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Sardinia International Ethnographic Film Festival: 43 i film in concorso

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Compie trent’anni il SIEFF, il Sardinia International Ethnographic Film Festival, la prestigiosa rassegna organizzata a Nuoro dall’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico: un appuntamento biennale che dal 1982 concentra nel capoluogo barbaricino pellicole, cineasti, etnoantropologi, per compiere un viaggio ideale attraverso tutte le latitudini del globo, alla scoperta dell’uomo negli stili di vita e nelle usanze tradizionali, nelle reazioni alle trasformazioni delle società, nell’adattamento all’ambiente e al passare del tempo, nel modo di relazionarsi in pubblico e in privato.

Interamente ospitata all’Auditorium del Museo Etnografico (in via Antonio Mereu 56), la sedicesima edizione del SIEFF prende il via sabato 15 settembre alle 16.30 con i saluti dell’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Sergio Milia, del sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi e del presidente dell’ISRE Salvatore Liori, seguiti dalla prolusione inaugurale di Antonio Marazzi, docente di Antropologia culturale all’Università degli studi di Padova e rappresentante delle discipline antropologiche presso il Comité de Philosophie et Sciences Humaines dell’UNESCO.

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Fino al 22 settembre sono in programma proiezioni, soprattutto, con la visione lungo sei giornate – da lunedì 17 sabato 22 – di tutti i film partecipanti al concorso internazionale riservato a documentari di interesse etnoantropologico, il cuore dell’intero festival, ma anche di alcuni titoli “fuori concorso”; e poi presentazioni, dibattiti sull’evoluzione dell’antropologia visuale, concerti. Un ricco ventaglio di proposte, tutte ad ingresso gratuito, da vivere in compagnia di registi, autori, studiosi ed appassionati che partecipano al festival.

  • Il Concorso internazionale di produzioni audiovisive e cinematografiche

Piatto forte della otto giorni nuorese, come detto, è il Concorso internazionale di produzioni audiovisive e cinematograficheQuarantatré i documentari in lizza, scelti tra le duecentocinquantasei opere pervenute al comitato selezione del SIEFF, organismo composto da David MacDougall (regista ed etnografo del Centre for Cross-Cultural Research dell’Australian National University a Canberra), Marc-Henri Piault (antropologo e presidente del Comité du Film Ethnographique di Parigi) e dal direttore generale dell’ISRE Paolo Piquereddu.

Girati in una trentina di paesi diversi (Afghanistan, Albania, Argentina, Bangladesh, Brasile, Camerun, Croazia, Cuba, Etiopia, Giappone, Grecia, Guatemala, India, Iran, Italia, Marocco, Mongolia, Namibia, Nepal, Niger, Olanda, Perù, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Sudan del Sud, Vietnam, Yemen), i film in gara toccano tematiche differenti. Trovano spazio, ad esempio, storie riguardanti il lavoro, l’immigrazione e l’integrazione tra culture, la guerra civile, l’emarginazione sociale nelle città, la lentezza e la semplicità della vita in comunità isolate, la musica come espressione identitaria di popoli e idee, ma anche ritratti di intellettuali e di uomini dediti alla ricerca spirituale o, in altri casi, di persone comuni. Una variegatissima carrellata di volti, storie, luoghi e temi differenti, dunque, che il pubblico del SIEFF potrà seguire da lunedì 17 settembre avenerdì 21 in tre turni di proiezioni giornaliere – alle 9, alle 15 e alle 21 – e in un’ultima sessione la mattina di sabato 22 (sempre a partire dalle 9).

