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Cronaca

Sardegna: tarda ancora la legge anti Gap

Sardegna: tarda ancora la legge anti Gap
Sardegna: tarda ancora la legge anti Gap
Olbia.it

Pubblicato il 12 dicembre 2017 alle 16:55

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Olbia, 12 dicembre 2017 - In Sardegna la spesa media pro-capite per il gioco nel 2016 è stata di 329 euro l’anno. Questo è il dato ufficiale che emerge dal Piano Regionale 2017 a contrasto del gioco d’azzardo patologico presentano nel mese di marzo dai Monopoli di Stato.

La Sardegna è una delle regioni ‘meno virtuose’ del segmento: la spesa netta totale nel 2016 è stata di 467 milioni di euro, una cifra nettamente superiore a Lombardia (3,5 miliardi di euro), Lazio (1,9 miliardi di euro) e Campania (1,8 miliardi di euro), regioni che fanno da traino al comparto che ha versato nelle casse dell’Erario oltre 9 miliardi di euro, secondo quanto pubblicato lo scorso mese da Giochidislots . Gli introiti derivano principalmente dalle slot machine diffuse ormai in qualsiasi luogo di ristoro presente sull’isola, mentre manca ancora una legge che possa disciplinare il gioco d’azzardo. Nei mesi scorsi era stato presentato un piano regionale finalizzato alla prevenzione e alla cura delle patologie provocate dal Gap, ma la Sardegna, insieme a Calabria e Sicilia, non ha ancora provveduto ad adottare regole proprie sull'argomento, ad esempio sui limiti da imporre alla diffusione delle slot machine.

Perché la normativa tarda ad arrivare? A rispondere alla domanda è Francesco Agus, consigliere regionale appartenente al Gruppo Misto, primo firmatario di una delle due proposte sul tema presentate nel 2014, ma mai calendarizzate (l'altra proposta è di Salvatore Demontis, del Partito Democratico). Angus ha riferito che in questi mesi la commissione Sanità è alle prese con la riforma della rete ospedaliera, ed è questo il motivo del ritardo dell’attuazione delle riforme. “Si deciderà cosa fare al termine di questa riforma, posto che il testo non è ancora stato inserito all'ordine del giorno. La discussione è ancora in fase embrionale: sarà la commissione ad affrontare i problemi. Probabilmente il testo potrebbe cambiare alla luce dell'intesa in Conferenza Unificata ma per ora non si sta pensando a questa eventualità. Per quanto mi riguarda credo che ormai sia più probabile, per motivi di tempo, che la Sardegna si doti semplicemente della legge statale", ha aggiunto.

La scorsa primavera, la giunta regionale, rispondendo ad un'interrogazione dello stesso Agus, che invitava ad “intervenire con decisione per attuare programmi regionali per la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza da gioco d’azzardo, e per l’assistenza delle persone già affette da ludopatia attraverso percorsi terapeutici e di reinserimento sociale”, aveva promesso di adoperarsi al più presto per mettere mano al riordino del sistema della tutela delle patologie da gioco attraverso l’introduzione di una delibera che includerebbe nel bilancio regionale una spesa annua di svariate centinaia di migliaia di euro da destinare alla prevenzione e alla cura della patologia. La normativa, tuttavia, ad oggi, è ancora molto lontana dall’ approvazione.

E mentre la Sardegna vive una situazione di stallo normativo, in Calabria la legge potrebbe essere calendarizzata entro gennaio 2018. È quanto ha riferito Arturo Bova, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta, primo firmatario del testo "Interventi regionali per la prevenzione ed il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione di una cultura della legalità e dell'economia responsabile”. "Dopo l'approvazione della commissione Affari istituzionali, compresi i 18 emendamenti presentati, manca soltanto il sì della commissione Bilancio ma ormai è un dato formale perché i dipartimenti hanno trovato la copertura, dopo un lavoro di sei mesi, pari a 6 milioni di euro. C'è già un'approvazione di fatto: non la portiamo subito in commissione Bilancio in quanto essendo una copertura importante necessita l'ok del Bilancio per l'esercizio finanziario 2017 che è in programma a gennaio 2018. Perciò la legge sarà calendarizzata o nella stessa seduta di Consiglio per l'approvazione del bilancio o in quello che si terrà dopo due o tre giorni, quindi al massimo entro gennaio", ha dichiarato Bova.

La Sicilia, invece, forte dell’accordo raggiunto in Conferenza Unificata, si dichiara pronta ad intervenire per proporre una legge capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e della Regione Sicilia. “Seguendo le indicazioni stabilite con l’intesa, sulla base dell’articolo 14 della delega fiscale, con la riduzione di almeno il 30 percento delle Awp in circolazione, la determinazione di un numero massimo di sale e di corner per le scommesse, la riduzione di spazi pubblicitari, l’innalzamento del Preu ci permette di poter effettuare i controlli sul territorio e strutturare una legge, in termini chiari, sul gioco”, ha commentato l’assessore uscente alla salute Baldo Gucciardi.