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Puc Olbia, l'area di espansione davanti ospedale è Hi4: ecco la cartina

Ecco cosa dicono i documenti adottati dalla Regione

Puc Olbia, l'area di espansione davanti ospedale è Hi4: ecco la cartina
Puc Olbia, l'area di espansione davanti ospedale è Hi4: ecco la cartina
Angela Galiberti

Pubblicato il 31 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Lunedì scorso abbiamo parlato di una zona di espansione davanti all'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia prevista dal Puc by Nizzi recentemente passato in Consiglio Comunale con oltre 700 osservazioni. Tale nuova zona di espansione, con tanto di area pubblica, è balzata agli onori delle cronache poiché al suo interno vi è un fiume in parte regimentato con argini artificiali poiché scorre tra le rampe di accesso alla circonvallazione olbiese. Durante il consiglio comunale, il consigliere di minoranza M5S Roberto Ferinaio ha chiesto se la zona fosse in Hi4 e la risposta è stata negativa. Peccato che non sia proprio così, almeno a giudicare da alcuni atti pubblici piuttosto recenti: l'area, infatti, viene indicata come a rischio proprio a causa di quel fiume. Chi lo dice? Il Comune di Olbia in uno studio idrogeologico che stato approvato preliminarmente dalla Regione.

L'area di espansione prevista nel Puc by Nizzi

A febbraio del 2020, precisamente il 26 febbraio, l'Autorità di Bacino della Regione Sardegna ha approvato l'adozione preliminare degli Studi di Assetto Idrogeologico ai sensi dell'Art. 8 c.2 bis e art. 37 c.3 lett. B delle Norme di Attuazione del PAI del Comune di Olbia. Nella delibera 5 del 26/2/2020, l'Autorità dice al Comune olbiese di proseguire il lavoro ai sensi delle normative vigenti, chiede la trasmissione di una serie di elaborati, ma dice anche che “conformemente a quanto previsto nell’art. 65 comma 7 del Decreto Legislativo 152/2006, le aree di pericolosità idraulica e da frana, così come individuate dallo studio di cui ai precedenti punti, a decorrere dalla data di pubblicazione sul BURAS della presente delibera, saranno soggette alle misure di salvaguardia di cui alle pertinenti delle Norme di Attuazione del PAI. Nel caso di sovrapposizione di perimetri di aree pericolose di diversa tipologia o grado di pericolosità, fra quelle di altri strumenti di pianificazione vigente, diversi dal PAI, in materia di assetto idrogeologico e quelle individuate dallo studio in oggetto, si applicano le prescrizioni più restrittive nelle sole zone di sovrapposizione”.

E ancora: “che, nelle more dell’approvazione delle nuove perimetrazioni come varianti PAI, il Comune di Olbia recepisca, nelle Norme Tecniche di Attuazione dello strumento urbanistico vigente, le limitazioni d’uso prescritte dalle Norme di Attuazione del PAI per gli ambiti a pericolosità media, elevata e molto elevata individuati nelle Tavole approvate sopra elencate ”.

Infine, l'Autorità di Bacino dà “mandato alla Direzione Generale Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna di attivare le successive procedure, in accordo con la normativa vigente, necessarie all’adozione definitiva della proposta di variante al PAI di cui all’oggetto”.

Questo piano, con i vari studi del territorio, non è adottato in maniera definitiva, ma esiste e in qualche modo bisogna pur tenerne conto, anche perché ancora oggi non sono state realizzate opere di mitigazione del rischio e dunque la città è ancora in pericolo.

Secondo le carte realizzate nello studio adottato in modo preliminare dalla Regione, il fiume che si trova in quell'area di espansione ipotizzata nel Puc può esondare e infatti viene perimetrata un'area Hi4 (massima pericolosità) per una lunghezza che parte da monte, sopra la circonvallazione, e arriva oltre, entrando nella possibile lottizzazione individuata dal Puc.

Tutta questa interessante cartografia, frutto del lavoro dei tecnici del Comune di Olbia, è caricata su Urbismap: un portale specializzato dove sono presenti tutti gli strumenti di pianificazioni adottati e/o vigenti.

Su questo sito è possibile apprezzare nel suo complesso l'opera dei tecnici incaricati dal Comune di Olbia nell'individuare e catalogare tutte le aree a rischio, con relativi torrenti o canali o fiumi. E' un lavoro poderoso nel quale si apprezza non solo l'idrografia olbiese, ma anche la sua estensione effettiva perché prende in considerazione praticamente tutto il territorio: Cugnana, Rudalza, Osseddu, Pittulongu, Raica, Putzolu, Santa Lucia, Sa Istrana, il fiume San Giovanni. Si tratta di un'estensione di rischio piuttosto impressionante, perché tocca – con vari gradi di pericolosità – quasi tutto il centro urbano. Compresa quella piccola area di “espansione” davanti al Giovanni Paolo II.