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Cronaca Gallura

Tempio, chiude Chirurgia: Addis si scaglia contro Ats

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Tempio Pausania, 28 agosto 2020 – Proprio ieri pomeriggio il vice sindaco di Tempio Gianni Addis ha firmato e pubblicato una dura lettera contro l’Ats Sardegna, frutto di uno sfogo dopo la notizia della chiusura del reparto di Chirurgia dell’Ospedale Paolo Dettori della città.

“Ancora una volta, dopo numerose segnalazioni, formali istanze e interlocuzioni varie, avute con questa Azienda per ottenere il ripristino della piena funzionalità dell’Ospedale, tutte evidentemente rimaste non solo inascoltate ma, quel che è peggio, negligentemente disattese e trascurate, scrivo a nome dell’Amministrazione comunale che rappresento, della Cittadinanza e di tutta la popolazione del Territorio, quindi come Sindaco reggente di questa Città, e anche nella mia qualità di massima autorità sanitaria locale e di Presidente del Comitato del Distretto Socio Sanitario di Tempio, di recente insediatosi sotto i migliori auspici ma che, a questo punto, devono essere intesi come fallaci e illusori, per denunciare il compiersi dell’ennesima conseguenza di scellerate decisioni prese da questa Azienda ma anche di quelle non prese, visto che le omissioni sono state fin qui molteplici, e riguardanti l’Ospedale di Tempio Pausania che, come ben sapete ha una valenza, irrinunciabile, per l’intero Territorio dell’Alta Gallura, specie in questo frangente di grave emergenza sanitaria.”

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“Arriva, quindi, sostanzialmente, la nuova pesante chiusura di un altro servizio sanitario, quella del reparto di Chirurgia del Paolo Dettori di Tempio, reparto strategico dell’Ospedale e che, come è noto a tutti, già da diversi mesi è stato messo nella condizione – da chi avrebbe dovuto per ruolo istituzionale e di ufficio garantirne invece il pieno ed efficiente funzionamento –, di non poter effettuare neanche il più semplice degli interventi chirurgici.”

“Una decisione, questa di oggi, che possiamo tranquillamente definire “cronaca di una morte annunciata” e che fa seguito a tanti altri nefasti interventi di chiusura di reparti, uno su tutti quello di Ginecologia e Ostetricia in ordine al quale si attendono ancora oggi risposte promesse e mai avute, ma anche di sospensione, interruzione e riduzione di prestazioni sanitarie che in vario modo hanno, di fatto, portato alla piena e completa paralisi dell’Ospedale, privando i Cittadini della possibilità di ricevere cure e assistenza di cui hanno il sacrosanto diritto.”

“La politica di questa Azienda, da noi sempre con forza contestata e denunciata in tutte le sedi, ha, in una parola, negato il diritto alla salute di ciascuno di noi e di una intera Comunità territoriale senza che neanche dagli Organi regionali deputati alla tutela della salute, siano finora pervenute risposte e soluzioni.”

“E’ con sgomento e profondo sentimento di impotenza, che mi chiedo a cosa siano serviti tutti gli incontri fatti anche di recente e mi riferisco, in particolare, a quello della Conferenza socio sanitaria del 13 luglio ad Arzachena, quando i Sindaci dell’intera Gallura hanno chiesto un incontro urgente alla Regione e alla Azienda, rimasto a tutt’oggi privo di riscontro, e a quello del 19.05.2020 a Olbia in occasione del quale i massimi esponenti della Sanità sarda, hanno preso precisi impegni che avrebbero dovuto portare soluzioni e non certo altre gravissime e pesantissime chiusure.

“Ebbene, non si arriva a una tale situazione di compromissione dei servizi, per non dire completo azzeramento, senza responsabilità.”

“Lo scorso 23 giugno, in sede di insediamento del Comitato del Distretto Socio Sanitario di Tempio Pausania, alla presenza di rappresentanti della ATS, è stata sottolineata la urgente e non più procrastinabile necessità di avviare le dovute procedure di selezione per ovviare definitivamente alla cronica mancanza di personale e garantire nel tempo una appropriata dotazione di risorse professionali, mancata a causa di intervenute disastrose decisioni di ridimensionamento e peggio di chiusura dei reparti, ogniqualvolta vi sia un pensionamento o un trasferimento con la giustificazione che mancano i medici per garantire la continuità dei servizi.”

“La carenza di personale che ha determinato e continua a determinare la gravissima situazione di emergenza nei reparti e nei servizi, non dipende – se non in limitatissimi casi – da eventi improvvisi.”

“Nella maggioranza dei casi si tratta, infatti, di circostanze conosciute e prevedibili quali appunto, come si è detto, trasferimenti e collocamento in pensione, oppure malattie e aspettative dovute per legge, tutte situazioni che una attenta gestione organizzativa da parte della Direzione generale dell’Azienda avrebbe dovuto responsabilmente affrontare e risolvere per tempo e da tempo, evitando così che si arrivasse alla situazione drammatica in cui oggi ci troviamo.”

