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Cronaca Sardegna

Sardegna, manovra finanziaria 2019: le famiglie al centro

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Cagliari 15 dicembre 2018- “Una finanziaria nel segno della giustizia sociale” così è stata definita dal presidente Pigliaru la manovra finanziaria regionale per il 2019. Una misura  “pensata per una Sardegna che comincia a uscire dalla crisi, come attestano i dati molto positivi sull’occupazione, e costruita per distribuire equamente benefici che devono essere garantiti a tutti e non solo ad alcuni” – ha continuato il presidente. 

I dettagli della manovra approvata ieri sera, per il secondo anno di seguito senza ricorrere all’esercizio provvisorio – il che significa poter iniziare a spendere dal primo giorno dell’anno per famiglie, imprese e territori – sono stati illustrati in conferenza stampa dal presidente della Regione Francesco Pigliaru con l’assessore del Bilancio Raffaele Paci, il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, il presidente della Commissione Bilancio Franco Sabatini, capigruppo e consiglieri della maggioranza.

Morostesa 2019

Per l’anno che verrà le famiglie saranno messe al centro. E poi attenzione massima per i Comuni, tutela delle fasce più deboli e dei disoccupati, più sviluppo per creare nuova occupazione, debito della Sanità azzerato. La Finanziaria per il 2019 progetta il futuro della Sardegna con 8 miliardi e 200 milioni tenendo le tasse più basse d’Italia per lasciare 130 milioni in più a disposizione delle imprese e 100 delle famiglie, garantisce più risorse per ciascun settore e prosegue la battaglia con lo Stato sugli accantonamenti non riconoscendo il pagamento di 285 milioni di euro. 

Nel corso della conferenza stampa il presidente ha sottolineato “Siamo consapevoli che in questa fase le disuguaglianze sono ancora forti e per questo abbiamo lavorato sì nella direzione dello sviluppo e della crescita, ma con l’obiettivo chiaro di raggiungere il massimo delle persone, mettendo un’attenzione particolare sui giovani, sulle famiglie, su chi si trova ad affrontare il cambiamento da una posizione di maggior debolezza. Credo di poter dire che dalla Sardegna oggi parte un segnale politico forte per tutto il centrosinistra: non basta cantare le lodi di una ripresa perché se ne avvertano i benefici, ma bisogna lavorare perché questo miglioramento appartenga a tutti e tutti se ne sentano parte”, ha concluso Francesco Pigliaru, ringraziando il Consiglio regionale, la maggioranza la Commissione Bilancio naturalmente l’assessorato della Programmazione “che in questi anni si è impegnato al massimo partendo da una situazione disastrosa per arrivare, oggi, a un risultato così apprezzabile.”

“Lasciamo una Sardegna con i conti in ordine, anche nella sanità, una sfida difficile e mai vinta in passato, e allo stesso tempo teniamo le tasse più basse d’Italia, ci occupiamo delle famiglie e dei Comuni, pensiamo alle politiche per il lavoro e all’istruzione. Tutto questo è possibile grazie al nostro buon governo, abbiamo fatto una severa spending review mettendo ordine nei conti pubblici e facendo così calare il debito pubblico sardo di 130 milioni e i vecchi debiti di 2 miliardi e 200 milioni. E oggi possiamo vantare questi risultati”, ha detto l’assessore Paci. “Voglio ripeterlo e ribadirlo: non è una manovra elettorale, perché, se lo fosse, i 169 milioni che abbiamo destinato alla copertura del disavanzo presunto della sanità nel 2019 li avremmo spesi e non certo messi da parte. Ora ci auguriamo che il governo gialloverde riconosca che quei 285 milioni di accantonamenti non sono più dovuti e che non ce li imponga nuovamente: se lo farà, noi siamo pronti a impugnare la finanziaria nazionale. Portiamo avanti con decisione la battaglia sugli accantonamenti, che deve essere una battaglia unitaria di tutti i sardi. Dopo anni di buio, il Pil è in crescita e i dati su occupazione e disoccupazione hanno superato i livelli pre-crisi: c’è ancora molto da fare”, conclude Paci. “Ma siamo orgogliosi di tutto quello che abbiamo fatto, e siamo sicuri di aver messo solide basi per garantire un futuro migliore alla Sardegna e ai nostri giovani”.

STANZIAMENTI BASE – Ordine pubblico e sicurezza 38 milioni; Istruzione e diritto allo studio 195; Cultura, Sport e Tempo libero 100; Turismo 80; Territorio ed edilizia 80; Ambiente 664; Trasporti 671; Politiche sociali 382; Sanità 3,7 miliardi; Sviluppo economico ed energia 190 milioni; Politiche per lavoro e formazione 182; Agricoltura e Pesca 221 + 158 non contabilizzati nel bilancio regionale.

