialisti in Anestesia e Rianimazione, quelli sub-intensivi sono gestiti dai medici specialisti per competenza (chirurghi per i pazienti chirurgici,  cardiologi, medici di medicina generale per quelli medici, ecc.) pur con l’aiuto e la collaborazione degli anestesisti rianimatori”.

“Ciò premesso, nel plesso ospedaliero Paolo Dettori di Tempio si è inteso istituire un posto letto sub-intensivo medico presso il reparto di Medicina e un posto letto sub-intensivo chirurgico presso la piattaforma Chirurgica e/o nella sala di risveglio post-operatorio annessa alle sale operatorie per poter monitorare gli utenti nella fase post-operatoria con un’assistenza più qualificata, efficiente e efficace – specifica la Assl Olbia -. Qualunque letto della Medicina o della Chirurgia (più il letto già presente in sala risveglio che per definizione è sub-intensivo) si può trasformare in sub-intensivo in base alle valutate necessità del paziente, predisponendo sia il monitoraggio (che è mobile), sia l’assistenza infermieristica basata sui criteri che sono stati descritti: cioè controlli frequenti, registrazione dei parametri vitali e altri ancora. Questo permette di far intervenire il medico in caso di peggioramenti o necessità improvvise, tipiche del paziente che necessita l’assistenza sub-intensiva”.

“In attesa del completamento degli organici, previsti dal Piano del Fabbisogno aziendale 2019/2021, l’ATS Sardegna – ASSL Olbia ha temporaneamente deciso di affidare agli infermieri presenti in reparto l’assistenza infermieristica, ai medici della disciplina di riferimento quella medica, con il supporto, 24 ore su 24, degli anestesisti rianimatori già presenti in ospedale – conclude la Assl Olbia -. Appare dunque evidente la volontà e lo sforzo, grazie alla collaborazione dei medici, degli infermieri e dei tecnici dell’intera Area di Olbia, di dare un ruolo e un futuro appropriato, serio e sostenibile al Paolo Dettori, nonostante le ben note carenze di professionisti, non solo in Sardegna ma in tutto il Paese, come più volte riportato da giornali e riviste specializzate o di larga diffusione”.

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