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Personaggi: Mauro Patta, l’artista dei murales

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Nuoro, 17 ottobre 2020 –  Non tutti sanno che la Sardegna è la culla del del muralismo in Italia. Proprio qui possiamo lasciarci affascinare dai più bei murales di tutto il mondo.

Questa bellissima forma d’arte urbana vede luce grazie all’esigenza di dare sfogo ad una forma di protesta da parte di movimenti che  con questo tipo di tecnica esprimevano le denunce, i malesseri e le prospettive della comunità.

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Il primo murale della Sardegna ha fatto la sua comparsa nel 1969 a Orgosolo per mano di Dioniso, un gruppo anarchico milanese dal nome collettivo. Le pitture murarie divennero sempre più numerose, coinvolgendo anche altri centri della Sardegna

Le tecniche che si utilizzano nella realizzazione dei murales sono semplici, spesso con l’utilizzo di vernici adatte all’edilizia. Infatti spesso le opere subiscono l’azione del tempo, sbiadendo man mano. Questa vuole essere una caratteristica unica dei dipinti urbani sardi, che vengono tinteggiati di nuovo solo se richiesto della comunità stessa. In in caso contrario li si lascia scomparire pian piano, lasciando che il tempo segni il suo scorrere su di loro. Gli stili rappresentati sono i più svariati:  si va dall’iperrealismo, al naif, dall’impressionismo alla pittura  tradizionale.

Nel 1975 ecco l’occasione che segna l’esplosione del fenomeno artistico sardo: per il 30° anniversario della Liberazione, un insegnante senese della scuola media e i suoi allievi  realizzarono  diversi murales, a cui l’estro di artisti locali fece eco.

E da quel momento molti comuni  dell’entroterra sardo iniziarono a commissionare  murales ad artisti del posto per rendere uniche le facciate del loro borgo. I murales si possono definire una rappresentazione  spontanea della realtà rurale e pastorale che facendosi conoscere ai visitatori di passaggio, contemporaneamente apporta valore agli spazi urbani. Splendidi murales li ritroviamo a Orgosolo che ne annovera nel suo centro abitato circa 150, ma numerosi  e di straordinario impatto visivo ne troviamo anche a Fonni, Palau, Olbia, San Sperate, Serramanna, San Gavino, Villamar e Tonara.

Ed è proprio qui a Tonara a pochi chilometri da Nuoro che sorprendono per la loro imponenza e brillantezza dei colori, i murales realizzati da Mauro Patta. L’artista 35enne di Atzara residente a Sorgono, è tra i più richiesti artisti urbani. “Ho studiato al liceo artistico di Cagliari e dopo il diploma ho iniziato a lavorare e far tutt’altro che arte. Nel 2010 ho deciso di lasciare il lavoro e sono partito a Firenze per fare l’Accademia di Belle Arti. – così inizia a raccontarsi Mauro Patta, tra un impegno e l’altro – Nel 2015 ho iniziato a lavorare come pittore di porcellana alla storica manifattura Richard-Ginori di Sesto Fiorentino. Dopo 4 anni ho deciso di lasciare un posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato, per dedicarmi totalmente alla mia arte. Nel 2019 io e mia moglie abbiamo deciso di lasciare Firenze e andare a vivere in Sardegna. Oggi posso dire di aver fatto la scelta giusta e vivo totalmente della mia arte”

L’amore per i murales è giunto nella sua vita come una folgorazione improvvisa: “Tutto è nato quando nel 2014 ho vinto un concorso per murale nel mio paese natio. Quando ho realizzato l’opera mi son reso conto di cosa volessi veramente fare. Ho sempre dipinto quadri ma dipingere nei muri, stare a stretto contatto con la gente in continuo confronto, mi dava più soddisfazione. Mi piace essere un artista a tutto tondo, ma ultimamente la mia attività principale e che da poco spazio al resto, è il muralismo. A questa attività dedico tutto me stesso, sette giorni su sette”.

Le sue opere lasciano segni indelebili dove vengono realizzate, e ogni particolare non è mai lasciato al caso: ” Ogni murale ha i suoi tempi, dipende dalla complessità del soggetto e dalla grandezza. L’idea è legata al posto, alla sua storia e tradizioni, e a un confronto con il committente. La facciata dell’edificio influisce principalmente sulla composizione e non sul tema”. 

Certamente la sua scelta di vita ha implicato notti insonni e il coraggio di lanciarsi in un’avventura artistica che di certo ha ben poco: “Il più grande ostacolo è stato quello di  lasciare il lavoro fisso per dedicarmi alla mia arte. ma è stata proprio  questa la mia più grossa soddisfazione: aver avuto il coraggio di farlo, e di poter vivere di questo”.

La Sardegna ha iniziato a stargli stretta, e Mauro Patta viene richiesto un po’ ovunque per realizzare murales che rendano degli scorci urbani unici, e indimenticabili: “In questo momento sto lavorando in Sicilia per un grande murale, il più grande da me realizzato. Quando tornerò il mio prossimo lavoro sarà a Silius dove farò un omaggio ai minatori. Un progetto che vorrei realizzare è creare un grande festival di street art nel centro Sardegna”. Un progetto ambizioso che speriamo possa realizzarsi a breve. Sarebbe sia un’acclamazione di questa espressione artistica, che una bella promozione territoriale per la Sardegna.

Quest’anno l’emergenza pandemica ha segnato tutti noi, e anche Mauro Patta ci si è dovuto confrontare: “Il Covid, a parte avermi lasciato a casa due mesi e quindi aver dovuto spostare lavori che si sono accavallati con altri, non ha intaccato la mia attività. Pensavo che dopo questa situazione pochi avrebbero investito sull’arte ma invece non è così. In questo momento c’è bisogno di arte più che mai”.

Seguire la propria inclinazione più intima e sceglie in piena autonomia la propria vita, sono scelte che implicano sacrificio e un obiettivo ben fissato. Non si può lasciare nulla all’improvvisazione anche se spesso ci arrivano messaggi sfalsati dai social, tanto da indurci a pensare che basti un tutorial per apprendere una professione: “A chi volesse seguire il mio esempio il  mio primo  consiglio è di lavorare, lavorare e lavorare. Solo con il duro lavoro si può arrivare al proprio obbiettivo. Sicuramente è importante non sentirsi mai arrivati, e avere una grande auto critica per poter migliorare sempre”.

Ci avviciniamo alla fine di questo 2020 che ci ha segnati un pò tutti per diversi motivi. Ciascuno di noi inizia a rivolgere all’anno che verrà un pensiero, un desiderio, un augurio. Anche Mauro Patta ci fa conoscere le sue aspettative: “Spero che il 2021 sia un anno di rinascita dopo questa situazione e che le persone prendano questa pandemia come una lezione per capire cosa veramente è importante nella vita. Spero che i giovani inizino ad avere il coraggio di cambiare le cose. – poi prosegue sulla scia dei suoi desideri – Il mio sogno è poter girare il mondo con il mio lavoro e conoscere tanti colleghi artisti per potermi confrontare e quindi crescere.”

Conoscere le  splendide opere di Mauro Patta può essere anche un bellissimo pretesto per conoscere angoli della Sardegna. Le sue rappresentazioni che si stagliano sulle facciate di inconsapevoli edifici, sanno stupire con la loro maestosità inserita in un contesto urbano talvolta ricco di contrasti, ma di straordinaria bellezza.

Il muralismo continua a trasmettere messaggi sociali che speriamo siano ispirati da bellezza e positività, al servizio della collettività. Grazie Mauro Patta.

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