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Cronaca Gallura

Telti: ecco perchè visitare la città dei murales

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Telti, 12 luglio 2020 – Il delizioso territorio di Telti si trova a pochi minuti da  Olbia  ed è raggiungibile  grazie alla   strada SS 127 per Tempio Pausania.

Il comune  con i suoi   2.294 abitanti  sorge dove un tempo si ergeva la romana Tertium. Fu completamente abbandonata a causa delle continue invasioni dei saraceni fino a quando rivide la luce attorno al 1700: la Chiesa vaticana decise di costruire delle chiese campestri che avrebbero attirato le popolazioni dando vita a nuovi  centri abitati. Nell’Ottocento era famosa per la presenza sul suo territorio di uno dei più noti e sanguinari banditi sardi: Laicu Fresi Roglia. Nel Novecento Telti divenne un comune, ottenendo l’autonomia da Tempio Pausania nel 1963.

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Nel cuore del centro urbano c’è molto da visitare. Ad esempio la caratteristica e suggestiva chiesa di Santa Vittoria che   venne costruita  nel 1899 in stile settecentesco  proprio dove un tempo si ergeva un  luogo di culto divenuto insufficiente a contenere l’aumento di popolazione. La sua spartana facciata comunica rigore e quella spiritualità fatta di silenzio e fede. Nel corso degli scavi è stato riportato alla luce  una piccola croce pettorale di origine mediorientale,(Enkolpion) in bronzo, probabilmente di origine  siriana,risalente tra il VI e  il VII secolo dopo Cristo.

Nei pressi della  chiesa di Santa Vittoria troviamo la testimonianza di  quella che fu la Chiesa di Santa Anatolia,risalente al XVIII secolo. Sappiamo di un suo restauro  iniziato nel 1936 e terminato nel 1939. Con l’incedere della   Seconda Guerra Mondiale, la chiesa viene interdetta al culto religioso e in parte cadde in mano ai militari. Ai giorni d’oggi negli anni ’80  l’edificio a causa di  una  rovinosa nevicata, vede cedere la struttura perimetrale, rimanendo ben poca cosa rispetto all’originale. Ciò nonostante il culto per  la Santa Anatolia è rimasto intatto tanto che  il primo fine settimana di maggio si svolge  a Telti si svolge la Festa delle Sante Anatolia e Vittoria. Una tradizionale festa padronale tra il sacro e il profano con tanto di celebrazioni, processione, balli, musica con gruppi folk, poesie in sardo e spettacoli vari.

Telti con la sua particolare e suggestiva architettura urbanistica ha ospitato nel 2019 il progetto LXL, di cui ancora ne sono visibili le tracce. L’evento fortemente voluto dell’Associazione NoArte PaeseMuseo (nata grazie agli  artisti Pinuccio Sciola e Mariano Corda)  intende  promuovere l’arte contemporanea negli spazi pubblici urbani in terra sarda. Oggi le tracce sbiadite o appena accennate dei murales realizzati per l’occasione , conferiscono alla cittadina un’aria retrò. Le  opere di Street Art di Telti rievocano anche le antiche raffigurazioni sarde di una realtà agropastorale che per secoli fu la vera protagonista di questa terra.

Merita una visita il  Museo dello Stazzo che omaggi la tipica struttura  rurale della Gallura. Il termine deriva  dal latino Statio, che sta a significare luogo di sosta. La struttura museale che troviamo a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, presenta  oggetti di uso domestico  provenienti da tutta la Gallura. Sono stati con cura ricreati ambienti domestici tipicamente galluresi . Inoltre nel museo  è possibile osservare ben conservati  centinaia di insetti, farfalle e pesci d’acqua dolce, nonchè  un esemplare dell’Argia, l’unico ragno velenoso esistente in Sardegna.

Il Palazzo del Municipio e il Monumento ai Caduti completano il percorso di interesse urbano. Ma nel  territorio di Telti  sono diversi i siti che possono destare interesse per una visita turistica: il nuraghe Lu Naracu Potzolu, il Santuario di San Bachisio, la Chiesa campestre di Santa Rosa da Lima, Chiesa campestre del Gesù Crocefisso, il nuraghe Sa Prexone de Siana.

Una visita a Telti ci farà compiere un viaggio nel tempo tra storia, antiche  tradizioni e e l’atmosfera di una religiosità sempre attuale. 

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