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Cronaca Gallura

Ryanair lascia la Sardegna: e adesso?

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Olbia, 27 Novembre 2015 – Non è ancora scattato il panico, ma poco ci manca: Ryanair, il vettore lowcost irlandese, sta lasciando la Sardegna. I messaggi distensivi lanciati nei giorni scorsi sono contraddetti dalle direttive che i dipendenti stanno ricevendo. Ryanair sta per tagliare il personale nella base di Alghero: la base più importante per tutti viaggiatori che vogliono arrivare in Sardegna a prezzi stracciati e per tutti i sardi che vogliono raggiungere l’Europa saltando a piè pari i prezzi ben più cari della continuità territoriale. Ryanair, da Aprile, taglia gli arei su Alghero e passa da due a uno: 14 dipendenti devono essere trasferiti e entro domenica dovranno decidere in quale base. Sul piano dei voli, questi tagli significano 11 tratte in meno per Alghero, mentre sarebbero a rischio 8 tratte su Cagliari. I sardi, stando a queste manovre, dovranno dire addio a rotte storiche come quelle per Barcellona. Il problema con la Ryanair sono gli incentivi che, secondo le norme UE, non possono essere dati alle aziende private, altrimenti scatta lo formula degli aiuti di stato, i quali sono vietatissimi. In questi ultimi anni, dal 2010 al 1013 la Sardegna ha elargito alle lowcost ben 17milioni di euro e per questo motivo è sotto procedura di infrazione. Ecco perché la Regione non elargisce più un centismo ed ecco perché la Ryanair sta smobilitando.

Sul piano turistico, invece, bisognerebbe fare un’autocritica: se le lowcost non scelgono la Sardegna, a patto che non siano incentivate, significa che l’isola non è così attrattiva e dunque non è redditizia per i vettori. Una tratta redditizia, con alti indici riempimento, non viene lasciata di punto in bianco, anzi: viene rafforzata. Per cui, il problema non risiede soltanto in un vettore che se ne va se non viene sovvenzionato, ma anche  in una località turistica che ha bisogno di pagare o incentivare un vettore aereo per farlo atterrare. Il che può significare solo una cosa: le politiche turistiche degli ultimi 10/15 anni hanno fallito totalmente.  Intanto, la Regione sta cercando di correre ai ripari, studiano delle soluzioni alternative.

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