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Tempio, 191 positivi al Covid

L'aggiornamento

Tempio, 191 positivi al Covid
Tempio, 191 positivi al Covid
Olbia.it

Pubblicato il 18 gennaio 2022 alle 21:04

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Tempio. Il sindaco di Tempio Pausania Gianni Addis, ha comunicato gli ultimi aggiornamenti Covid. "Cari concittadini, vi informo che i positivi in Città sono 191 mentre i soggetti sottoposti alla misura della quarantena obbligatoria sono 32".
"Questi sono i dati presenti nella piattaforma della Regione Sardegna aggiornati alle ore 20.30 del 18 gennaio e sono gli unici dati ufficiali che pertanto possono essere diffusi e comunicati alla cittadinanza dalle pubbliche autorità".
 
"Infatti, come ormai ben sapete, l’aggiornamento degli elenchi sia dei positivi che delle quarantene viene fatto esclusivamente dal Servizio di Igiene Pubblica presente in ogni Distretto, quindi per noi, dal Servizio del Distretto di Tempio Pausania".
"A questo proposito, è necessario fornire alcune precisazioni, con la speranza che ciò sia utile a dissipare il disorientamento che, seguendo i vostri numerosi interventi sulla nostra piazza virtuale, ho percepito in alcuni di voi di fronte ai dati che riguardano gli aggiornamenti sull’epidemia, che potrebbero non corrispondere a quanto voi vivete nelle vostre case, nei rioni e nei quartieri, a scuola o sul posto di lavoro".
"In questi due anni di convivenza forzata con il virus COVID-19 abbiamo familiarizzato con la terminologia di questa malattia e oggi parole quali lockdown, screening di massa, tamponi, reagenti, positivi, quarantene, sierologico, antigenico, molecolare, sono entrati, purtroppo, nel nostro linguaggio quotidiano. Abbiamo imparato che uno screening di massa ci aiuta, ad esempio, a mappare la popolazione infetta, compresi gli asintomatici, e che esistono diversi tipi di test per tracciare la presenza del virus nel nostro organismo".
 
"Bisogna, anche, considerare che tutti i test molecolari effettuati nel nord Sardegna, compresi quindi Tempio e la Gallura, vengono analizzati solo nei laboratori dell'AOU di Sassari, dell’ospedale di Olbia e presso il Mater, che possono processare giornalmente un alto ma limitato numero di test, con comprensibile e inevitabile ritardo nella conoscenza degli esiti. Si aggiunga poi che con la recente diffusione della variante Omicron, altamente contagiosa, il numero dei positivi è aumentato notevolmente e di conseguenza è aumentato anche quello dei tamponi da eseguire per il necessario tracciamento dei contatti, onde evitare il più possibile la circolazione del virus. Vista la particolare contagiosità tra i giovani, si è inoltre reso necessario effettuare lo screening della popolazione studentesca, eseguendo un altissima quantità di tamponi".
 
"Sta accadendo, quindi, che le segnalazioni dei casi sospetti o degli antigenici positivi superano le capacità di presa in carico in tempi utili da parte del Servizio di Igiene Pubblica che, oltre alle mansioni consuete (che sono molteplici), si trova a dover gestire e monitorare un’enorme quantità di dati, fatto questo che causa inevitabili ritardi sia nel tracciamento che nel caricamento in piattaforma dei dati dell’andamento dell’epidemia virale, nonostante l’incessante lavoro svolto con dedizione e abnegazione da medici, infermieri e personale amministrativo dell’Igiene Pubblica, i quali da ormai due anni sempre in prima linea, sono sottoposti a ritmi di lavoro insostenibili, operando in un contesto di regole e normative assai complesso".
 
"Aspetti non trascurabili di un lavoro che sin dall’inizio dell’emergenza è apparso delicato e cruciale, e dei quali noi tutti abbiamo il dovere di tenere nel massimo conto.
Oltre al numero dei positivi, allo stesso modo viene messo a disposizione dei sindaci per la gestione delle quarantene, l’elenco delle persone del proprio comune che le aziende sanitarie mettono in isolamento secondo le disposizioni di legge e quelle della Regione".
"Spero che questo ci aiuti a capire perché, a volte non vi è coincidenza tra i numeri e le notizie appresi dal vicino, sentiti al bar o riferiti al telefono, che sicuramente corrono veloci, e quelli comunicati tramite la piattaforma RAS dal Servizio ATS, che sono gli unici dati ufficiali che i sindaci possono comunicare".
"Infatti, nella gestione dell’emergenza, tra le competenze dei sindaci, come da disposizioni impartite dal Ministero e dal Prefetto, vi è il dovere di informare la popolazione attingendo ai dati ufficiali sull’epidemia che ATS inserisce sulla apposita piattaforma. Nell’informare i propri concittadini, nessun altro dato può essere preso in considerazione dai sindaci", conclude la nota.