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“Olbia, pescatori di cozze”: un dipinto di Paolo Calia

Era di passaggio Paolo Calìa, straordinario pittore, ma anche scultore, fotografo di moda, arredatore e scenografo, quando dipinse “Olbia , pescatori di cozze” nel 1964.

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Olbia, 4 febbraio 2018- Era di passaggio Paolo Calìa, straordinario pittore, ma anche scultore, fotografo di moda, arredatore e scenografo, quando dipinse “Olbia , pescatori di cozze” nel 1964. Sullo sfondo vibrante di azzurri variegati e sfumati da un pennello che appare sensibilissimo ed esperto, due figure di cozzari sono presentate nei gesti consuetudinari, immersi in una luce vivida, reale,  in un gioco di colori sapientemente scelti ed armoniosamente accostati.

Calia_Cozzari_1964L’ampio movimento del braccio sinistro segnato dai muscoli asciutti e tesi dell’uomo in canottiera bianca, crea una diagonale al centro dell’immagine che come un bagliore attira lo sguardo dell’osservatore, trasmettendo il senso della gestualità, la fatica laboriosa e ripetitiva dei nostri “pescatori di cozze”. Tutto in questa opera d’arte denota il talento non comune e la sensibilità di un artista pittoricamente adulto e navigato. Eppure l’autore è  un quindicenne, un giovane imberbe  a cui “nessuno ha insegnato a dipingere”(1)

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PAOLO CALIA006 In quello stesso anno il giovanissimo artista, nato a Lula (NU), spedisce a Cagliari una piccola tela, raffigurante uno  scorcio del suo  paese natale. Con questo disegno partecipa alla quinta edizione del Concorso regionale scolastico di Arti figurative la Rinascente: viene notato, come era accaduto  anni prima a Giuseppe Sciola, e premiato con la medaglia d’oro e merito.

L’anno successivo, ad Oristano, vince la medaglia d’oro alla seconda Mostra di Pittura “Club della caccia” con il ritratto del fratello  Renzo, dal titolo “Bambino malato”. Sempre  nel 1965 a Cagliari, durante la prima mostra regionale di Arti figurative “Sardegna lavora”, gli viene assegnato il Premio del Presidente della Regione Sarda. Ad Oristano  viene segnalato alla prima Mostra Regionale “Settembre Oristanese”. Ad Iglesias riceve  la medaglia di bronzo durante la quarta Mostra Nazionale di Arti Figurative. Infine sempre ad Oristano durante la Mostra Regionale intitolata alla Sartiglia, riceve la medaglia d’argento. Il talento di Paolo Calia viene riconosciuto ed apprezzato e lo spinge ad esporre in diverse città.

In particolare  ci viene segnalato che, durante la mostra la Rinascente di Cagliari del 1971, viene premiata l’opera “Incompreso” ( nella foto del catalogo, in bianco e nero, si veda la versione realizzata nel 1967 per la mostra personale alla Galleria degli Artisti di Cagliari del 1968). Il soggetto è un giovinetto, Roberto Bernardini, raffigurato fedelmente e con gli occhi lucidi di malinconia sotto un cappello a falda larga. Le braccia conserte appoggiate su un tavolo mettono in risalto le grandi mani espressive.

Comincia così l’eclettica avventura artistica di Paolo Calia. Completati gli studi all’Istituto d’Arte di Oristano, si trasferisce a Venezia per frequentare l’Accademia delle Belle Arti, perfezionando alcune tecniche di pittura e di scultura, in un crescendo di partecipazioni a mostre collettive e personali nazionali ed internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi con ampio risalto sulla stampa nazionale ed estera. PAOLO CALIA003

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Sculture di Paolo Calia esposte alla personale di Vicenza del 1972, presso la Galleria d’Arte “Il Cenacolo”

Prima del 1971, l’artista ha già all’attivo ventuno mostre, tra le quali OLBIAchefu segnala, in particolare, il quarto Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea Città di Olbia  del 1966,  e ben sei esposizioni personali. La settima sarà allestita alla Camera di Commercio Italiana di Parigi.

A Roma, sempre negli anni Settanta, comincia la sua esperienza come scenografo a Cinecittà. Ricordiamo in particolare il suo contributo alla sceneggiatura del “Casanova” di Federico Fellini (1976), il grande regista a cui rimarrà legato da profonda amicizia.

 Un artista sardo-parigino. Rimastone folgorato, Paolo sceglierà Parigi come definitiva residenza di adozione, dove tutt’ora  lavora e vive nel suo sfarzoso, barocco ed inimitabile  loft  di 300 mq  al “Les Frigos” , un immenso residuato di archeologia industriale costruito nel 1921 ed oggi famosissimo ed intrigante rifugio di artisti nel XXIII arrondissement, poco distante dalla Biblioteca François Mitterrand e dalla Gare d’Austerlitz .

© Patrizia Anziani

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Una sala del loft di Paolo Calia a Parigi

Se volete sapere  dove vive Paolo Calia vi proponiamo questo video  LES FRIGOS che abbiamo trovato su Youtube: https://m.youtube.com/watch?autoplay=1&v=ip-ATiIJZXg

(1) Presentazione  a cura di Vittorino Fiori della mostra personale  Paolo Calia del 1968 alla ” Galleria degli artisti”  intitolata ad  Alberto Simula,  Portico S.Antonio, Cagliari.

Altri riferimenti in: presentazione a cura di Umbro Apollonio della mostra personale a La Chambre de Commerce Italienne de Paris del 1971. La foto del giovane artista è tratta dal catalogo della mostra.

Si ringrazia Roberto Bernardini, proprietario dell’opera  “Olbia, pescatori di cozze” per la gentile concessione della foto.

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