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Puc e Capo Ceraso, i cittadini: troppo cemento inutile

Olbiesi contro il Puc by Nizzi: ecco perché

Puc e Capo Ceraso, i cittadini: troppo cemento inutile
Puc e Capo Ceraso, i cittadini: troppo cemento inutile
Angela Galiberti

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 09:00

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Olbia. Capo Ceraso: un'oasi di roccia, macchia mediterranea, calette e spiagge incontaminate, pochissimo cemento. Un polmone verde che si tuffa nell'Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo. Si tratta di una località da sempre al centro di polemiche, rivendicazioni ambientaliste e programmazioni urbanistiche. L'ultimo Puc by Nizzi non fa eccezione: per Capo Ceraso si prevede una mini rivoluzione in chiave turistica con due insediamenti ricettivi alberghieri per un totale di 140.000 metri cubi complessivi, più un possibile campo da golf. Oltre alle osservazioni fatte dal Gruppo di Intervento Giuridico di Stefano Deliperi, al Comune di Olbia sono pervenute osservazioni anche da 7 cittadini olbiesi con le quali si mettono in evidenza alcune particolarità che dovrebbero far tornare sui propri passi l'ente di Corso Umberto.

Secondo questi 7 cittadini, per quanto riguarda l'area di Capo Ceraso sussisterebbero due tipi di incongruenze: da una parte l'incompatibilità tra il Puc e il Ppr (che è ancora vigente), dall'altra vengono segnalate delle “incongruenze interne” al piano urbanistico comunale. Nel dettaglio, per quanto riguarda la prima fiattispecie la zona indicata come F5 (turistica) “si sovrappone a aree identificate” dal PPR “come beni paesaggisti ambientali”. Inoltre, “non c'è continuità tra la superficiete F5 di edificazione con altri insediamenti abitativi e non sono presenti opere infrastrutturali”. Secondo i cittadini, in sostanza, viene meno il cosiddetto “criterio di cintura di collegamento” e dunque “le nuove volumetrie non sono da considerarsi contigue con tessuti urbani preesistente”.

Ancora: la zona F5.2 e le aree dei cosiddetti Progetti Norma non possono essere “sovrapposte ad aree tutelate”, in più la zona C3a 3.2 “si sovrappone a componenti di paesaggio con valenza ambientale” in contrasto sempre con il Piano paesaggistico regionale.

Per la seconda fattispecie, ovvero le incongruenze interne al Puc, l'elenco è anche più lungo. I cittadini hanno notato vhe la zona F5.2 si sovrappone ad aree a tutela integrale e ad aree destinate a standard urbanistici: tale definizione “è incompatibile con il previsto utilizzo delle zone H2 e S5”. Altro punto controverso è quello degli stagni che “seppur censiti dal Catasto, devono essere equiparato agli altri stagni ad essi attigui appartenenti al demanio. Le aree con caratteristiche di demanialità (spiagge, fiumi, stagni, non possono essere parte di zone urbanistiche anche qualora diversamente indicate dal catasto”, specificano i cittadini olbiesi al Comune di Olbia.

Campo dal golf, altra “seccatura”: scrivono i residenti che “il campo da golf è inconciliabile con una zona di elevato pregio naturalistico in base a quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione”. I firmatari si riferiscono agli articoli 66 e 88:

NTA art. 66 Ambito F5.2: Multa Maria – Capo Ceraso

“La realizzazione della attrezzatura sportiva per il golf dovrà interessare aree a bassa sensibilità ecologica o con condizioni di scarsa rappresentatività e/o conservazione degli Habitat interessati”.

NTA Art. 88 Ambito H2: Multa Maria – Capo Ceraso

“È da escludere qualunque nuovo intervento edilizio o di modificazione del suolo ed ogni altro intervento, uso e o attività in quanto pregiudiziale della struttura, della stabilità o della funzionalità ecosistemica o della fruibilità paesaggistica. […]”.

Se decade il campo da golf, decadono anche “le annesse strutture ricettive di supporto” quantificate in 140.000 metri cubi “insistenti su una zona di altissimo pregio ambientale caratterizzata da un delicatissimo ecosistema ancora intatto costituito da mare, litorali sabbiosi, stagni e colline in cui sono inserite numerose aree SIC e ZPS. Le uniche “strutture sportive” compatibili sono i previsti percorsi naturalistici ciclo-pedonali che per loro natura non richiedono volumetrie alberghiere; al contrario, la fruizione naturalistica sarebbe compromessa dalla realizzazione di strutture artificiali in aree di pregio ambientale”.

Un'altra gatta da pelare riguarda l'impatto sull'ambiente delle strutture previste dal Puc. I cittadini sottolineano che “Le strutture ricettiva autorizzate dal PUC non tengono conto della capienza degli arenili. I possibili interventi comporterebbero un’ulteriore e rovinosa pressione antropica laddove le spiagge sono già oggi sovraffollate. I fruitori delle strutture previste comporterebbero necessariamente una pressione antropica eccessivamente elevata anche per la restante parte dell’area in oggetto a causa dell’elevata impronta volumetrica delle strutture sul suolo e del consumo dello stesso destinato a prato, viabilità, servizi etc”.

Non solo: secondo quanto rilevato nelle osservazioni, nella previsione del campo da golf non sarebbe indicata la modalità con la quale l'area verrebbe fornita dell'elevatissima quantità d'acqua di cui avrebbe bisogno. Anche per quanto riguarda la rete delle acque nere, lo smaltimento dei rifiuti e la protezione dell'area contro i diserbanti, secondo i cittadini, non vi sarebbero cenni.

E che dire della famosa regola della domanda e dell'offerta per quanto riguarda la ricettività residenziale e alberghiera? Secondo i firmatari, le ipotesi che governano lo sviluppo dell'area sarebbero basate su dati “non attualizzati” che non tengono conto “delle tendenza della richiesta turistica esperienzale”. Si sottolinea che “al momento è palese l'eccesso di offerta rispetto alla domanda, in particolare la zona di Marina Maria soffre di un'allarmante quantità di invenduto da parte delle imprese costruttrici. A tal proposito sarebbe oltremodo ingiustificata un'ulteriore espansione residenziale”.

Infine, l'interesse pubblico che secondo i cittadini non ci sarebbe: “La zonizzazione del PUC di Olbia ricalca confini catastali privati senza osservare il principio di prevalenza dell’interesse collettivo”.

 

 

L'immagine di copertina è tratta da un video di Diego Cubeddu: qua  l'articolo dove potete ammirare queste splendide immagini

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