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Cronaca Sardegna

Sardegna, allarme bambini: obesità da lockdown

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Olbia, 8 novembre 2020 – L’obesità anche nel nostro Paese sta divenendo un fenomeno in crescita e sta coinvolgendo sempre più i bambini e le bambine. Anche in Sardegna i dati risultati da una recente ricerca dell’INCO, non sono si certo  incoraggianti.

L’INCO (Istituto nazionale per la cura dell’Obesità) è il riferimento principale  in Italia per la diagnosi, e per il trattamento  multidisciplinare dell’obesità. Le sue sedi sono sono disseminate un po’ ovunque su tutto i territorio nazionale, oltre che presso  IRCCS Policlinico San Donato a San Donato Milanese, all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio a Milano  e in Sardegna con la sede a Sassari.

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Da quanto emerso in una loro approfondita analisi, pare che sulla nostra Isola 2 bambini su 10 risultino obesi. Il precedente lockdown  ha ulteriormente aggravato la situazione a causa di una attività fisica ridotta al minimo, e per un’alimentazione scorretta. C’è chi salta  la prima colazione o chi invece la fa in modo scorretto, una merenda  in mattinata troppo  abbondante, e scarso consumo di   frutta e di  verdura. Oltre ad un cattivo rapporto con l’alimentazione, anche tutta una serie di comportamenti inadeguati fanno sì che l’obesità sia dietro l’angolo per i bambini, condannandoli se non si corre ai ripari, a divenire adulti obesi. Lo scenario si completa spesso con una  percezione sbagliata  da parte dei genitori che  non ritengono  il proprio figlio in sovrappeso.

Proprio in merito alla situazione che si sta vivendo a causa dell’emergenza Covid, molti bambini arrivano a mangiare anche  un pasto in più al giorno trascorrendo molto tempo a casa, e a dormire in media una mezz’ora in più al giorno. Anche la televisione catalizza il loro interesse obbligandoli così a stazionare davanti allo schermo ben cinque ore in più al giorno. I dati tengono conto anche dell’immobilità davanti   al computer,  piuttosto che al lungo uso dello  smartphone.

I nutrizionisti dell’INCO hanno riscontrato che  lo scorso lockdown  ha fatto registrare stadi di confusione, sintomi di stress post-traumatico, e rabbia. Tutto ciò ha indotto anche i più piccoli  a mangiare male, e di più. Inoltre la paura di rimanere senza scorte alimentari ha portato ad un maggiore acquisto di prodotti  confezionati e a lunga scadenza, piuttosto che cibi  freschi. Inevitabile l’aumento di  peso, accentuato  dalla riduzione dell’attività fisica. A tal riguardo c’è da ricordare che  nel  1918 al termine   dell’epidemia della Spagnola, i decessi dovuti a scompensi cardiovascolari, avevano superato quelli  della polmonite sovrapposta e di altre cause.

Vale la pena quindi tenere a mente questo breve promemoria stilato  sempre  dai nutrizionisti dell’INCO, poco tempo fa. Semplici indicazioni da rispettare,  sia per il benessere dei più piccoli, che degli adulti:

  • Riservare più tempo alla preparazione dei pasti;
  • Aumentare il consumo di vegetali e legumi che a volte, per motivi di tempo, non si preparano spesso;
  • Dedicare tempo alla prima colazione e, se in casa abitano più persone, farla tutti insieme per condividere questo importante pasto della giornata;
  • Consumare la gran parte dei nutrienti nella prima parte della giornata, abitudine che può aiutare a ingrassare meno e a dormire meglio;
  • Evitare di mangiare di corsa cibi poco curati.

Nella giornata dell’8 novembre il centro satellite INCO  di Sassari con la  Dott.ssa Ravasio, sarà attivo per offrire consulenze e aiuto, e proseguiranno gli incontri sul tutto il territorio nazionale per l’intero mese in corso. Salvo ulteriori evoluzioni legate all’andamento della pandemia. si potrà prenotare telefonando dal lunedì al venerdì al 329.4071214

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