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Olbiesi al Top: Michele Fodde tra i primi 60 investitori italiani

Nomasvello Olbia 1085

Olbia, 07 giugno 2019 – Sono tanti gli olbiesi che, nel mondo, si fanno notare per il loro talento: uno di questi è Michele Fodde, 32enne olbiese inserito nella classifica dei 60 migliori investitori di Venture Capital, Private Equity e Angel Investor.

La classifica è stata stilata da una delle principali riviste di settore, StartupItalia.eu, ed è stata pubblicata lo scorso 3 giugno.

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Si tratta di una classifica molto articolata, nella quale compaiono nomi importanti come quello di Alessandro Benetton, Gianluca Dettori e Giovanni Tamburi: tra loro c’è anche il 32enne olbiese.

Fodde è nato e cresciuto a Olbia: a 18 anni si è trasferito a Milano per studiare Economia alla Bocconi e per specializzarsi, dopo la triennale, nel settore finanziario e in particolare in management.

Il suo talento è stato notato nel 2013 da Principia Sgr: uno dei principali operatori finanziari italiani che si occupa di venture capital.

“Si tratta di una società di investimenti – spiega Michele Fodde, Investment Manager in Principia – Gestiamo fondi e questi fondi vengono investiti in economia reale. Specialmente in startup che si occupano di nuove tecnologie e innovazione. Diventiamo soci, accompagniamo la crescita dell’azienda, diamo strumenti concreti per svilupparsi e avere successo per poi venderla e avere un ritorno economico giusto e soddisfacente per tutti”.

Detta in parole povere, si cerca un’idea vincente, la si aiuta a crescere, le si dà un valore e poi la si vende. Non si tratta di speculazione, ma di far crescere realmente le aziende e di creare posti di lavoro concreti: in questo modo si crea un circolo virtuoso che soddisfa tutti, dall’investitore al territorio in cui l’azienda opera.

Uno dei problemi principali che ogni giovane imprenditore deve affrontare, infatti, è il reperimento dei fondi per sviluppare l’azienda una volta che questa ha iniziato il suo difficile cammino nell’arena del mercato.

È qui che entrano in scena figure come quelle di Michele Fodde: figure che si occupano di piccole aziende e startup già avviate, ma che hanno necessità di un sostegno importante per fare il giusto salto di qualità.

“Gestisco due fondi – spiega ancora il dott. Fodde -: uno dedicato alle iniziative imprenditoriali nel settore digitale e uno nel settore della ricerca medicale. Al momento ho investito in 5 startup in Sardegna: il mio augurio è poterne sostenere ancora di più progetti sardi, magari anche olbiesi“.

Fodde, in questi anni, ha gestito oltre 15 operazioni di investimento per un valore complessivo in termini di equity di 100.000.000 euro.

Per capire quanto è importante l’attività di Michele Fodde e dei suoi colleghi sparsi in tutta Italia (e nel mondo) si pensi ai progetti di ricerca medicale che Principia sta sostenendo.

Progetti innovativi che, nel tempo, avranno la capacità di cambiare radicalmente la vita delle persone.

Nuove terapie antitumorali, farmaci innovativi, dispositivi per la medicina rigenerativa: tutte cose fantastiche, utili e ad alto valore tecnologico che senza fondi non possono essere realizzate.

Una delle società che Principia sta sostenendo, ad esempio, ha inventato una tutina che, tramite sensori, monitora tutti i parametri vitali del neonato: tramite una app apposita, il genitore non solo può controllare se va tutto bene, ma riceve anche un alert nel caso qualche parametro sia fuori norma.

La stessa tecnologia è applicata in ambito sportivo e viene utilizzata dai principali club calcistici italiani.

“La nostra abilità sta nel comprendere la qualità tecnologica dell’azienda o il suo potenziale di innovazione e crescita – continua il dott. Fodde -. Lo capiamo  facciamo tutta una serie di analisi di mercato, ma è molto importante anche il fattore umano, cioè capire chi abbiamo di fronte e poi bisogna avere l’abilità di attrarre talenti”.

Perché investire è anche creare lavoro: “Quando Dove Conviene ha aperto una sede operativa a Cagliari, abbiamo dato lavoro a 20 ingegneri informatici appena laureati”.

“Grazie a questi investimenti che facciamo, creiamo lavoro”: ed è questa l’economia reale più importante.

La selezione delle aziende che ricevono questo tipo di sostegno è lunga e difficile: negli anni, sono state vagliate 500 aziende (quindi 500 idee potenzialmente geniali e innovative) e ne sono state scelte solo 15.

Tra quelle selezionate vi sono Banzai, City News, Dove Conviene, Applix, Zoorate, Silk Biomaterials, Comecer, Neodata Group, Clinical Tria Center (spin-off della Fondazione Gemelli) e così via.

Tutti progetti di successo, alcuni molto noti anche al grande pubblico, che non solo hanno creato valore economico per i soci, ma anche posti di lavoro.

Insomma, investire e fare business non sono attività da demonizzare, anzi: se questi fondi non esistessero, moltissimi progetti innovativi si arenerebbero nelle sabbie mobili della provincia.

E poiché ci sono tanti sardi con progetti interessanti, il nostro augurio è che riescano a strutturarsi abbastanza bene da poter attrarre simili opportunità.

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