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Cronaca Gallura

Sardegna: la transumanza patrimonio dell’Unesco

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 Olbia, 12 dicembre 2019- Una tradizione agropastorale diffusa in Sardegna e che nella fertile piana di Olbia affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni più antiche, quando la transumanza era un’attività necessaria per l’approvigionamento del foraggio e il benessere del bestiame. 

Ogni sei mesi, stagione estiva e invernale, mandrie e pastori migravano percorrendo i lunghi sentieri che collegavano il Monteacuto alle fertili terre della Gallura.  Ieri l’antica pratica della transumanza del bestiame è stata proclamata patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

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“Una bella e positiva notizia per il mondo agropastorale e per la Sardegna in particolare” così a commentato il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu la decisione del Comitato intergovernativo dell’Unesco riunitosi a Bogotà, in Colombia per tutelare l’antica pratica della pastorizia che consiste nella migrazione stagionale.

“Contiamo”, prosegue il presidente Cualbu, “una lunga tradizione nel settore ed è identificato come il simbolo della nostra economia. Un riconoscimento prestigioso e dai risvolti potenzialmente importanti che valorizza il nostro patrimonio culturale, sociale, ambientale ed identitario”.

La candidatura della transumanza, avanzata nel 2017,   ha visto l’Italia capofila di una alleanza con Grecia e Austria. L’intento era quello di tutelare una pratica ancora oggi diffusa sia nel Centro e Sud Italia, ma che sicuramente ha lasciato in  Sardegna un forte segno identitario: “i percorsi della transumanza sono custodi un ricco patrimonio sociale, culturale, ambientale che merita di essere tutelato e tramandato” ha continuato Cualbu.

“Per questo è fondamentale difendere il lavoro del pastore e riconoscere un prezzo equo al proprio lavoro oggi minacciato dai bassi prezzi pagati per latte e carne dovuti alle speculazioni” ha rimarcato il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba.

Un lavoro, quello della pastorizia, per il quale, su iniziativa della Provincia di Nuoro era stato già riconosciuto patrimonio dell’UNESCO il Pastoralismo. 

Nel Mediterraneo la Sardegna è anche la prima regione in cui si pratica l’allevamento degli animali al pascolo. 

Sono circa 12 mila i pastori  e circa 25 mila sono le persone che lavorano nel comparto. Un settore che vanta 3 prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta (Dop) : il pecorino Romano,  il Fiore sardo, uno dei formaggi più antichi d’Europa e l’Igp dell’agnello.

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