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PUC e Urban Planning: la città progettata per investitori cinesi rientra dalla finestra

Dal maxi tunnel a Capo Ceraso: ecco cosa c'è dell'Urban Planning

PUC e Urban Planning: la città progettata per investitori cinesi rientra dalla finestra
PUC e Urban Planning: la città progettata per investitori cinesi rientra dalla finestra
Angela Galiberti

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Ricordate l'Urban Planning, vale a dire il mastodontico progetto made in China (che sarebbe poi finito anche su tavoli arabi) che vedeva protagonista una fondazione cinese, Irene Pivetti e il Comune di Olbia e che ha visto i nostri amministratori volare direttamente in Asia?

Lo avevamo scoperto e presentato alla popolazione qualche tempo fa e ora lo ritroviamo nel Puc by Nizzi. Non tutto, ovviamente, ma molto sì. Ciò che manca sono le strutture all'interno della città dove i cinesi prevedevano persino un Casinò. Non ci saranno case da gioco a Olbia né mastodontici centri commerciali in via Redipuglia, ma seguendo i progetti in itinere e cosa prevede il Puc non si può notare qualche, per così dire, “similitudine”.

Intanto, sia l'Urban Planning che il Puc prevedono l'abbattimento delle sopraelevate e la completa riqualificazione (già in itinere con l'ITI) della sponda sud del Golfo Interno di Olbia fino ad arrivare al Teatro Michelucci, ed entrambi prevedono un porto turistico interno. L'Urban Planning ha il merito di aver indicato, in un certo senso, le aree più interessanti per investimenti immobiliari: e infatti (vedi immagine sottostante) dove il piano cinese prevede un hotel, il puc prevede un Progetto Norma con tanto di "cessione obbligatoria" di alcune aree (così, almeno, si legge nelle Norme di Attuazione). Il Progetto Norma C3b1.2 prevede: interventi di recupero della volumetria esistente e interventi di rafforzamento dell'offerta di spazi a verde pubblico.

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Le similitudini non finiscono qui. L'altra parte dove si trovano molte similitudini è quella di Capo Ceraso: nell'Urban Planning, l'idea progettuale era affidata all'architetto Gamondi, il preferito di Berlusconi (a cui i terreni di Capo Ceraso sono riconducibili). Nel Puc si trovano disegnate più o meno le stesse identiche zone con, più o meno, gli stessi identici obiettivi: campo da golf, alberghi e parco naturalistico da preservare.

Insomma, l'Urban Planning è uscito dalla porta ed è entrato in parte dalla finestra.

 

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