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Piste ciclabili ad Olbia, la parola agli utenti: "chiediamo più sicurezza"

Progettazione da rivedere, serve coinvolgimento

Piste ciclabili ad Olbia, la parola agli utenti:
Piste ciclabili ad Olbia, la parola agli utenti:
Camilla Pisani

Pubblicato il 16 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Una filosofia di vita, più che un mezzo di trasporto: per chi la ama, la bicicletta rappresenta proprio questo; non solo un modo per spostarsi, ma una scelta etica e in qualche modo romantica, capace di modificare il proprio punto di vista su molti aspetti dell’esistenza.

La bici pare essere il mezzo più sostenibile che esista: veloce, leggera, non inquinante, permette anche di coniugare le esigenze di trasporto quotidiano con l’attività fisica all’aperto.

Ad Olbia sono sempre più numerosi gli amanti della bicicletta, e molti si sono riuniti all’interno del gruppo “Pista ciclabile Olbia”, di cui ci racconta Christian Cicoria, membro del gruppo e “ciclofilo” appassionato: “il gruppo è nato in modo spontaneo, non è un’associazione e soprattutto si propone di essere apartitico, apolitico e di stimolare le amministrazioni all’impegno nel portare avanti progetti che vedano al loro interno la realizzazione di piste ciclabili. All’interno del gruppo ci sono persone molto preparate, tra architetti, giuristi, progettisti ed economisti che hanno dato, nel tempo, un contributo alla causa. Un esempio è Gianluca Carrafa, che con la sua tesi di laurea relativa allo studio sulle piste ciclabili, ha fornito un valido spunto anche per quanto riguarda i risvolti economici della progettazione”.

La conformazione geomorfologica di Olbia ben si presterebbe ad una percorribilità ciclabile estesa e ramificata, sia per quanto riguarda la rete urbana che quella extraurbana: in particolare quest’ultima, se fornita di piste ciclabili, potrebbe arricchire l’offerta turistica di “experience” suggestive e accattivanti.

“Olbia e una città molto bella: ogni strada sbuca, prima o dopo, al mare, e questo rende piacevolissimo pedalare. Personalmente, trovo che la prospettiva di avere piste extraurbane ben percorribili sarebbe del tutto godibile, considerando la particolarità e la bellezza dei paesaggi che il territorio offre”, commenta Cicoria.

Le iniziative organizzate dal Gruppo Pista Ciclabile Olbia sono state, negli ultimi anni, tantissime: dall’AperiBici all’AperiVolo, i tanti appassionati hanno cercato di avvicinare e sensibilizzare la popolazione, sollecitando di volta in volta le varie amministrazioni.

Ma cosa chiedono gli utenti, di cosa avrebbero realmente urgenza?

“La gente chiede sicurezza, innanzitutto. Le statistiche dicono che Olbia è una città tendenzialmente sicura, con una frequenza di incidenti non alta. Ma la percezione di precarietà sperimentata dai ciclisti è un fatto da attribuirsi alla mancanza di infrastrutture dedicate a questa categoria - continua Cicoria - che è sempre più folta.

"C’è bisogno di percorsi ciclabili sicuri e non frammentati. Avere solo qualche tratto all’interno del quale pedalare in sicurezza non risolve la questione. Pur comprendendo le oggettive difficoltà legate ad appalti, stanziamento dei fondi e tutto quello che concerne la parte burocratica, è necessario fare il possibile per porre in sicurezza chi si muove in bici, non con micro interventi parziali”, specifica Cicoria.

Parlando degli ultimi interventi applicati al territorio olbiese, la realizzazione delle corsie ciclabili è stata lungamente oggetto di discussione: a questo proposito, è bene operare una distinzione semantica tra pista e corsia; la prima consiste in un percorso dedicato esclusivamente alle biciclette, spesso dotato di protezioni fisiche come guardrail o cordoli, la seconda è una sezione di carreggiata dedicata anche ma non solo alle bici, sostanzialmente scoperta in termini di sicurezza.

“Il Gruppo ha segnalato varie problematiche legate alle corsie ciclabili e alla segnaletica stradale, a volte contraddittoria e quindi pericolosa. L’idea e lo sforzo dell’amministrazione sono meritevoli, ma la progettazione e la realizzazione sarebbero da rivedere. Quello che ci auspichiamo è un maggior ascolto da parte dell’ente pubblico, perché crediamo che dal dialogo con chi in bici ci va potrebbero nascere delle ottime idee. La collaborazione sarebbe l’arma vincente per realizzare una città ciclabile, bisogna sedersi ad un tavolo condiviso e dialogare seriamente”.

Tra aperitivi in bici e proposte di collaborazione, il popolo della bicicletta chiede alle amministrazioni di essere coinvolta nella pianificazione, per la costruzione, difficile ma essenziale, di una cultura della mobilità sostenibile, che sia integrata all’interno di un piano di ampio respiro in cui il fattore ecologico, quello salutistico, quello economico e quello logistico siano strati di uno stesso tessuto.

“Ad oggi le biciclette ci sono, ma potrebbero essere molte di più. I percorsi ciclabili aiutano anche a valorizzare i territori, riscoprendone la bellezza e diventando un baluardo di civiltà”.

È appunto il grado di civiltà che va incentivato ad aumentare, monitorando ad esempio le zone a velocità limitata, che spesso e volentieri viene ampiamente superata, e soprattutto mettendo in sicurezza il ciclista, tramite una progettazione oculata e lungimirante.

Il Gruppo Pista Ciclabile non molla, e continua ad avanzare le sue legittime richieste, proponendo in parallelo eventi mirati alla sensibilizzazione dei cittadini: “Covid permettendo, abbiamo in programma diverse manifestazioni, tra cui convegni sulla sicurezza stradale, presentazioni di libri a tema e raduni” conclude Christian Cicoria.

Attenzione massima quindi, su uno dei mezzi più antichi mai inventati, che punta a diventare il simbolo della sostenibilità contemporanea, la sintesi perfetta -o quasi- di tutte le istanze irrinunciabili del terzo millennio: alle amministrazioni il compito di raccogliere la sfida, decidendo se cavalcare o subire l’onda, tenendo in conto che l’indifferenza non è un’opzione percorribile.