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Cronaca Sardegna

Sardegna: la tradizione ecologica dell’architettura in terra cruda 

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Olbia, 8 novembre 2020 – I cambiamenti climatici e la crescente preoccupazione per l’ambiente, stanno rendendo fondamentale un approccio diverso anche all’architettura residenziale. La sostenibilità  sarà la vera protagonista del nostro futuro in cui lo sviluppo dell’architettura eco  guarderà  verso  un minore  impatto ambientale e un conseguente azzeramento dei consumi energetici.

Il progettare ecosostenibile è basato  sulla fattibilità   legata allo studio  dei sistemi passivi per la climatizzazione, all’analisi  bioclimatico del sito, alla gestione responsabile  delle risorse naturali, e all’uso dei materiali naturali. A tal proposito la nostra  Sardegna risulta essere tra le regioni d’Italia che vantano una tradizione di architettura in terra cruda. Si tratta di  un antico materiale da costruzione dalle ottime caratteristiche, che detiene il primato di essere stato utilizzato fin dall’8000 a.C. Sulla nostra Isola la terra cruda è stata individuata da diversi archeologi quale antico materiale da costruzione fondamentale nella costruzione delle abitazioni.

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Si tratta di un antico metodo costruttivo che negli anni ’70 è stato rimpiazzato dall’uso dl cemento. Di recente è tornato alla ribalta, grazie a quei comuni sardi che intendono recuperare e valorizzare il loro patrimonio storico-architettonico. 

Infatti tale materiale  si è rivelato essere un eccellente isolante, è dotato di un forte potere traspirante e presenta inoltre ottime caratteristiche di resistenza. Detiene  apprezzabili proprietà di isolamento termico e acustico, resiste all’elettromagnetismo, nonché  è completamente riciclabile. In aggiunta, regola naturalmente l’umidità e la temperatura interna dell’abitazione. Ciò accade in quanto  i mattoni in terra cruda hanno una massa doppia rispetto ai moderni mattoni in terra cotta, e una volta che internamente la temperatura interna raggiunge il livello ottimale, questa si mantiene costante.

Costruire con la terra contribuisce a sviluppare diversi benefici  tra cui l’incremento dell’economia locale autoctona, conseguente abbattimento costi/energia per il trasporto, abbattimento consumo energetico nella produzione, la riciclabilità, la riduzione dei residui di produzione, e la facile reperibilità   dei principali componenti materiali.

Attraverso le pagine del sito terracruda.org si possono scoprire le varie tecniche  di costruzione  che possiamo ritrovare  in Sardegna. Ad esempio i mattoni che generalmente sono  definiti adobe,  e che localmente ritroviamo con il nome di ladiri o ladirini, hanno una costituzione molto particolare.

Vengono realizzati con un impasto di terra, acqua e paglia posto in  uno stampo, e  messi ad essiccare all’aria aperta sino alla loro  completa asciugatura. La terra è un materiale in cui ritroviamo sabbie, limi, ghiaie, e argilla. L’impasto ottenuto con l’acqua  si presta a una  messa in opera utilizzando diverse tecniche. I componenti realizzati possono essere utilizzati per murature, pannelli isolanti, coperture, finiture, pavimenti, rivestimenti arredi, e molto altro ancora.

In  Sardegna ritroviamo alcune  realtà artigianali che localmente producono  questi mattoni in terra cruda, sia  manualmente che meccanicamente. La  posa in opera dei ladiri viene completata con l’impiego  di malta con  terra, o con la malta di calce. Malgrado i numerosi vantaggi di questo materiale e della sua tecnica edilizia ,si riscontrano  però alcuni problemi che scoraggiano un  suo impiego massiccio. La scarsa resistenza agli agenti atmosferici che ne richiede in aggiunta l’utilizzo di  protezione esterna, e una  resistenza meccanica non sempre adeguata.

Oggi  i prodotti in terra cruda più richiesti sono soprattutto  le finiture e gli intonaci che conferiscono anche  originalità alla costruzione. Ovunque la terra è un materiale in fase di riscoperta specialmente nel mercato dell’edilizia eco-compatibile, studiando  prodotti a base terra cruda, che spaziano dagli elementi per muratura alle malte per intonaci. Il suo  poco utilizzo spesso è da imputarsi  alla  mancanza d’informazione  sulle caratteristiche di questo materiale, e dei suoi benefici utilizzi. Inoltre la terra cruda è percepita spesso solamente  come materiale povero.

Attraverso l’interessante cortometraggio “Ladiri” realizzato da Andrea Mura, possiamo conoscere  le storie di alcuni anziani sardi, che raccontano della   terra cruda e del suo utilizzo per la realizzazione dei ladiri.

Il comune di Samassi è  un comune sardo dove la terra è il materiale costruttivo tradizionale per eccellenza, a cui vanno aggiunti Decimoputzu, Fluminimaggiore, Fortei, Gonnosfanadiga, Guspini, Musei, Nuraminis, Pabillonis, Samatzai, San Gavino, Monreale, San Sperate, Sardara, Segariu, Selargius, Serramanna, Serrenti, Settimo San Pietro, Solarussa, Soleminis, Ussana, Ussaramanna, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia, e Villasor.

Per ulteriori interessanti approfondimenti si può visitare il sito: terracruda.org dove possiamo fare la conoscenza con l’Associazione delle Città della terra cruda. “L’associazione è nata  nel 2001 come alleanza tra le città che riconoscono il valore delle architetture e degli insediamenti in terra cruda quali componenti del paesaggio che caratterizzano il loro territori, come base per un modello di sviluppo sostenibile”.

Mattone crudo, terra e paglia, blocchi compressi, pisè, torchis, graticcio bauges, massone sono alcune delle variabili d’impiego della terra cruda. Un sapere antico che oggi più che mai torna attuale, nel rispetto della Terra, e della nostra cultura tradizionale.

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