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Sport

Sardegna e solidarietà: quando la moto unisce le Regioni e i Continenti

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Padova, 31 ottobre 2020 – La Sardegna è sempre stata tra le mete preferite per gli appassionati delle due ruote provenienti da tutta Europa e non solo. È molto emozionante assistere ogni volta allo sbarco dei riders che giungono in grandi gruppi. Tutti iper equipaggiati spesso provenienti dall’Europa del nord, si apprestano su moto di grandi cilindrata a compiere emozionanti tour tra entroterra e costa, alla scoperta degli  itinerari sardi molto appassionanti.

Sempre più spesso lo sport in tutte le sue forme, sposa cause solidali. Come ad esempio il Marco Polo Team che fin  dalla sua nascita nel 2004, ha manifestato l’interesse a iniziative di beneficenza. L’associazione di bikers è affiliata A.I.C.S.  e al CONI  risultando così  Associazione di Promozione Sociale le cui finalità sociali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno. Il suo scopo principale è quello di promuovere la cultura del viaggio in moto e in  4X4, soprattutto in territori al di fuori delle classiche rotte turistiche. Obiettivo primario del team è coniugare i progetti di raid e viaggi con iniziative benefiche mirate, relative a realtà presenti nelle zone attraversate e non solo.

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I grandi successi ottenuti con i vari motoraid hanno consentito al Marco Polo Team di realizzare tutti gli obiettivi di sostegno prefissati. A tal proposito sono stati realizzati libri, DVD e documentari, gettonatissimi tra gli appassionati del turismo su due ruote e non solo, proprio per la loro capacità di comunicare con semplicità e immediatezza lo spirito di un team appassionato che ama scoprire, anche con finalità benefiche, territori  fuori rotta.

 Le iniziative di Marco Polo coinvolgono sempre più spesso il territorio italiano ed era stata messa in calendario la data del prossimo 2 novembre per un appuntamento con la Sardegna. “Purtroppo il nostro tour in Sardegna abbiamo deciso di rinviarlo al prossimo marzo. – Così ci comunica Luigi Fasolato dello staff del Marco Polo, con molto rammarico per l’emergenza Covid  attuale – Speriamo in una situazione migliore legata alla pandemia e restrizioni varie”.

Ma l’appuntamento mancato con la nostra Sardegna ci offre comunque l’opportunità di conoscere le loro iniziative, e di parteciparvi comunque in qualche modo. Le loro avventure solidali  grazie alle due ruote e non solo,  riescono a realizzare sempre progetti molto ambiziosi, ove richiesto.

“I Dirty Roads sono una serie di iniziative e tour motociclistici dedicati a chi ama percorrere itinerari appartati ed il turismo off-road, la nuova “frontiera” del turismo in moto in Italia. – ci racconta Luigi Fasolato – L’obbiettivo è sviluppare una filosofia di viaggio volta a promuovere il territorio, nel rispetto degli altri, esplorando siti culturali e paesaggistici noti e meno noti d’Italia, il tutto percorrendo percorsi misti on-off road adatti alle grosse entrofuoristrada e maxienduro, affrontabili da tutti senza grosse difficoltà, per godersi i panorami, la cultura e la cucina del nostro Paese”.

“Questo nostro progetto e “stile” di viaggio è nato nel tardo 2016 con il primo tour delle Marche ON-OFF.  Abbiamo anche realizzato i un  video  in cui si rivive quella esperienza e la filosofia di viaggio che sta alla base dei Dirty Roads. – Prosegue nel suo racconto  Luigi Fasolato.- Una filosofia che ci porta a premiare la qualità dei percorsi, dei luoghi e dei prodotti tipici che di volta in volta andiamo a scoprire”.

“Da allora abbiamo percorso diverse migliaia di chilometri fra le regioni d’Italia, compiendo 24 tours e portando a viaggiare con noi, alla riscoperta dell’Italia, circa 400 appassionati motociclisti / sostenitori, che sposano e seguono con passione le nostre iniziative estere e italiane e che noi amiamo definire “adventure rAIDers”.

I Dirty Roads ma tutti i loro viaggi in generale vengono  legati a progetti umanitari che vanno a finanziare e supportare  con le loro iniziative, anche devolvendo una parte delle quote di partecipazione. Fra tutti l’ultimo, ma non meno importante, è In Moto con l’Africa. Nel sito www.marcopoloteam.it, nella sezione “progetti umanitari” ci si potrà addentrare nella loro anima solidale, conoscendo nel dettaglio alcune delle iniziative sostenute in passato.

Ma cosa può fare chi non ha una moto con cui partecipare a questi tour solidali in giro per l’Italia? Tutti possono contribuire alla raccolta fondi di In Moto Con l’Africa anche con una piccolissima cifra, certi che questa si
trasformerà in un atto concreto. Ecco alcuni esempi di quello che  si può realizzare con: 6 € – un voucher per le donne che devono partorire, da usare per pagare il trasporto in ospedale o il ritorno al villaggio; 15€ – un pieno per una moto in Sud Sudan; 40€ – equipaggiamento di farmaci e vaccini per le campagne di cliniche mobili; 80€ – un trasporto in barca in Sierra Leone quando la moto non basta; 100€ – un contributo all’acquisto di una moto.

Le donazioni si possono eseguire attraverso conto corrente bancario IT40T0200812100000103368567 Intestato a Opera S. Francesco Saverio – C.U.A.M.M. ONG METTITI IN MOTO E DONA ORA INDICANDO COME CAUSALE: “IN MOTO CON L’AFRICA”

Ulteriori informazioni si potranno avere contattando Nicola Penzo in qualità di responsabile progetto In Moto con l’ Africa all’ interno di Medici con l’Africa Cuamm Cell. 344 1966373 [email protected]

Aiutare si può, se poi l’invito arriva anche da questi riders italiani che conoscono bene  il battito del cuore per le grandi emozioni, allora ne sarà valsa davvero la pena.

Al prossimo appuntamento, dal 3 all’8 novembre, sulle magnifiche strade della meravigliosa e affascinante terra di Sardegna.

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