“Ciò che è successo oggi con il reparto di Chirurgia, è l’ennesima dimostrazione della incapacità organizzativa di questa Azienda che risulta ancora una volta incompetente e incapace di governare efficacemente il servizio sanitario regionale, e che ritengo unica responsabile per non aver adottato ogni misura idonea a evitare che si arrivasse a una tale situazione di emergenza nell’Ospedale cittadino, dovuta pare, ancora una volta, alla assenza del personale.”

“Inoltre, ricordo, dopo aver chiesto inutilmente che ci si preparasse a sostituire il personale che andava in pensione, che attualmente un solo medico è presente nel reparto di Cardiologia. Dobbiamo quindi aspettarci nei prossimi giorni, la chiusura anche di quel servizio?”

“Nonostante le promesse e le rassicurazioni, oggi debbo segnalare con forza l’aggravarsi dello stato di crisi in cui versa l’ospedale, le carenze croniche di personale dei reparti (chirurgia ne è l’esempio ultimo, cardiologia, pronto soccorso, pediatria e non dimentichiamo quello di ortopedia costretto, nelle ultime settimane, alla paradossale chiusura nelle giornate di sabato e domenica).”

“Ho già avuto modo di rappresentare, chiedendo interventi risolutivi mai arrivati, che l’assistenza a molti pazienti cronici in più occasioni è stata interrotta e che molte visite ambulatoriali richieste vengono differite nel tempo, a tutto ciò aggiungendosi il Covid che ha ulteriormente acuito e mostrato i già importanti limiti del funzionamento del nostro ospedale.”

“Ma non basta. La TAC è fuori uso da qualche settimana, il centro trasfusionale è praticamente fermo, il laboratorio analisi ha ridotto drasticamente le sue attività. Alcuni strumenti della sala operatoria, funzionali a interventi chirurgici di tipo ortopedico, ormai datati e obsoleti, hanno smesso di funzionare impedendo di fatto l’attività chirurgica del reparto di ortopedia. E ancora, si attendono risposte sulla riapertura del Punto nascita.”

“Un quadro desolante e amaro.” – afferma il vice sindaco Addis.

“Ricordo infine, solo l’ultima formale richiesta in ordine di tempo, da me fatta il 19.05.2020 per il Paolo Dettori, rimasta senza alcun esito e con la quale si chiedeva:
• Riapertura Punto nascita.
• Dotazione della risonanza magnetica per il reparto di Radiologia.
• Efficientamento energetico di tutta la struttura.
• Trasferimento del reparto di Ortopedia al 5° piano;
• Realizzazione al 4° piano, del reparto di terapia intensiva ordinaria, no-Covid, con n° 5 posti letto.
• Ipotesi di realizzazione di una struttura/reparto per lunga degenza al 6° piano.
• Apertura RSA Mantelli (Struttura già pronta).
• Riportare il reparto di Ostetricia al 3° piano.
• Ripristino delle dotazioni organiche dei reparti: Cardiologia – Chirurgia – Dialisi – Pronto Soccorso –
Laboratorio analisi e accorpamento a quest’ultimo, del centro trasfusionale.
• Ottimizzazione delle risorse umane del centro trasfusionale.

“Nonostante il tempo trascorso, niente di quanto chiesto è stato fatto e le uniche risposte sono solo quelle di drastiche chiusure. Ciò che sta da tempo accadendo ai danni della sanità sarda e, per quanto riguarda la nostra realtà locale, dell’ Ospedale di Tempio Pausania, è di una assoluta gravità. Ritengo che non si possa chiudere un reparto o sospendere un servizio perchè manca il personale, ben potendo reperire personale sostitutivo con modalità ordinarie e, quando occorra, straordinarie, o anche attingere da graduatorie esistenti.”

“Mi attendo ora dalla ATS, che ritengo unica responsabile per non aver adottato in attesa di una auspicata riforma al vaglio del Consiglio regionale, ogni misura idonea a evitare che si arrivasse a una tale situazione di emergenza insostenibile, che il reparto di Chirurgia venga riaperto immediatamente, senza ulteriori ritardi e disservizi per la comunità e per il territorio, e che la stessa Azienda ponga in essere le dovute soluzioni organizzative richieste, al fine di prevenire anche per il futuro e per altri reparti, il persistere di così drastiche e dannose decisioni di chiusura e/o sospensione di servizi vitali e delicati per la salute dei Cittadini.”

“Nell’attesa di un urgente e indifferibile intervento, porgo cordiali saluti.

Il Vice Sindaco
Gianni Addis” – si conclude la lettera.

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