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Rischio idrogeologico, la proposta che transiterà in Consiglio: vasche e canali più larghi

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Olbia, 29 Settembre 2014 – A quasi un anno dall’alluvione che ha devastato la città di Olbia e mezza Sardegna, il dibattito su come mitigare il rischio idrogeologico continua. Qualche giorno fa ci siamo occupati della proposta dello Studio Equipe di Olbia del geometra Demuru, oggi passiamo in rassegna le soluzioni proposte dallo “Studio di Variante al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) e del Quadro delle Opere di Mitigazione del Rischio idraulico nel territorio comunale di Olbia”.

A questo documento, complesso e ricchissimo di relazioni tecniche, hanno lavorato l’ignegner Mancini (con la collaborazione dello studio MMI srl di Milano) e il geologo Tilocca (consulenza geologica). Si tratta di un lavoro più che complesso: qui ci limiteremo a illustrare, per sommi capi, le soluzioni che tale studio sul campo propone per eliminare il rischio idrogeologico in città.

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La Variante al PAI, uno studio complesso: dall’analisi dello stato attuale all’individuazione delle opere

L’analisi dello stato attuale del reticolo fluviale olbiese è piuttosto impietosa. Gli studiosi, dopo aver individuato il reticolo di drenaggio (composto da diversi fiumi), hanno analizzato uno per uno tutti i canali olbiesi: lunghezza, portata d’acqua, stato delle strutture. Le criticità individuate sono innumerevoli: 63 tratti su 71 hanno una larghezza insufficiente rispetto alla portata di progetto. Questo tipo di criticità si acuisce nei numerosi attraversamenti (35) e nei tratti tombati (10) di alcuni corsi d’acqua.

La struttura del reticolo idrografico non è l’unica variabile analizzata: gli ingegneri che si sono occupati della variante hanno anche fatto un’analisi idrologica (cioè calcolo delle portate, idrogrammi di piena e tempi di ritorno) e una relazione idraulica relativa alle fascie fluviali (ovvero l’estensione delle aree sottoposte ad allagamento).

Per mitigare il rischio idrogeologico sono state idinviduate 9 opere principali: l’allargamento di due fiumi, quattro “aree di laminazione”, un canale scolmatore e due diversivi.

Le opere per mitigare il rischio idrogeologico nella Città di Olbia: laminazione, allargamenti, scolmatori.

Sono due i canali che, secondo questo studio, hanno bisogno di un bel “restyling” e sono i canali che lo scorso 18 Novembre scorso hanno dato più problemi: il Rio Seligheddu e il Rio San Nicola. Il Seligheddu, il fiume che esondando ha fatto 4 morti ad Olbia (Patrizia Corona e la Piccola Morgana in via Belgio, Francesco Mazzoccu e il piccolo Enrico a Raica) ha una sezione che va dai 10 ai 15 metri. Secondo questo studio di fattibilità, la sezione dovrà essere portata dai 30 ai 40 metri. Il Rio San Nicola, invece, parte da una sezione di 8-12 metri e dovrà arrivare ai 12-17 metri.

Il lavoro sui fiumi olbiesi non si esaurisce con l’allargamento di queste sezioni. Lo studio propone un canale scolmatore che dal Rio Gaddhuresu (quello che ha inondato il Mercure e le case popolari dopo il sottopasso di via Ambalagi) vada a sfociare nel Rio Seligheddu. Altri due “diversivi” dovranno essere costruiti dal Rio Paule Longa e dal Rio Tannaule per arrivale al Seligheddu. Un altro ancora viene previsto tra il Canale Zozò e il Rio San Nicola.

Le vasche di laminazione: quattro grosse “piscine” per salvare la città

Le opere probabilmente più importanti sono le cosiddette vasche di laminazione, cioè quei grandi “contenitori” che hanno lo scopo di contenere l’eventuale acqua in eccesso durante una pioggia torrenziale. Le vasche previste sono quattro e hanno dimensioni differenti. La più grande conterrà al massimo400’000 metri cubi d’acqua. Per capire le dimensioni, bisogna immaginare una grande vasca quadrata lunga per ogni lato 200 metri e profonda dieci. Le altre vasche sono decisamente più piccole: una conterrà 210’000 metri cubi, un’altra 160’000 metri cubi, l’ultima 100’000 metri cubi.

Un grande progetto diviso in cinque lotti funzionali

Il progetto proposto con questo studio di fattibilità è molto complesso, per questo motivo è stato diviso in cinque lotti di intervento. Il primo lotto prevede la costruzione delle 4 vasche di laminazione e la sistemazione del sottopasso di via Amba Alagi (cioè dell’attraversamento alla linea ferroviaria del Rio Gadduresu) da finanziare con 25,2 milioni di euro. Il secondo lotto prevede la risagomatura del Rio San Nicola e la costruzione del diversivo del Canale Zozò: 22 milioni di euro. Col terzo lotto verrà realizzata la risagomatura del Rio Seligheddu: 46,9 milioni di euro. Il lotto quattro prevede molte opere: risagomatura del tratto a monte del rio Gadduresu, realizzazione dello scolmatore nel rio Seligheddu, la costruzione del diversivo sui canali Paule Longa/Tannaule, l’adegua,ento del Rio Tilibbas e del rio Pasana per un totale di 24,1 milioni di euro.
In definitiva, le opere dovranno essere finanziate con 122 milioni di euro. A queste opere dovranno essere affiancate da un buon piano di protezione civile e da un sistema di allerta che riesca a monitorare giornalmente le precipitazioni.

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