Un’intensa settimana di visioni che porterà sullo schermo del Museo Etnografico le immagini di “Tea or Electricitydi Jérôme Le Maire, “Polyphonia – Albania’s Forgotten Voices” di Reinhardt Björn e Pistrick Eckehard, “Daughters of Malakeh” di Sharog H. Manesh e Jet Homoet, “Altra Europa” di Rossella Schillaci, “Ritorno a Zara” di Andrea Lotta, “Buriganga” di Michelle Coomber, “Tobacco Truths and Rummikub” di Steef Meyknecht, “Ritual Journeys” di Dawa Lepcha e Anna Balikci, “Juarké: Boys Made Men in Mboum Society” di Saliou Mohamadou, “Solo andata, il viaggio di un Tuareg” di Fabio Caramaschi, “The Arrow of Seven Flames” di Evgeny Alexandrov e Elena Danilko, “Our Newspaper” di Eline Flipse, “A Soviet Pen-friend” di Gábor Zsigmond Papp, “A Life as Jimmy” di Mai Rasmussen e Rachel Charlotte Smith, The Boy Mir – Ten Years in Afghanistan” di Phil Grabsky, “Twelve NeighboursOdos sfaktirias” di Marianna Economou, “Il cineasta è un atleta, conversazione con Vittorio de Seta” di Vincent Sorrel e Barbara Vey, Roman Restaurant Rhythms” di Michael Herzfeld, “Katka” di Helena Trestikova, “Come gli uccelli – La rue à Kinshasa” di Adriano Foraggio, “Milongueros” di Andrea Zambelli e Andrea Zanoli, “Love Stories From Moscow 1993 – 2009″ di Christoph Boekel, Ayahuasca” di Viliam Poltikovič, “Lettere dal deserto (elogio della lentezza)” di Michela Occhipinti, “My Bangalore: Portraits from Hakki Pikki Colony” di Pankaj H Gupta,People I Could Have Been and Maybe Am” di Boris Gerrets, “The Lover and The Beloved: A Journey Into Tantra” di Andy Lawrence, India, What Has To Be Photographed!” di Irina Linke, “Kinshasa Symphony” di Claus Wischmann e Martin Baer, La Montée Au Ciel” di Stéphane Breton, Bitter Roots: The Ends of a Kalahari Myth” di Adrian Strong, “The Well: voci d’acqua dall’Etiopia” di Paolo Barberi e Riccardo Russo, “Il Maggio delle mondine” di Francesco Marano, Ippo Ippo” di Shotaro Wake, “The Reluctant Revolutionary” di Sean McAllister, “Motorbike” di Bert Schmidt, “Los Refrigeradores – Cuba on the Rocks” di Thomas Lehner, “Un cammino lungo un giorno” di Filippo Ticozzi, “Masters of Overtone Singing / Maîtres de chant diphonique” di Jean-François Castell, “Francilene – Storia di una quebradeira” di Stefania Donaera, Per noi il cinema era ‘Proibito'” di Sergio Naitza, Il passo dei misteri” di Giovanni Angeli e Paolo Angeli, “L’uomo d’argento” di Marta Anatra. Tutti i film sono sottotitolati ed è prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese.

Le pellicole in concorso si contendono il Premio “Grazia Deledda” per il miglior film (del valore di 10.350 euro), il Premio per il miglior film prodotto e ambientato in paesi del Mediterraneo, il Premio per il miglior film di autore sardo e il Premio per il film più innovativo (ciascuno dell’importo di 6.200 euro), attribuiti dalla giuria composta dagli antropologi Paolo Chiozzi (Università di Firenze), Judith MacDougall (Australian National University di Canberra), Antonio Marazzi (Università di Padova), Colette Piault (presidente della Société Français d’Anthropologie Visuelle) Rossella Ragazzi(dell’Università norvegese di Tromsø).

Tutti i premi verranno assegnati nel corso della cerimonia di premiazione, in programma sabato 22 settembre alle 18, al termine della quale verrà proiettato il documentario vincitore del Premio “Grazia Deledda”.

  • Trent’anni con il SIEFF

Accanto al Concorso, e in occasione del suo trentennale, il SIEFF 2012 propone, domenica 16 settembre, una serie di appuntamenti per ripercorrere la storia del festival e le innovazioni intervenute negli ultimi decenni nell’antropologia visuale. Momento culminante di questa sezione di eventi è la tavola rotonda “Trent’anni di Antropologia Visuale: 1982 – 2012″. All’incontro, in programma dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, intervengono gli etnoantropologi Paolo Chiozzi, Francesco De Melis, David MacDougall, Antonio Marazzi, Colette Piault, Marc Piault, Paolo Piquereddu, Rossella Ragazzi. La sessione di studi sarà scandita dalla visione di spezzoni dei film citati dai relatori e di quattro pellicole fuori concorso: “Cinesica 2 – BarbagiaIs Launeddas e Cantigos a Boghe e Chiterra”, di Diego Carpitella (nell’edizione restaurata promossa dall’ISRE Sardegna e curata daFrancesco De Melis)“I cieli e la terra”, una ricognizione cinematografica sulla musica para-liturgica e la devozione popolare nel Lazio di Francesco De Melis“Schoolscapes”, un documentario del 2007 di David MacDougall sulla Rishi Valley School, una famosa scuola dell’Andhra Pradesh (India del Sud) caratterizzata da un sistema educativo informale basato sulla filosofia pedagogica di Krishnamurti; e “Firekeepers”, di Rossella Ragazzi, sulla pratica dello Yoik, un’antichissima forma musicale e poetica diffusa in Norvegia presso il popolo Sami.

