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Cronaca, Giudiziaria

Olbia, giudice sospende asta vinta da Nizzi per "gravi motivi": ecco perché

Ecco cosa dice il Giudice Fallimentare

Olbia, giudice sospende asta vinta da Nizzi per
Angela Galiberti

Pubblicato il 03 maggio 2021 alle 13:00

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Olbia. L'asta per la vendita dell'ex palazzo delle Ferrovie, ubicato in Corso Vittorio Veneto, è stata sospesa: lo ha stabilito il Giudice fallimentare lo scorso 29 aprile. L'asta era stata vinta dal Comune di Olbia e la sospensione è stata decisa per “gravi motivi” ai sensi dell'articolo 108 della Legge fallimentare. Insieme alla sospensione è stata decisa anche la revoca dell'aggiudicazione, Secondo quanto scrive il giudice, lo svolgimento della gara sarebbe stato "inficiato dal fatto che il dottor Nizzi abbia prospettato alla società XY in caso di aggiudicazione del bene da parte della stessa la possibilità di subire danni ovvero di non poter ricavare dall'acquisto del bene le utilità attese per effetto di una attività amministrativa che il Comune avrebbe potuto porre in essere”.

Il giudice continua e conclude: “Ora tale proposizione, letta nel suo oggettivo significato, al di là di un eventuale profilo penalistico, può aver condizionato la decisione di XY di non effettuare ulteriori rialzi consentendo così l'aggiudicazione in favore del Comune di Olbia, in ragione del fatto che il prezzo dell'immobile, a seguito di ulteriori rialzi, poteva non essere così conveniente per la prima a fronte delle difficoltà amministrative prospettate dal dottor Nizzi. Pur dovendosi rilevare che una scorretta affermazione del rappresentante dell'Ente non può erto vincolare l'azione amministrativa e che il dott. Nizzi non ha avuto modo di fornire una spiegazione a quanto afermato, occorre garantire il corretto e non condizionato esperimento delle aste fallimentari”.

Il giudice chiude il documento con la sospensione della vendita e la revoca dell'aggiudicazione dell'immobilre.

All'asta hanno partecipato il Comune di Olbia, rappresentato personalmente dal sindaco Nizzi, e una società privata: si trattava di una procedura per fallimento, utile a risarcire dei creditori.

L'immobile, pur non essendo di proprietà comunale, è stato inserito in un progetto di riqualificazione urbana da 18 milioni di euro. Lo stesso era stato oggetto di osservazioni al Puc, bocciate in Consiglio comunale.