I PROVVEDIMENTI PIÙ IMPORTANTI PER I COMUNI – Finanziamenti per oltre 800 milioni di euro, per i Comuni: 600 milioni all’anno attraverso il Fondo Unico e, nel triennio, 50 milioni per sanare il dissesto finanziario, 51 per interventi di ristrutturazione nei piccoli comuni in graduatoria, 75 milioni per la programmazione territoriale. Ancora: 3 milioni per i centri con aree interessate da gravi forme di deindustrializzazione, cave dismesse, impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani o produzione di energia da fonte fossile. I Comuni che hanno subito una rilevante diminuzione degli occupati nel settore della forestazione riceveranno 4 milioni e 800mila euro. Altri 7,1milioni di euro sono ripartiti fra una quarantina di Comuni per finanziare interventi mirati nel territorio: musei, oratori, giardini pubblici, infrastrutture, chiese, cimiteri, ex mulini, teatri civici, cinema, strade. Infine, 500 mila euro all’anno fino al 2021 per progettare l’interconnessione tra i bacini idrografici della Sardegna per fronteggiare le crisi idriche, 200mila euro all’anno per tre anni all’Anci per valorizzare offerte di turismo culturale nei comuni, 10 milioni per lo scorrimento delle graduatorie per la valorizzazione dei centri urbani. 15 milioni vanno poi alle Province, per garantire servizi ai cittadini e stipendi ai dipendenti.

PACCHETTO FAMIGLIA, LA GRANDE NOVITÀ – Muove 65 milioni. Prima di tutto, gli sgravi fiscali per i figli a carico. Con 25 milioni di euro viene garantita la detrazione di 200 euro a figlio, 300 se disabile, fino ai 18 anni, per un reddito fino ai 55mila euro. 10 milioni e 500mila euro sono destinati all’abbattimento fino all’80% del costo di trasporto per gli studenti di scuola media inferiore, superiore e per gli universitari. 25 milioni di euro sono destinati alla ristrutturazione delle abitazioni private, con un meccanismo di premialità per interventi che prevedono efficientamento energetico e vengono realizzati nei piccoli comuni delle zone interne, in ottica antispopolamento (2 milioni sono riservati ai Comuni del Piano Sulcis); 4 milioni, articolati in voucher, vanno ai genitori di bambini da 0 a 36 mesi per avere diritto a uno sconto sulle rette degli asili nido.

REIS E LAVORAS, DUE ECCELLENZE – 45 milioni sono destinati al Reis, il reddito di inclusione sociale che la Sardegna ha introdotto fra le prime regioni italiane: un aiuto concreto, reale, ormai una misura stabile a protezione delle fasce più deboli e disagiate della società. Oltre che delle fasce più deboli, la Finanziaria si occupa anche dei disoccupati: con 70 milioni per ciascuno degli anni 2019-2021 viene rifinanziato LavoRas, il programma per il lavoro varato con128 milioni nel 2018, che si divide nelle misure cantieri comunali e bonus occupazionali. Un provvedimento che ha avuto grande impatto nel sistema economico della Sardegna, in particolare nella parte cantieri che ha visto la partecipazione di 371 Comuni sardi e il coinvolgimento di centinaia di disoccupati. All’interno del programma vengono inoltre previsti interventi specifici per le crisi industriali e i pescatori.

SANITÀ, DEBITO AZZERATO E ALTRI INTERVENTI – Con 600 milioni di euro viene di fatto azzerato il debito della sanità e, con 167 milioni si garantisce la copertura del disavanzo presunto per il 2019. Con 10 milioni si garantisce l’adeguamento del contratto degli infermieri, 5 milioni vanno al personale 118 delle associazioni onlus e delle cooperative sociali convenzionate col Servizio di emergenza-urgenza, 7 ai contratti del comparto sanità per l’incremento della produttività finalizzato alla riduzione delle liste d’attesa. 500mila euro sono destinati alle prestazioni extra Lea per pazienti affetti da patologie irreversibili che non fruiscono del sistema delle cure domiciliari integrate, 100mila alle patologie rare extra Lea, 29 milioni all’Ats per gli accordi integrativi regionali per medicina generale, pediatria di libera scelta e emergenza sanitaria territoriale, 2 milioni agli accordi integrativi regionali per la medicina specialistica ambulatoriale interna. Infine, 200mila euro saranno utilizzati per rimborsare le spese di esami prevaccinali per i bambini della scuola dell’infanzia e delle sezioni primavera a rischio per possibili reazioni allergiche e 30mila euro per terapie ai bambini autistici.

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