  • Film di famiglia in Sardegna

Sempre domenica 16 (a partire dalle 18), l’ISRE presenta i risultati di un altro suo importante progetto, “Film di famiglia in Sardegna”. Realizzata in collaborazione con l’Università di Sassari e l’Associazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, l’iniziativa ha consentito nei mesi scorsi, attraverso un apposito bando di selezione, la raccolta e la digitalizzazione di pellicole amatoriali girate in Sardegna, con l’obiettivo di preservare dei preziosi documenti, che rappresentano un patrimonio immenso e disperso in grado di offrire uno sguardo inedito sull’intera società isolana del Novecento. Nel corso dell’appuntamento, al quale intervengono il Presidente dell’Associazione Home Movies-Archivio Nazionale del film di famiglia Paolo Simoni e per l’Università di Sassari la ricercatrice Sara Filippelli, la docente Lucia Cardone e il preside della Facoltà di Lettere Aldo Maria Morace, è prevista la proiezione di una selezione dei film raccolti e la riconsegna delle pellicole ai proprietari.

  • Eventi speciali

La giornata si chiude alle 21 con la proiezione di “Formato ridotto, libere riscritture del cinema amatoriale”, di Antonio Bigini, Claudio Giapponesi ePaolo Simoni. Nella pellicola, presentata a Nuoro fuori concorso, gli scrittori Enrico Brizzi, Ermanno Cavazzoni, Emidio Clementi, Ugo Cornia e gli autori del collettivo Wu Ming 2, innestano narrazioni originali sulle immagini tratte dall’Archivio Nazionale del Film di Famiglia.Compie trent’anni ilSIEFF, il Sardinia International Ethnographic Film Festival, la prestigiosa rassegna organizzata a Nuoro dall’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico: un appuntamento biennale che dal 1982 concentra nel capoluogo barbaricino pellicole, cineasti, etnoantropologi, per compiere un viaggio ideale attraverso tutte le latitudini del globo, alla scoperta dell’uomo negli stili di vita e nelle usanze tradizionali, nelle reazioni alle trasformazioni delle società, nell’adattamento all’ambiente e al passare del tempo, nel modo di relazionarsi in pubblico e in privato.

Da non dimenticare, inoltre, altre due proiezioni di importanti film fuori concorso. Fresco dei consensi ottenuti all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, dove ha vinto la prima edizione del Premio Schermi di Qualità, sabato 15 (alle 18.30) tocca al recentissimo “Bellas Mariposas”, il lungometraggio di Salvatore Mereu tratto dall’omonimo racconto di Sergio Atzeni.

Sabato 22 (alle 16) è invece la volta dell’indimenticabile “Tempus de Baristas”, documentario girato nel 1992 (e edito l’anno dopo) da David Mac Dougall nel cuore della Sardegna.

Nel cartellone del sedicesimo SIEFF c’è spazio anche per la musica con i concerti di due artisti nuoresi, entrambi volti assai noti della scena musicale sarda: sabato 15 (ore 21) tiene banco il sassofonista Gavino Murgia con il bandoneonista marchigiano Daniele Di Bonaventura, sul palco del Museo Etnografico insieme ai Tenores Gòine di Nuoro in un progetto intitolato “Il suono del sacro”; sette sere dopo (sabato 22, sempre alle 21) riflettori puntati sul chitarrista, pianista e compositore Battista Giordano alla testa del suo sestetto – con il soprano Paola PuggioniCarlos Garfias e Alessio De Vita ai violini, Francesco Pilia alla viola e Luca Pischedda al violoncello – per suggellare la sedicesima edizione del SIEFF.


 

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