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Primo Maggio – Olbia: intervista al musicista Sunny Gray

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Olbia 21 aprile 2019- Il chitarrista e cantautore Davide Moica, in arte Sunny Gray torna nella sua città, Olbia, per festeggiare con gli amici di sempre l’evento musicale più atteso dell’anno, il Primo maggio. Davide, dopo alcune esperienze musicali maturate nella sua città natale, in Francia e poi a Milano, da qualche tempo vive e lavora nell’East Side di Londra. Un immenso multietnico assemblaggio di popolosi quartieri segnati da molteplici contrasti, dove povertà, immigrazione e nuove ricchezze convivono come in un intricato puzzle in perpetuo disfacimento e ricostruzione.

Davide ha scelto di immergersi totalmente in queste atmosfere di luci e ombre, ritmi e suoni metropolitani. Dove milioni di corde invisibili di una chitarra gigante si animano.

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Friggono pizzicate e stordite da stridenti attrazioni che si ricompongono armoniosamente in un abbraccio metallico e fumoso sotto il cielo di Londra. Quelle corde tese, capaci di generare musicalità differenti, sono linfa, musa ispiratrice per il nuovo progetto Electro Soul SUNNY GRAY.

Sunny Gray, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista per Olbiachefu Olbia.it

Il Primo maggio è ormai una tradizione e ho letto sulla pagina ufficiale dell’evento FB che tu sei stato uno dei volontari della prima ora. Ci puoi parlare di questa esperienza che ormai si rinnova di anno in anno?

Ciao Patrizia, grazie a te per avermi contattato. 

Nella mia vita ho sempre ammirato chi si dà da fare, a partire dai miei genitori, mio fratello, amici, persone conosciute in giro per il mondo. I ragazzi del primo maggio hanno sempre avuto qualcosa da dire e lo hanno confermato nel tempo. Ho sempre supportato il Primo maggio dalla prima volta che ci ho suonato, una delle poche realtà nella nostra città dove hanno dato spazio ai giovani, band e non, per esprimersi e far valere i propri progetti. Son contento che ogni anno quest’edizione cresca sempre di più, chapeaux a tutti i ragazzi dell’organizzazione e a tutti i volontari che ogni anno danno una mano per cercare di fare le cose ogni anno sempre più grandi. Ricordiamoci che l’unione fa la forza, sempre.

Suoni divinamente la chitarra, ma la tua voce è estremamente particolare e bella. Ci vuoi dire se è nata prima la passione per la chitarra o per il canto? 

Ahahahah , grazie per l’aggettivo divino! La verità non mi reputo neanche  un chitarrista, o perlomeno sono più un chitarrista da cameretta o da spiaggiata. 

Comunque È una storia un po’ lunga. All’inizio non volevo suonare né la chitarra né cantare. Volevo suonare la batteria.

Sempre e dappertutto. Ma a casa non avevamo tanto spazio. Poi quando mio padre mi regalò la mia prima chitarra è stato  strano, perchè al tempo mio fratello studiava pianoforte, io ascoltavo lui esercitarsi quasi ogni sera dalla camera affianco e volevo suonare anch’io il pianoforte come lui, ma allo stesso momento c’era questo pezzo di legno con sei corde di nylon li nell’angolino che mi fissava. E mi fissava. Quasi come se stesse aspettando qualcosa. Lì è iniziato tutto . 

Parlando del mio altro strumento invece, ho odiato la mia voce per molti anni. Giuro. Ho avuto tanti momenti dove non volevo più cantare. Poi sono arrivati maturità e consapevolezza a salvarmi. 

Ed eccomi qua.

 Quale esperienza artistica ricordi più volentieri del periodo trascorso a Olbia?

Beh, dalla mia prima band fino all’ultima è stato tutto bellissimo. Nel bene e nel male, Olbia mi ha cresciuto e fatto diventare la persona/artista che sono ora. Ringrazio tutte le persone che mi hanno accompagnato in questo cammino, e (ripeto), nel bene e nel male, mi hanno insegnato qualcosa. Mi reputo una persona molto fortunata, ho condiviso momenti bellissimi con musicisti meravigliosi, la cosa un po’ triste la verità,  pensando alle mie esperienze tra palchi e salette, è che molte volte la bella vita che facciamo a casa non ti fa guardare oltre, ti risucchia nella monotonia della vita “normale” fino a renderti schiavo di una felicità quasi costruita, standard, impura. Non era quello che volevo per me, e ho dovuto lasciare. Molti pensano che son scappato, ma sono semplicemente andato oltre.

Ho ascoltato “TEARDROP”, il tuo tributo alla hit dei maestri del TripHop di Bristol, Massive Attack, per il 20° anniversario della pubblicazione dell’album “Mezzanine” e sono rimasta impressionata dalla tua capacità di restituire nuova musicalità e rinnovata bellezza ad un brano che sembrava già perfetto nella sua versione originale. Cosa ti ha spinto a scegliere quel brano?

 Anche se ora sto facendo un altro genere di musica dai miei precedenti lavori, appartengo comunque al filone anni Novanta.

Dal grunge al rock al punk al metal hip hop, tutto quello che è uscito in quel decennio lì mi ha praticamente formato. 

La scelta di Teardrop dei MA, oltre che un tributo per il ventennio dell’album e rielaborare una colonna sonora di quegli anni, è stata principalmente una sfida a me stesso. Quando ho scelto una cover da riarrangiare c’erano in ballo loro e i Portishead. Ma tra me e i miei producer hanno vinto i Massive Attack. 

Un ultima domanda, ho letto sul tuo sito ufficiale che ulteriori release di nuovi lavori sono previsti nella prima metà del 2019. Ci puoi fare qualche anticipazione dei tuo nuovo progetto Electro Soul SUNNY GRAY?

Non posso dire molto su quello che verrà, vi posso solo dire che al Primo Maggio avrete un anteprima di tutto il progetto originale Sunny Gray, sarò sul palco con la mia attuale band, e sarò pronto a riabbracciarvi tutti dal primo all’ultimo. Non vedo l’ora!! 

 

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